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‘Cambio’ di contatori a #fiumicino, bolletta pazza Acea da 4000 euro foto

Un impianto fotovoltaico immette in rete energia tramite lo stesso gestore: la produzione diventa consumo

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Il Faro on line – La storia comincia con una bolletta per la energia elettrica per uso domestico di 4.150€. Investigando l’utente scopre che Acea ha invertito i contatori. “Sì, proprio così”, racconta Anna Maria Pasquali, esasperata dalla situazione .

“Ho un impianto fotovoltaico – racconta – che produce energia che immette in rete tramite lo stesso gestore, il quale però decide ad un certo punto, non meglio specificato, di considerare quell’energia come consumo e quella effettivamente consumata come energia prodotta. Beh ovviamente così Acea ci guadagna almeno il triplo, e l’utente ci rimette almeno quattro volte: il tempo che perde, la salute che se ne va cercando di far capire come stanno le cose, i soldi che non incassa per la energia che produce e che invece gli viene fatturata”.

Ovviamente è stato contattato il call center, cercando di non prendersela con l’operatore. A distanza di mesi la situazione non si risolve, perché nessuno è mai andato al domicilio per verificare se quanto è stato segnalato sia vero, oppure se è l’utente di Fiumicino a non aver capito le procedure.

“Dopo aver più volte chiamato operatori di call center sempre diversi, di aver bloccate le bollette, che nel frattempo continuano ad arrivare sempre con lo stesso errore e di aver subito per ben due volte la minaccia di distacco dell’utenza – racconta Anna Maria – mi sono alzata presto e sono andata, non senza difficoltà in quanto invalida, allo sportello centrale di Roma in via Ostiense, con tutta la documentazione in mio possesso ed in più le fotografie dei due contatori dai quali si evince matricola e numerazione”.

Dopo aver presentato tutto, riceve rassicurazioni sulla risoluzione dell’equivoco. Tutto a posto dunque? Neanche per idea. Dopo una decina di giorni arriva una nuova bolletta, la apre e… sorpresa: non si era risolto proprio nulla. Allora prende in mano il telefono e chiama di nuovo il call center, sempre in modo tranquillo e si sente rispondere: “Noi non possiamo fare più niente, deve andare allo sportello centrale”.

La flemma inglese di Anna Maria sparisce in meno di un secondo, risponde in maniera alterata all’operatore e decide di andare per le vie legali. Della cosa è stato interessato il Garante per l’energia elettrica ed è stato inoltrato il reclamo, producendo tutta la documentazione in suo possesso. La lotta – che non avrebbe dovuto nemmeno mai iniziare – prosegue…

 

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