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#civitavecchia, concerto alla Marina, istituito il divieto di somministrazione di bevande in vetro

Il provvedimento ha lo scopo di tutelare la sicurezza ed il decoro pubblico

Civitavecchia, concerto alla Marina, istituito il divieto di somministrazione di bevande in vetro

Il Faro on line – E’ stata firmata ieri dal Vice Sindaco Daniela Lucernoni l’ordinanza con la quale si dispone per il pomeriggio del 1 settembre e fino alle prime ore della mattinata del 2 settembre il divieto assoluto per locali, associazioni e attività dedite alla somministrazione di cibi e bevande di vendere bibite e alcolici in vetro.

Il provvedimento, voluto in particolare in occasione del concerto alla Marina finalizzato alla raccolta di fondi in favore delle popolazioni terremotate del centro Italia, che ricalca una ordinanza dell’aprile 2015 la quale disponeva un simile divieto fino al 31 gennaio 2016, interesserà le aree di Largo Galli, Viale Garibaldi, Piazza della Vita e Largo del Plebiscito, soprattutto con lo scopo di tutelare la sicurezza ed il decoro pubblico.

In sostanza i gestori dei locali posizionati nella suddetta zona della città dovranno avere  cura di non somministrare bevande, alcoliche e non, in contenitori di vetro dalle ore 15 del 1 settembre alle ore 2 del giorno successivo, mentre potranno somministrare bibite previa spillatura (alla spina) o mescita in bicchieri di vetro solo all’interno dei locali stessi o dei dehors autorizzati. E’ invece consentita la vendita in bicchieri e contenitori in plastica, purché vengano collocati idonei raccoglitori.

A tutti i cittadini è invece fatto divieto di abbandono, alienazione o dispersione di bottiglie e bicchieri che ledano il decoro e compromettano la pubblica sicurezza, e si stabilisce l’obbligo di uso per le campane per la raccolta differenziata per il conferimento di tutti gli oggetti in vetro. Allo stesso modo è fatto divieto di accedere alla zona delimitata dall’ordinanza con contenitori e bottiglie in vetro anche acquistati altrove.

Le sanzioni previste per i trasgressori vanno da un minimo di 25 ad un massimo di 500 euro, salvo che la violazione non costituisca reato o violazione del Testo Unico della Pubblica Sicurezza. Per i locali che dovessero invece rendersi responsabili di reiterate violazioni è invece prevista la sospensione dell’attività da un minimo di 3 ad un massimo di 20 giorni.