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#nettuno, una interrogazione parlamentare sulla presunta ineleggibilità di Casto

Il deputato Catalano invita il ministro Alfano ad agire

#nettuno, una interrogazione parlamentare sulla presunta ineleggibilità di Casto

Il Faro on line – E’ stato il deputato Ivan Catalano con un’interrogazione alla Camera diretta al ministro Angelino Alfano ad accendere i riflettori sulla querelle della presunta ineleggibilità del sindaco Angelo Casto, della quale si era già discusso nel Consiglio comunale dello scorso 6 settembre, su proposta di quasi tutta l’opposizione consiliare.

Nell’interrogazione, Catalano cita la “dichiarazione del 22 giugno 2016 indirizzata alla segreteria del Comune di Nettuno e pubblicata sul sito internet istituzionale dell’ente locale” con cui – si legge nell’atto parlamentare – “il dottor Casto ha attestato che nei suoi confronti: ‘non sussistono motivi di ineleggibilità o di incompatibilità, di cui ai decreti legislativi 18/08/2000, n. 267, 31/12/2012, n. 235 e 8/04/2013, n. 39 a ricoprire la carica di sindaco del Comune di Nettuno'”.

“Tuttavia – prosegue l’onorevole Catalano – il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali prevede, all’articolo 60, comma 1, n. 2, che non sono eleggibili ‘nel territorio, nel quale esercitano le loro funzioni, i Commissari di Governo, i prefetti della Repubblica, i vice prefetti ed i funzionari di pubblica sicurezza’. Come ricavabile dal curriculum del dottor Casto, pubblicato sul sito del Comune, e come esposto in una lettera diffusa in data 19 agosto del 2016 dall’opposizione in Consiglio comunale l’eletto sindaco del Comune di Nettuno avrebbe ricoperto al tempo delle elezioni, e ricoprirebbe tuttora incarichi di grande prestigio presso il commissario straordinario di Governo per le persone scomparse; secondo gli stessi scriventi tale ruolo, considerata la competenza territoriale del suo ufficio estesa a tutta Italia, lo porrebbe ‘nelle condizioni di ineleggibilità previste dal decreto del Presidente della Repubblica 28 aprile 1982 n. 335 articolo 53, nonché dalla nota di chiarimento emanata dal Capo della Polizia il 6 aprile 1995 al protocollo N. 335/9801 G.D.8 quanto dall’articolo 60, comma 1 e 2 del decreto legislativo 267/2000′”.

Di conseguenza, il deputato ha chiesto al ministro “se i fatti esposti in premessa corrispondono al vero”, ma anche “se il dottor Casto rivesta e/o abbia rivestito effettivamente, già al momento della candidatura, la posizione di funzionario di pubblica sicurezza presso il commissario straordinario di Governo per le persone scomparse o comunque presso un ufficio con competenza territoriale nazionale” e “se un tale ruolo, alla luce delle norme citate, determini un’eventuale condizione di ineleggibilità del dottor Casto e, in tal caso, quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare”.

Va detto, in tal senso, che Casto – durante il Consiglio – aveva spiegato (citando diverse norme) la sua piena eleggibilità, sottolineando anche come – al momento dell’accettazione della candidatura e fino alla sua elezione, lo stesso fosse stato messo in aspettativa dai suoi uffici, come prevede la legge.