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#tarquinia, Olmi concorda con Serafini sulla convocazione di un consiglio comunale aperto

Silvano Olmi: “Mettere gli extracomunitari nel pieno centro di un quartiere densamente popolato, è una scelta decisamente sbagliata"

Tarquinia, Olmi concorda con Serafini sulla convocazione di un consiglio comunale aperto

Il Faro on line – “Mettere 30 extracomunitari in un albergo in disuso, vicino ad altre due strutture perfettamente funzionanti, nel pieno centro di un quartiere densamente popolato, è una scelta decisamente sbagliata. È necessaria la convocazione urgente di un consiglio comunale aperto” – così si esprime Silvano Olmi, giornalista e promotore di una campagna contro l’installazione di un campo profughi nella ex-polveriera di Tarquinia, progetto ventilato nelle settimane scorse ma fortunatamente non attuato.

L’intervento di Olmi fa seguito alla recente riunione della commissione dei capigruppo del consiglio comunale di Tarquinia, durante la quale è stato annunciato l’arrivo di un gruppo di migranti che saranno alloggiati in un albergo. Decisione duramente contestata dal consigliere comunale di opposizione Pietro Serafini che ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale aperto.

“L’annuncio dell’arrivo 30/50 immigrati a Tarquinia ha creato un notevole disagio – dice Olmi – soprattutto tra i residenti nel popoloso quartiere Madonna dell’Olivo dove sorge l’albergo che sembra li ospiterà. In tanti mi hanno telefonato esprimendo riserve e preoccupazioni.

Ringrazio il consigliere Pietro Serafini per la sua coraggiosa presa di posizione – prosegue Olmi – e gli esprimo la più sentita vicinanza e unità d’intenti. Concordo con lui sull’esigenza di convocare urgentemente un consiglio comunale aperto, dove la cittadinanza possa democraticamente partecipare.

Dietro l’arrivo in massa di queste persone – dice Olmi – si muovono interessi economici enormi. Ogni immigrato costa alle casse pubbliche 1.050 euro al mese. Un giro d’affari notevole, che evidentemente attira chi possiede alberghi in disuso o appartamenti non venduti o sfitti.

Ormai siamo al collasso, il sistema di accoglienza messo in piedi dal governo Renzi non regge – conclude Olmi – gli sbarchi si moltiplicano e non sanno più dove mettere queste persone. Allora ogni struttura è buona, alla faccia di  Sindaci e Assessori che in passato hanno fatto magari la faccia feroce e oggi stanno zitti o addirittura giustificano l’operato del governo nazionale.”