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Lettera di Francesco Totti alla Roma. Il racconto della sua storia d’amore, con la maglia giallorossa

Leggenda e simbolo della Roma, per 25 anni. Con la maglia numero 10, ha incantato la Curva Sud. Il titolo mondiale con la Nazionale di Lippi ha incoronato, una splendida avventura nel calcio

Lettera di Francesco Totti alla Roma. Il racconto della sua storia d’amore, con la maglia giallorossa

Il Faro on line – Nei tempi dei suoi esordi in prima squadra, Francesco era in procinto di diplomarsi in ragioneria. Se lo ricordano tutti, i tifosi della Roma, quando il 28 marzo del 1993, l’allora allenatore della squadra giallorossa, Vujadin Boskov, lo fece esordire in serie A. Era la partita, Brescia – Roma. Un sostituto naturale, Totti, per un Giannini, principe e capitano della Roma, in quei primi anni ’90, quando il giovane centravanti Francesco, fece i suoi primi passi, nell’attacco giallorosso, della prima squadra.

TOTTI HA SEMPRE SCELTO LA ROMA

25 anni di sogni, emozioni e passioni. 25 anni di amore, con la Roma e con i tifosi della squadra giallorossa, della capitale. Ed oggi, a stagione 2016/2017, iniziata e la sua ultima, da calciatore, Totti scrive una lettera alla sua squadra del cuore. Che sempre, ha onorato e preso per mano. Che sempre ha di nuovo, scelto, col cuore. Anche quando, mentre era all’apice della carriera, le grandi società di calcio italiane del nord, tra cui Milan ed Inter, come anche il Real Madrid, nel 2004, lo reclamarono tra le loro fila. No. Francesco è sempre rimasto a Roma. Forse, nel calcio attuale, è l’ultima bandiera, dopo l’addio di Alessandro Del Piero, alla Juve, nel 2012. E forse Francesco, sempre, sarà quell’ottavo Re di Roma, che continuamente ha incantato e fatto innamorare, ogni volta, la sua Curva Sud. Oggi, dunque, Francesco apre il suo cuore, alla sua amata Roma e mette nero su bianco, i suoi sentimenti, nella sua lettera, riportata da The Players Tribune, ricordando proprio quell’episodio in cui, fu molto vicino dal partire da Roma, per Madrid: “Ne parlai con il Presidente – scrive Totti – e quello fece la differenza. Alla fine, fu la conversazione, che ebbi con la mia famiglia, che mi ricordò in che cosa consiste, la vita. La tua è casa è tutto”.

E lui se ne rendo conto, mentre ripercorre con la mente, le sue gesta, in campo: “In questi 25 anni, della mia carriera, Roma è stata la mia casa – in questo modo, Totti lo descrive, proseguendo – spero di aver rappresentato il Club, al meglio, delle mie possibilità ed aver innalzato, i colori della Roma, il più in alto possibile”.

L’EMOZIONE DELLO SCUDETTO DEL 2001

Quanti derby, partite, momenti cruciali, i tifosi si ricordano? Migliaia. Ed ogni volta, per tutti loro, è un colpo al cuore. E la commozione, fa capolino nei loro occhi. Lo scudetto vinto nella stagione 2000/2001, quella del Giubileo, della Città Eterna, fu un trionfo. In quell’anno, Totti segna ben 13 gol ed è il protagonista assoluto. Nell’ultima partita decisiva, contro il Parma, Francesco, in uno Stadio Olimpico pieno, fino all’inverosimile, segna un gol, insieme a Montella e Batistuta. Regala in questo modo, lo scudetto del Giubileo ai tifosi giallorossi : “Spero siate fieri di me”. Indica, nella sua lettera, quando lui stesso fa riferimento al tricolore e alle partite di Champions League.

I NUMERI DELLA CARRIERA DI FRANCESCO TOTTI

Una carriera piena di numeri strabilianti, per un fantasista e giocoliere dell’area di rigore, che spesso dal cilindro, ha tirato fuori giovate da applausi. In questo modo, sono nate le sue 248 reti, con la Roma, tra le quali, le 46 doppiette, sul rettangolo di gioco, sono rimaste nella mente degli appassionati di calcio e non solo della squadra giallorossa. 601 presenze, in serie A. Le più alte, nel campionato italiano. 758 volte, in cui è sceso in campo, a guidare la sua Roma, anche da capitano e bandiera. E’ il calciatore ad aver realizzato, più gol nelle competizioni Uefa per Club, con le sue 38 volte, in cui ha gonfiato le reti avversarie. E poi i derby. Nelle partite clou delle stagioni trascorse alla Roma, è stato il calciatore italiano, ad avere maggiori presenze, nei derby della capitale. Per lui, sono state 41. Tra Serie A e Coppa Italia. E i gol, per questa partita del cardiopalma romano, sono stati 11. E poi la Nazionale. Dal 1998, fino al 2006. La ovvia e naturale, maglia azzurra, di cui è stato anche lì, il capitano simbolo. Ed in azzurro, Francesco ha vinto un Campionato d’Europa Under 21, nel 1996, un oro ai Giochi del Mediterraneo, nel 1997 ed il titolo di campione del mondo, nel 2006. Una bacheca piena, fino all’orlo. Con tante emozioni, per ogni gol, per ogni partita e per ogni sospiro in campo, vissuto. Una leggenda del calcio, italiano ed internazionale.

ED IL MILAN BUSSO’ ALLA SUA PORTA, NEL 1989

Tuttavia, andando indietro nel tempo, quando il piccolo Totti era ancora un giovane calciatore, con un talento in tasca, da mostrare al mondo e da fare invidia, lui stesso ricorda, quando a casa dei suoi genitori, furono i dirigenti del Milan, a bussare alla porta: “27 anni fa, qualcuno bussò alla mia porta. Ad aprire, andò mia madre Fiorella. Non erano della Roma. Ma del Milan. Volevano che andassi a far parte, della loro squadra. A tutti i costi “. In quel lontano 1989, Francesco era un calciatore 13enne della Lodigiani: “Quando sei un ragazzo di Roma, hai due scelte – prosegue a spiegare Totti, nella sua lettera, al The Players TribuneRoma o Lazio. Nella nostra famiglia, esisteva solo una scelta possibile. Venni scelto durante una partita giovanile. Mi fece un’offerta. Sarei diventato giallorosso”.

LA SCELTA DELLA ROMA

E allora fu giallorossa, la sua scelta. E la favola, iniziò:“L’amore per la Roma, ci è stato tramandato. E’ sempre stato più di un club di calcio. E’ parte della nostra famiglia, del nostro sangue e delle nostre anime”. Stesso pensiero dei tifosi, quello di Totti. Loro lo hanno sempre innalzato ed amato. Sopra ogni altro calciatore: “Molti mi chiedono, perché hai passato tutta la vita a Roma? Rappresenta la mia famiglia, i miei amici, la gente che amo”.

IL DESIDERIO DI FRANCESCO

E si avvia allora, la sua ultima stagione in giallorosso, con il desiderio, nel suo cuore, di tornare un giorno alla Roma, come allenatore: “Mi mancherà la routine e le cose di tutti i giorni – conclude Francesco, nella sua lettera – le molte ore di allenamento e le chiacchierate nello spogliatoio. Forse se tornassi come allenatore, riuscirei a godermi ancora, questi momenti”.

Un Totti mister della Roma, lo sognano tutti i tifosi e probabilmente, da capitano a bordo campo, potrebbe ancora guidare la sua squadra del cuore, verso tanti successi. Il tempo lo dirà. Per il momento Francesco si gode questa suo ultimo campionato da calciatore, circondato dall’affetto della società, della sua famiglia e di quei milioni di tifosi, che la Roma ha, in tutto il globo.