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La Bull attende ancora la palestra: lo sfogo del patron Di Maria

Il Presidente: "Quando questa giunta si presentò alle elezioni non sbandierava degli investimenti sullo sport e i giovani?"

La Bull attende ancora la palestra: lo sfogo del patron Di Maria

Il Faro on line – La Bull Basket Latina alza la voce. Non è abitudine né costume della società del patron Massimiliano Di Maria, ma la perdurante mancanza di una palestra dove svolgere gli allenamenti e le partite del campionato di Serie B sta creando grossi problemi al club, che da oltre due lustri porta il nome del capoluogo in giro per l’Italia, avendo disputato tre stagioni in Serie A e negli ultimi anni diverse finali nazionali con il suo settore giovanile. Una situazione non più sostenibile a pochi giorni dall’inizio del campionato e che ha portato il presidente Massimiliano Di Maria ad un duro sfogo: “L’unica palestra comunale, oltre il palazzetto dello sport, omologata per il campionato che ci accingiamo a disputare è il campo della scuola “Don Milani”, che a seguito delle vicissitudini che tutti conosciamo, dovute ad un capriccio del precedente dirigente scolastico, è stata bloccata fino allo scorso consiglio di istituto del 27 settembre. Per noi, però, la palestra è ancora inaccessibile. Così, dall’inizio della preparazione atletica (ovvero dal 24 agosto) ci siamo ‘accomodati’ tra il campo Coni e alcune strutture sportive di altre città come Sabaudia, Sezze, Anzio ed Aprilia, che abbiamo dovuto “elemosinare” ai nostri amici-colleghi delle altre associazioni. Per chi fosse poco pratico, le fasi iniziali di una stagione sportiva sono le più importanti e le più dispendiose anche a livello economico”.

“Ho provato più volte a comunicare con le varie cariche del Comune, già da luglio, capendo le difficoltà a cui si andava incontro, ma niente…, ho inviato una mail alla segreteria del sindaco chiedendo di incontrare a breve il primo cittadino Coletta, ma niente, nessuna risposta. Credo, e si potrebbero interpellare i vari dipendenti di Piazza del Popolo, sempre gentili e garbati ma poco avvezzi a questo nuovo impegno che li ha investiti, che il nostro atteggiamento paziente e collaborativo sia stato eccezionale nei confronti di un nuovo modo di organizzare e gestire gli spazi sportivi della città, ma a tutto c’è un limite. Ci è stato promesso – continua Massimiliano Di Maria – che in settimana sarebbero state emesse le autorizzazioni per entrare alla Don Milani ma ora veniamo a conoscenza che sarebbe stata fatta una griglia con la suddivisione degli orari del tutto impari e soprattutto poco inerente riguardo il regolamento specifico del quale si è parlato abbondantemente negli scorsi consigli comunali. Ci dovremmo trovare, così, a condividere la palestra con altre associazioni che praticano sport solo a livello giovanile e che contano pochi tesserati attivi, e le già poche ore a disposizione ci vengono ulteriormente decurtate proprio a favore di quest’ultime. Tutto ciò penalizza notevolmente la nostra società, che oltre alla serie B è iscritta ad altri cinque campionati, under 20, 18, 16, 14 e 13. Oltretutto veniamo a sapere che proprio una di queste associazioni si è proposta per sistemare a proprie spese l’impianto elettrico del PalaCeci e che a seguito di non si sa quale accordo con il Comune, e sempre con gli stessi atleti usufruirà di una bella porzione di orari disponibili nella struttura adiacente lo stadio”.

Quando questa giunta si presentò alle elezioni – conclude Di Maria – non sbandierava un ripristino della legalità? Non sbandierava degli investimenti sullo sport e i giovani? Non sbandierava di ascoltare il cittadino? Di sicuro oggi avrete un bel da fare con tutte le beghe del palazzo, ma io sono un cittadino, i miei dirigenti sono cittadini, il mio staff è composto da cittadini, le mie ragazze sono cittadine e lo stesso i loro genitori. Mi farebbe piacere rendere noto a chi gestisce questa amministrazione comunale che non esiste solo il Latina Calcio o la Top Volley (gloriose bandiere pontine) ma ci sono società come la nostra che da anni portano in giro per l’Italia il nome di Latina e lo fanno in maniera silenziosa ed orgogliosa. Sappiate cari amministratori comunali che tra un po’ non sarà più così”.