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#irpinia, omicidi e appalti per gestire il business del calcestruzzo

L'obiettivo della banda era gestire in maniera monopolistica la fornitura del calcestruzzo e le attività economiche del settore edile

Il Faro on line – Avevano costituito una vera e propria organizzazione criminale di stampo mafioso nell’Avellinese, con un modus operandi che tanto ricorda il clan dei Casalesi: il “Nuovo Ordine di Zona”, questo il nome che gli stessi fondatori hanno dato al neonato clan, è stato sgominato all’alba dai carabinieri del Comando Provinciale di Avellino che, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno arrestato sette persone.

L’obiettivo della nuova cosca – è emerso dalle indagini – era arrivare a gestire in maniera monopolistica la fornitura del calcestruzzo e le attività economiche del settore edile attraverso la commissione di reati contro la persona e il patrimonio. Per ottenere appalti, inoltre, riuscivano a condizionare le amministrazioni pubbliche di Avella, Baiano e dei comuni limitrofi.

L’operazione, che ha visto impegnate decine di carabinieri, unità cinofile e un elicottero, è scattata all’alba, dopo la firma da parte del gip del Tribunale di Napoli delle ordinanze di custodia cautelare chieste dalla Procura della Repubblica. In carcere sono finiti Antonio Guerriero, 58 anni, di Avella (Avellino), e Girolamo Miele, 53 anni di Nola (Avellino), considerati i capi della organizzazione, già condannati a 20 anni di reclusione.

Con loro hanno varcato le porte del carcere Luigi Esposito, 47 anni, nato negli Usa, e Giovanni Sanseverino, 61 anni di Mugnano del Cardinale (Avellino). Agli arresti domiciliari sono finiti Vincenzo Noviello, 49 anni, di Avellino, Carmine Libertino, 55 anni, dipendente del Comune di Baiano (Avellino) e Bernardo Natale, 39 anni di Casal di Principe (Caserta).

Le accuse, nei loro confronti, sono di corruzione, turbativa d’asta, estorsioni, usura, detenzione illegale di armi. Una ottava persona destinataria del provvedimento di custodia cautelare è al momento irreperibile. Le indagini, come hanno spiegato i vertici del Comando provinciale dei carabinieri di Avellino nel corso di una conferenza stampa, sono iniziate all’indomani degli omicidi di Fortunato Miele, freddato da due killer in moto il 31 luglio del 2013 davanti ad una chiesa di Baiano (Avellino) mentre si celebrava un matrimonio, e di Francesco Basile, un piccolo imprenditore edile ucciso davanti al cancello del proprio cantiere.

Sulla scorta dei primi riscontri investigativi, vennero messe sotto controllo le utenze telefoniche di Guerriero e Miele, attraverso le quali si è delineata – con riscontri definiti inoppugnabili dagli investigatori – l’attività criminale del gruppo.