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#Trump a Washington apre il suo hotel vicino alla Casa Bianca

Ristrutturato lo storico palazzo dell'Ufficio Postale su Pennsylvania Avenue, nei pressi della Casa Bianca

Il Faro on line – “Trump, coming soon, in 2016” (Trump, in arrivo, nel 2016). Quasi un presagio – o una promessa- stampata a lettere cubitali lungo la stessa Pennsylvania Avenue, a Washington, nota globalmente come la strada che ospita la Casa Bianca. Il mega cartellone con lo sfondo azzurro da qualche giorno e’ stato spostato, per svelare l’ingresso del nuovo hotel di lusso firmato Trump nella storica sede dell’ufficio postale della capitale che verrà inaugurato a giorni.

Qualsiasi cosa accada l’8 novembre quindi, Donald Trump è già in città. Il tycoon di New York probabilmente non si aspettava di trovarsi a contendere l’elezione per la Casa Bianca quando nel 2012 ottenne l’autorizzazione per trasformare il vecchio edificio federale in uno degli hotel più lussuosi di Washington e degli Stati Uniti. Progetto finito nell’occhio del ciclone fin da subito con la discesa in campo di Trump per le presidenziali: polemiche e dubbi sullo status legale dei molti operai ispanici impiegati nel megacantiere, il risoluto e clamoroso ‘No’ del super-chef Jose’ Andreas in reazione ai commenti di Trump sull’immigrazione, i rari eventi elettorali del candidato repubblicano nella capitale organizzati in quello che da ancor prima di aprire i battenti è considerato il suo quartier generale a Washington.

Del resto la posizione è strategica: a pochi metri dalla Casa Bianca e lungo il percorso verso Capitol Hill, il cuore pulsante della politica americana sulla collina che ospita il Congresso, l’establishment per eccellenza che per mesi ha scrutato guardingo e sospettoso l’outsider Trump durante la sua inarrestabile cavalcata. Cosi’ Trump cui di certo non manca il fiuto per un buon affare, apre il suo ‘Trump Hotel’ in tempo per la scelta del prossimo presidente, ma soprattutto per l”inauguration day’, il giorno dell’insediamento del nuovo presidente con tanto di parata a sfilare proprio davanti allo storico edificio, offrendo per l’occasione un pacchetto weekend a cinque stelle: da una camera standard a quasi 1000 dollari a notte alle suite più ambite che vanno dai oltre 9mila dollari a più di 24 mila.

Fino alla ‘Townhouse’, l’intera dependance con due camere da letto e una grande sala da pranzo attrezzata per ospitare fino a 24 persone, il luogo perfetto insomma per i sostenitori di Donald Trump che vogliano festeggiare in caso di vittoria o dove consolarsi nel lusso in caso di sconfitta. Non manca però chi proprio non digerisce che Trump abbia messo le mani su un pezzo di Storia della capitale: “Non se lo merita quell’edificio”, ha detto al New York Times John Cullinane, architetto coinvolto nel progetto fino a 18 mesi fa quando ha presentato le dimissioni. E chi sottolinea che il Trump Hotel certo non incarna lo spirito della vera Washington: “Chi vorrà viversi la vera Washington probabilmente non ci andrà, ma se si ama Las Vegas allora sì, si potrà apprezzare il Trump Hotel”, secondo Sally Quinn, editorialsta del Washington Post. Comunque vada quindi, Donald Trump ha Washington ha già lasciato il segno. (fobnte: ansa)