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La truffa del call center, dall’India agli Stati Uniti

Ogni giorni stornavano fino a 200mila euro. Oltre che negli Usa, la truffa dei call center potrebbe aver riguardato anche cittadini britannici e australiani.

La truffa del call center, dall’India agli Stati Uniti

Il Faro on line – La polizia indiana ha arrestato 70 dipendenti di call center di Mumbai coinvolti in una truffa ai danni di ignari contribuenti negli Stati Uniti, con i quali si spacciavano da funzionari del Fisco americano. Lo riferisce oggi il quotidiano The Times of India, secondo cui una prima verifica avrebbe appurato estorsioni per almeno 67 milioni di euro.

In pratica, scrive il giornale, gli agenti hanno scoperto che l’organizzazione disponeva di tre call center – Hari Om IT Park, Universal Outsourcing Services and Oswal House – attraverso cui giornalmente si appropriava di somme fra 130.000 e 200.000 euro.

La strategia era semplice: l’operatore telefonava al contribuente declinando (false) generalità e il suo numero di licenza operativa, quindi annunciava che l’Agenzia delle Entrate aveva rilevato “gravi irregolarità fiscali” che potevano portare a pesanti multe e perfino all’arresto. Subito dopo veniva fatta una proposta di accordo “per evitare il peggio”, con la richiesta del versamento via bonifico online di somme fra 500 e 3.000 dollari, a cui molti accedevano.

La polizia ricerca i proprietari dei call center che sono latitanti. Sull’operazione il commissario di Thane, Param Bir Singh, ha assicurato che “potrebbe essere la punta di un iceberg perché oltre che negli Usa, la truffa potrebbe aver riguardato anche cittadini britannici e australiani”.