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Riserva di #fiumicino: Ormai ci siamo. Scadono i termini per il piano di gestione

E’ la più grande d’Italia: 17.000 ettari

Riserva di #fiumicino: Ormai ci siamo. Scadono i termini per il piano di gestione

Il Faro on line – Alla vigilia della scadenza del termine per la presentazione del Piano di Gestione della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, il prossimo 30 settembre, il Comitato Fuoripista e Dolcespiaggia ribadiscono la richiesta che questo fondamentale documento, atteso da oltre vent’anni, sia completato in modo da costituire un efficace strumento di tutela e di sviluppo del territorio. Per noi questo è un binomio inscindibile, come sostenuto nel convegno del 7 aprile scorso “La Riserva, tutela e sviluppo. Le prospettive di una grande Istituzione al servizio dei cittadini”.

In quell’occasione il Commissario ad Acta Vito Consoli, impegnato della definizione del Piano, aveva appunto confermato la disponibilità al dialogo con le Associazioni, e da parte nostra sollecitiamo un incontro e assicuriamo la massima attenzione e l’impegno a produrre Osservazioni puntuali sui contenuti del documento, come già avvenuto per la Vas.
La Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, estesa per circa 17.000 ettari, dai ruderi della Villa di Pompeo a Marina di San Nicola fino a Capocotta, ha bisogno di mantenere le propria estensione e la zonizzazione più rigorosa (senza declassamenti da zona 1 a zona 2), di veder garantita un’area di rispetto ai suoi confini, di Piani Regolatori comunali compatibili con l’esigenza primaria della tutela, di conservare intatti i suoi litorali ancora incontaminati, di opere di naturalizzazione, e in generale di una visione alta, sensibile ai valori della cultura e del paesaggio.

In accordo con le posizioni espresse dagli esperti nel Convegno del 7 aprile, il Comitato Fuoripista e Dolcespiaggia chiedono una corretta valorizzazione delle ricchezze della Riserva, a cominciare da quelle ambientali e paesaggistiche, attraverso la conoscenza, la divulgazione, la creazione di itinerari ciclopedonali, in armonia con i progetti della Ciclovia Tirrenica e dei Cammini Giubilari. La direzione da prendere è progettare un modello armonico di sviluppo, che metta in rete le eccellenze naturalistiche, storiche, archeologiche, agricole e produttive, quelle rispettose dei valori per i quali la Riserva è nata, con il Decreto del 29 marzo 1996.
Le grandi opere, quali ad esempio il raddoppio dell’aeroporto che distruggerebbe oltre 1300 ettari, autostrade e oleodotti, sono totalmente inconciliabili con la natura stessa della Riserva e della sua vocazione.

Le Riserve e i Parchi nazionali (24 Parchi, 147 Riserve) sono stati una conquista importantissima per il nostro paese, ma la legge quadro 394 del 1991, una delle più avanzate in Europa, rimane in parte inapplicata. La 394 va difesa da ogni ipotesi di indebolimento, perché solo dalla tutela può nascere uno sviluppo corretto e stabile, destinato a dare un futuro alle nuove generazioni.
I dati Ispra confermano il record italiano di consumo di suolo, 35 ettari al giorno, con un riscontro economico negativo valutato in una perdita di 800 milioni di euro all’anno. Per la Riserva Statale del Litorale Romano, la più grande Riserva Statale italiana, chiediamo prima di tutto rispetto.