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#ponza, M5S: “No a decisioni dall’alto”

Gli attivisti del Meet Up a 5stelle: "La verità sta nel mezzo”

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#ponza, M5S: “No a decisioni dall’alto”

Il Faro on line – “Sentiamo parlare in giro con toni concitati di Sic (Siti di Importanza Comunitaria) e Zsc (Zone Speciali di Conservazione) e qualcuno lo descrive come qualcosa di fenomenale mentre altri come qualcosa di totalmente negativo. Probabilmente mai come in questo caso la verità sta nel mezzo” – lo dichiarano gli attivisti del Meet Up Ponza 5 Stelle in una lettera che, nei giorni scorsi, è stata indirizzata al presidente della Regione Lazio Zingaretti e per conoscenza al sindaco di Ponza Piero Vigorelli.

“Quello che noi diciamo da tempo è che certamente un’isola come la nostra non può prescindere dalla salvaguardia del territorio, del mare e delle risorse che essi ci danno. Ma d’altro canto nemmeno possiamo pensare di tagliare le gambe all’economia dell’isola. Sopratutto perché a Ponza manca una risorsa fondamentale per procedere in tal senso, senza ridurre alla fame la popolazione e cioè fondi e finanziamenti economici. Quello che è palese è che su Ponza e le Isole vicine, la Regione sta assumento decisioni senza interpellare i residenti come è tipico della politica italiana. Signor presidente Zingaretti, Lei, La Sua Giunta ed i Funzionari tutti che state procedendo verso la preservazione dell’habitat delle nostre isole, non è un cattivo modo di pensare, ma sa un po’ di dilettanti allo sbaraglio”.

Non vorremmo tornare come agli anni 60 quando i Ponzesi per pochi spiccioli ossequiavano il turista come si fa oggi nei paesi turistici del terzo mondo, che sono in alcuni casi dei veri e propri paradisi, ma sempre terzo mondo rimangono; con stipendi che vanno da 120 ai 400 dollari al mese… Questo modo di pensare le cose, imponendole dall’alto, con forza e chiedendo a noi ponzesi di correre appresso a chi pur di farsi una vacanza con pochi spiccioli, o di avere davanti casa un panorama libero da barche, lascerebbero allo sbaraglio l’isola, è inaccettabile. A noi questi SIC E ZSC, ci sembrano degli atti di una approssimazione e di una prepotenza inammissibile”.

“Perché parliamo di prepotenza? Perché alle ritrosie espresse dai ponzesi verso ulteriori limiti e vincoli sul territorio, e sul mare, non avete saputo fare altro che inasprire i provvedimenti e le restrizioni. Avete Zannone che è parco, Palmarola è oasi, e se si dà una attenta occhiata alle prime proposte di Sic e di Zsc le zone vincolate, sono aumentate sia nella estensione e tipologia del vincolo, che nelle restrizioni applicate. Ora i ponzesi dicono basta. Se le istituzioni regionali vogliono diventare amiche del popolo ponzese lo facciano venendo sull’isola a discutere sul cosa fare, e non a dirci cosa volete fare. C’è una sottile differenza ma le cose cambiano di molto. A noi ponzesi, non sta bene che il nostro futuro lo decidete nei salotti “buoni” della capitale. Ma in tutto ciò quello che ci spaventa è la mancanza di soldi che sia la Regione Lazio che il Comune di Ponza stanno patendo. Ripetiamo… Per attuare tutto questo paradisiaco progetto di rendere l’arcipelago un polo naturalistico internazionale, i fondi dove sono? Al grande sogno avete accostato le grandi somme per realizzarlo, o navigate a vista? Perché sia ben chiaro, che per realizzare i campi con le boe intelligenti (Campi che in Italia hanno già fallito) ci vogliono milioni di euro, che a quanto ho capito al momento nessuno si sta preoccupando di cercare, sopratutto Voi della regione che c’è le volete imporre…”

Questo sistema di imporre un idea e poi di portarla avanti senza programmazione a lungo termine, ci sa molto di Laziomar e di Acqualatina… Facciamo e poi vediamo… Risultato: disservizi e disastri… Pensate! Con Sic e Zsc non si potrà ancorare per la quasi totalità del periplo dell’isola se non dove sono fatti i cambi boa. E se “salta il banco”, come con la caduta della giunta Polverini, o semplicemente alla prossima elezione perdete e tornate a casa ed i campi boa non si fanno, noi ponzesi che facciamo? Noi ponzesi non vogliamo distruggere la natura, ma nemmeno potete pensare dall’alto delle vostre cariche politiche di non consultare un popolo che si vede piovere dall’altro provvedimenti restrittivi senza nessun piano economico o di investimento da parte del soggetto impositore. Programmare gli interventi sul territorio e sul mare anticipatamente è fondamentale, sopratutto se avvalorati da documenti di programma che attestino la fattibilità e non le chiacchiere da politicanti che lasciano il tempo che trovano. Chi come Lei (nella figura dei suoi collaboratori), signor presidente Zingaretti, decide di restringere le libertà di un popolo, deve provvedere a trovare soluzioni alternative sia per il mantenimento del lavoro che per la salvaguardia delle usanze del luogo”.

Esponiamo perplessità forti su tutta una serie di vincoli alle quali facciamo le segnuenti osservazioni: Signor Presidente della Regione Lazio Zingaretti, sempre con provvedimento regionale avete istituito a Ponza il Pai che circonda per la quasi totalità l’isola. Si parlava di milioni per la ristrutturazione delle falesie, e l’isola ancora aspetta che facciate qualcosa di importante.
Su chilometri di falesie cadenti ne sono stati sistemati si e non 500 metri. Per i Sis e la Zsc seguirete lo stesso criterio? Perché sa signor presidente Zingaretti, a noi ponzesi questa cosa ci preoccupa non poco. Avete intenzione di procedere effettivamente anche sul territorio oltre che su carta, fornendo soluzioni che non distruggano l’economia isolana e finanziandola con fondi regionali? Oppure dobbiamo iniziare ad emigrare come nella metà del secolo scorso per rifarci una vita? Speriamo Sinceramente che Lei ci risponda”

L’isola al momento è regolamentata per la balneazione con i seguenti provvedimenti: L’ordinanza n. 36 del 2 maggio 2016, ha interdetto lo stazionamento fino a 25 metri dalla costa nelle zone del “Core”, “Arco naturale”, “cala Inferno”, “cala Gaetana”, “Le Felci”, “Lucia Rosa”,”Chiaia di Luna”, e “settore D di Frontone”, Palmarola nelle zone di “Vardella” e di “Vricci”.
L’isola di Zannone è inclusa nel Parco Nazionale del Circeo
Ordinanza n. 09/2014, Ufficio Circondariale Marittimo nelle zone di mare riservate alla balneazione, prevede il divieto di ormeggio, nella fascia di 200 metri dalla battigia (se spiagge) oppure di 50 metri dalle scogliere in presenza di coste alte o a picco sul mare.
Alla luce di ciò, se ci mettiamo il Sic e LA Zsc con i vari divieti di ormeggio, avete pensato fra i vari enti a fare una conferenza di servizi con le varie associazioni di categorie ponzesi per regolamentare il tutto o avremo ancora un frullato di norme per le quali basterà uscire in mare per essere multati?”

Se Lei ci inonda di divieti, vorremo sapere che sarà di tutti i piccoli pescatori Ponzesi… Che fanno devono sparire? Come pescheranno? Quanti saranno? In che periodo potranno pescare? Avete dato solo indicazioni generiche, inutili per l’isola e tantomeno per chi perderà il lavoro.

I noleggiatori, le imbarcazioni per il giro dell’isola, i pontili e con loro tutti i loro impiegati, che fine faranno?

Le ricordiamo inoltre che l’articolo 4 della Costituzione Italiana cita quanto segue.

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società”.

In questo articolo, il lavoro, è considerato come fondamento sociale del nostro ordinamento repubblicano. Fin dal primo articolo della Costituzione, il lavoro viene riconosciuto come diritto di tutti i cittadini, in quanto costituisce il presupposto per l’esercizio di ogni altro diritto (v. art. 2). Con questo articolo, lo Stato si deve impegnare concretamente nel promuovere specifiche politiche sociali ed economiche di sviluppo che favoriscano le condizioni per il pieno impiego, nell’interesse generale della nazione. L’adempimento del proprio lavoro riveste inoltre un elevato significato morale, attraverso il quale ogni cittadino partecipa, in prima persona, allo sviluppo della vita democratica della nostra Repubblica.

La preghiamo quindi in virtù di quanto sopra esposto che:

Si imponga il blocco di qualsivoglia misura restrittiva di tipo ambientale e faunistica, nella fattispecie SIC e ZSC nei confronti dell’isola, e dei sui abitanti, in attesa di sviluppi e progetti concreti per la salvaguardia del lavoro e dell’economia turistica isolana;

Si crei un bando pubblico ove le società che devono realizzare campi boa o altro vengano a presentare ed a spiegare come saranno realizzate le opere in pubblica conferenza di servizi e che gli stessi vengano pubblicati sugli albi del Comune di Ponza e della Regione Lazio;

Il popolo di Ponza nelle varie forme associative consentite dalla legge, venga fatto partecipe delle conferenze di servizi e partecipino ad un futuro sviluppo dell’isola, pianificando zone luoghi e modi per l’attuazione di Sic e Zcs;

Qualsiasi forma di protezione speciale sia Sic o Zsc, diventino effettive solo alla realizzazione delle opere che consentiranno al popolo ponzese di continuare a lavorare e di usufruire del turismo come risorsa fondamentale ed assoluta della sua sopravvivenza;

Se solo una delle opere preventivane non si realizzi, vengano a decadere sia il Sic e la Zsc;

Tutti i finanziamenti siano a carico degli enti impositori: Regione Lazio, Stato Centrale e Comunità Europea. E che nulla il popolo ponzese nella forma della amministrazione comunale qualunque essa sia, abbiano a dover effettuare esborsi per la realizzazione di opere che già in passato il Popolo Ponzese non ha voluto;

Tutte le opere terminate devono essere cedute a titolo gratuito al Comune di Ponza, e da esso gestite attraverso forme associative e non in concessione totale a privati. Signor Presidente della Regione Lazio, dimostri che in Italia il concetto di democrazia è ancora tale e che la Costituzione non è solo un pezzo di carta straccia”.

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