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#terremoto, colletta dal carcere. I detenuti di Badu ‘e Carros, quando l’Uomo sa rinascere

Una settantina di detenuti ha aderito. Raccolti 628 euro, che valgono una fortuna a livello morale

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#terremoto, colletta dal carcere. I detenuti di Badu ‘e Carros, quando l’Uomo sa rinascere

Il Faro on line – Ci sono volte in cui chi da tutto ciò che possiede, seppur poco, fa un gesto più nobile di chi dà un po’ del tanto che ha. E’ quanto accade in Sardegna, con una colletta promossa all’interno del carcere di Badu ‘e Carros tra i detenuti in regime di alta sicurezza. Una settantina di loro hanno aderito all’iniziativa di solidarietà donando ognuno quanto poteva. Chi un euro, chi due. Chi, forse, meno. Ma ognuno di quegli euro (628 per l’esattezza) ha certamente un grande valore se paragonato al mezzo milione donato dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, che pure ha fatto un gesto nobile e di sicura utilità.

Ma in carcere è uscito fuori l’Uomo, nella sua capacità di andare oltre il contingente, di sentirsi parte di un mondo comune. Per tanti detenuti rinunciare a quei pochi spiccioli ha significato precludersi la possibilità di acquistare un pacchetto di sigarette o qualche genere alimentare all’interno del penitenziario; un pezzo di libertà “donata” a chi ha perso casa e affetti. «Un atto notevole di attenzione per la sofferenza altrui», lo definisce Gianfranco Oppo, Garante dei diritti dei detenuti. «La controprova che anche le persone che hanno commesso reati molto gravi conservano quella parte sana che è in noi, che andrebbe valorizzata per riuscire compiere quel percorso di rieducazione, che poi dovrebbe essere la finalità ultima del carcere».

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