Seguici su

Cerca nel sito

#fiumicino, la richiesta dei residenti dopo la morte di Alessandro: ”Più sicurezza sui canali”

Intanto proseguono le indagini sulla dinamica

Fiumicino, la richiesta dei residenti dopo la morte di Alessandro: ”Più sicurezza sui canali”

Il Faro on line – C’è sconcerto nella comunità cittadina di Maccarese e Fiumicino all’indomani della morte del piccolo Alessandro, l’undicenne trovato morto ieri pomeriggio nel canale d’irrigazione lungo via del Campo Salino, dopo essersi allontanato dalle ”Case Nuove” dietro la scuola Marchiafava dove abitano i nonni materni. In tanti, dopo il sindaco Esterino Montino, hanno rivolto parole, anche sui social network, di cordoglio ai familiari del bimbo, che frequentava la prima media nella scuola di Fregene e che, da tempo, era seguito da assistenti sociali del comune costiero.

Le indagini del commissariato di Fiumicino sono da ieri mirate alla raccolta delle testimonianze in ambito familiare, dalla nonna Maria ai genitori, passando per i riscontri sugli orari, nell’arco orario dalle 13.30 alle 15.30, e sugli ultimi presunti movimenti del bimbo. Tutto l’incartamento, conclusi gli accertamenti, sarà inviato alla Procura di Civitavecchia. Si dovrà poi attendere l’esito dell’autopsia, programmata al policlinico Umberto I di Roma dove ieri sera è stato trasferito.
Nel frattempo, a Maccarese, i residenti, accanto allo sconcerto per l’accaduto, chiedono misure di sicurezza adeguate legate alla rete di tanti canali d’irrigazione e di bonifica presenti nella vasta area a vocazione agricola, in particolare almeno a ridosso di comprensori abitativi e scuole. Il 14 agosto morì in un canale di via Tre Denari, un finanziere nel tentativo di salvare il suo cane.

”Ho cresciuto i miei figli con questo canale di fronte, sempre con la paura – dice una residente -. Purtroppo ieri è stata una tragedia immane. E’ veramente impossibile fare qualcosa? Almeno vicino alle abitazioni, alle scuole e asilo nido?”. Ed un altro cittadino: ”Quel canale deve essere messo perlomeno in sicurezza con delle sbarre”.

Il bimbo, con genitori separati, frequentava quest’anno la prima media nella scuola di Fregene, ed era seguito dai Servizi sin dalle elementari. Dalla quinta elementare gli erano state assegnate delle ore settimanali di Aec (Assistenza educativa culturale) con la presenza di un insegnante di sostegno affinchè fosse aiutato a superare il suo disagio.