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#civitavecchia, Tirreno Power, interrogazione parlamentare del M5S

Cozzolino: "Ringrazio il Movimento 5 Stelle nazionale per il supporto che sempre fornisce a quest'amministrazione"

#civitavecchia, Tirreno Power, interrogazione parlamentare del M5S
Il Faro on line – “I Ministeri aprano un tavolo sulla crisi della Tirreno Power di Civitavecchia invitando alla partecipazione l’amministrazione cittadina visto che la Regione Lazio si è dimostrata incapace di trovare una soluzione”. Così, in sintesi, i deputati M5S Luigi Di Maio, Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro e Marta Grande in un’interrogazione depositata in cui si chiama in causa il ministro dello Sviluppo economico e quello del Lavoro e delle Politiche sociali.
“il 19 luglio 2016 il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino – si legge nell‘interrogazione a risposta scritta – dopo una serie di confronti con l’azienda e le organizzazioni sindacali in cui l’azienda non ha mostrato la volontà di presentare un piano concreto di risanamento, ha scritto al ministero dello Sviluppo economico, alla Regione Lazio, ai consiglieri regionali del territorio di Civitavecchia e a Tirreno Power chiedendo di aprire un tavolo di confronto sul futuro dell’azienda. Tale richiesta è rimasta senza risposta”.
“Il 7 settembre scorso – continuano gli interroganti – Tirreno Power ha annunciato il licenziamento di 186 dipendenti della centrale di Civitavecchia e l’assessorato al Lavoro della regione Lazio ha condotto in maniera fallimentare il tentativo di gestire la vicenda, estromettendo l’amministrazione di Civitavecchia nonostante la solidarietà e il fattivo e propositivo interesse dimostrato a un ruolo attivo nella risoluzione”.
Questo il commento del Sindaco Cozzolino: “Ringrazio il Movimento 5 Stelle nazionale per il supporto che sempre fornisce a quest’amministrazione. Auspico che chi di dovere si svegli dal torpore e provveda a fornire chiarimenti sul futuro dell’azienda e dei lavoratori. Fino ad oggi c’è stato un silenzio assordante da parte di Tirreno Power, dalla Regione Lazio e dal Mise. Tutti fanno orecchie da mercante e si continua ad andare avanti senza un serio piano di risanamento. E’ giunto il momento di dare risposte, primi fra tutti ai lavoratori che per ora hanno visto solo sospeso lo spettro dei licenziamenti ma che continuano a non vedere tracciate strade alternative”.