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Iag pensa all’Alitalia, però… ad oggi la Compagnia di volo italiana fa revisionare i motori in Israele

Nel piano di acquisizione preventivate ''commesse'' fuori da business attuale, i sindacati chiedono maggiore solidità per un reale rilancio, anche occupazionale

Iag pensa all’Alitalia, però… Ad oggi la Compagnia di volo italiana fa revisionare i motori in Israele

Il Faro on line – La Iag Engine Center Europe, una divisione di Aerospace International Group (Iag), leader nel settore statunitense nella vendita, riparazione e noleggio di motori per aerei così come le vendite di sostituzione di aeromobili parti, ha confermato di aver completato l’acquisizione business di Alitalia Maintenance Systems (Ams). Iag prevede di operare nel settore delle manutenzioni, sui motori Cfm 56-5B e 7B, così come perla recivisione e riparazione Apu, Cf6-80, Cf6-50 e motori Jt9. Tra i suoi clienti gli Stati Uniti e officine europee.
Iag Engine Centro Europa ha lavorato a stretto contatto Roma per formulare una nuova struttura aziendale che sia sostenibile e commercialmente competitiva.

Iag ha già un impianto di revisione e riparazione motori riconosciuto a livello mondiale a Miami – spiega Mauricio Luna, amministratore delegato -. Questo significa che possiamo utilizzare rapidamente la nostra competenza in-house e quella di molti tecnici di alto livello che in precedenza ha lavorato per Ams”.
Larry Serlo, Chief Financial Officer, identifica le opportunità che hanno attirato Iag ad intraprendere l’acquisto di asset: ”Siamo fortunati. Gli Amministratori che hanno gestito l’azienda durante il fallimento hanno fatto un ottimo lavoro mantenendo i macchinari in buon ordine in modo che siano in grado di mettersi al lavoro in fretta”.

Iag crede nell’opportunità di lavorare più strettamente con il portafoglio clienti di Ams, tra cui Alitalia, e di fornire la propria base di clienti globale con servizi più completi. Nelle prossime settimane, Iag Engine Centro Europa diventerà ri-certificato dall’Enac e Easa/Faa. Luna riassume: ”Tra i tipi di motore aereo che Iaf è certificato per riparare, ci sono circa 20.000 pezzi attivi nel mondo”.

Tutto rose e fiori? Non esattamente. Certo l’acquisizione di Ams ridà una prospettiva ad un’azienda che rischiava la chiusura, ma bisognerà vedere a che prezzo, rispetto al livello occupazione. Non solo, ma alcune prospettive di rilancio, difficilmente potranno diventare appetibili per i vettori (leggi Alitalia) se non si creeranno sinergie in gradi di offrire maggiori servizi a costi concorrenziali.

E infatti le dichiarazioni sono moderatamente positive: ”Contenti per la definizione di una fase d’acquisto che è durata anche troppo – affermano all’unisono Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporto aereo – ma dobbiamo veder migliorato il piano presentato al cospetto del Mise. Crediamo sia necessario aumentare i volumi e diversificare le attività, onde garantire il pieno livello occupazionale traducendo in solidità l’operazione appena iniziata. In questo contesto – proseguono – crediamo sia possibile perseguire anche la strada delle sinergie con altri soggetti”. Non è difficile scorgere nelle parole dei sindacati l’ipotesi ”polo” con un asse Lazio-Campania.