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Fiamme Gialle del Comando Provinciale #latina, guidati dal Colonnello Giovanni Reccia, festeggiano 3 anni di attività

Le Fiamme Gialle contro la criminalità organizzata: sequestri e confische di patrimoni illegalmente accumulati

Fiamme Gialle del Comando Provinciale Latina, guidati dal Colonnello Giovanni Reccia, festeggiano 3 anni di attività

Il Faro on line – Sono stati tre anni intensi quelli appena trascorsi dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale Latina guidati dal Colonnello Giovanni Reccia nella lotta alla criminalità organizzata sul territorio pontino. La vicinanza a realtà significative per dimensione e consistenza criminale, come quella casertana e napoletana ma anche del basso romano nonché la presenza, sin dagli anni ’70, di pregiudicati campani e calabresi, ha spinto le Fiamme Gialle ad intensificare l’attività di prevenzione e repressione degli illeciti in materia di riciclaggio di denaro.

L’investimento criminale in aziende legali viene considerata la strategia di infiltrazione più pericolosa, infatti l’uso di società o altri enti dotati di personalità giuridica ha reso più difficile la tracciabilità dei beni al legittimo proprietario nonché permesso di diversificare meglio l’investimento, che è diventato meno aggredibile. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale Latina facendo ricorso ai poteri di polizia economico-finanziaria, normalmente utilizzati nelle attività di carattere fiscale, hanno rilevato che, da un lato, si è fatto ricorso a fatture per operazioni inesistenti (Foi) ovvero importazioni fittizie di beni che hanno consentito di giustificare movimentazioni finanziarie e/o trasferimento di fondi a fornitori esteri, dall’altro, ad operazioni realizzate mediante l’interposizione fittizia consistente nell’adozione di negozi giuridici simulati intestati a “prestanome” finalizzati ad occultare l’effettivo proprietario dei beni.

Dal 2014 i sequestri patrimoniali per un valore di 81 milioni euro sono stati pari al 54% in più rispetto al triennio 2011-2013. Le confische di beni per un valore di 31 milioni di euro, pari all’87% in più rispetto al triennio precedente.

In particolare:

▪ la confisca di beni mobili ed immobili, quote/azioni societarie nonché rapporti bancari per un valore patrimoniale pari ad euro 30.480.120,00 nei confronti dei Gangemi di Aprilia;

▪ il sequestro di beni patrimoniali e 10 società per un valore pari ad euro 47.000.240,00 nei confronti dell’imprenditore Sagliocchi Michele di Napoli ed altri 10 soggetti collegati di cui 4 arrestati, legato al clan Casalesi Bidonietti;

▪ il sequestro di beni patrimoniali e quote societarie per un valore pari ad euro 2.120.000,00 nei confronti di Grossi Vincenzo di Napoli ed altri 17 soggetti collegati ed arrestati, affiliati al clan Mazzarella di Napoli;

▪ da ultimo, effettuate dal Gico di Roma, la confisca di beni patrimoniali e 5 società per un valore di euro 49.200.000,00 nei confronti degli Ascione di Formia.