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Gioco d’azzardo, Santori: “Sospesa l’attivita’ degli sportelli di prevenzione Gap”

Il Consigliere FdI: "Alcuni cittadini si sono rivolti allo sportello trovando incredibilmente sospeso il servizio"

Gioco d’azzardo, Santori: “Sospesa l’attivita’ degli sportelli di prevenzione Gap”

Il Faro on line – “Sportelli Stop azzardo chiusi nonostante la campagna sociale contro la dipendenza ‘Non lasciarlo perdere’ promossa dalla Regione Lazio. Una porta in faccia a quei cittadini che, soffrendo di una patologia grave come la dipendenza da gioco d’azzardo, scelgono di rivolgersi a questi centri dislocati sul territorio. E’ il caso del punto Gap di via Balbiani, a Tor Bella Monaca, un municipio periferico dove hanno aperto sconsideratamente molte sale slot che costituiscono una continua tentazione per i ludopatici cronici. Questa la segnalazione di alcuni cittadini che si sono rivolti allo sportello trovando incredibilmente sospeso il servizio. Contattando la Fondazione Roma Solidale che cura l’attività dei centri, la spiegazione che è stata data loro è quella di una futura ‘riprogrammazione delle giornate di sportello Gap distribuite sul territorio’ contestualmente agli estremi di altre onlus che si occupano di simili patologie. A questa circostanza già di per sé disarmante si aggiunge la lunghissima attesa, circa trenta minuti, che i cittadini ci hanno raccontato una volta cercato di contattare un operatore del numero verde istituito dalla Regione Lazio 800.001.133″. E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia

“E’ scandaloso che, a fronte di una campagna pubblicitaria e di investimenti massicci, le attività di sostegno e prevenzione del gioco d’azzardo patologico siano ridotte in questa misera condizione. Ci chiediamo a cosa siano servite le risorse riportare fieramente sul sito regionale www.socialelazio.it in cui la Giunta Zingaretti parla di finanziamenti di 1 milione di euro per la costruzione della Rete regionale degli sportelli ‘No Slot’, di stanziamenti pari a 300mila euro per la formazione degli operatori degli sportelli, di ulteriori fondi di 100mila euro per il numero verde regionale, e di altri 550mila euro per tutti i servizi previsti nel 2016. Conti alla mano, ben 1.950.000 euro per un servizio ridotto in queste condizioni. Chiediamo che la Regione Lazio e le altre parti coinvolte provvedano immediatamente al ripristino e all’efficientamento di questo supporto fondamentale per la salute dei cittadini di Roma e del Lazio alle prese con una patologia insidiosa che mina la stabilità e l’economia del singolo e della sua famiglia, spingendosi a volte fino all’usura e a conseguenze ancora più estreme” – conclude Santori.