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Roma 2024, il sogno finisce. E lo dichiara, direttamente Malagò: “Interrompiamo la candidatura”

Il Cio appoggia la sessione del Cio a Milano, nel 2019. Il primo passo del Coni, per restituire credibilità all’Italia. Si va, verso Milano 2028? Possibile

Roma 2024, il sogno finisce. E lo dichiara, direttamente Malagò: “Interrompiamo la candidatura”

Il Faro on line – Discorso chiuso, quello della candidatura olimpica di Roma. E la conferma, questa volta, arriva direttamente dal Presidente del Coni, Giovanni Malagò che, durante l’affollatissima conferenza stampa dell’11 ottobre, al Salone d’Onore del Coni, ha confermato che il sogno finisce: “Ho scritto al Cio, la lettera con cui interrompiamo la candidatura”. Sono ferme e precise le sue parole. Di fronte ai tanti ospiti, sportivi e militari, come anche davanti ai membri, del Comitato Promotore di Roma 2024, Malagò spiega di non aver avuto scelta: “A soli 11 mesi dall’assegnazione, sono stato costretto ad interrompere”.

“NON PUO’ STARE IN PIEDI, UN TAVOLO A 3 GAMBE”
Negli scorsi giorni, dopo la decisione della Sindaca Raggi, il mondo dello sport aveva cercato mille soluzioni per questo caso sportivo, ma il Presidente del Coni aveva ripetuto sempre lo stesso concetto: “Ho ripetuto più volte, che servivano 3 gambe per un tavolo”. Lo ha dichiarato, anche a questo atteso incontro con la stampa, post visita del Cio a Roma. Ha aspettato che gli appuntamenti recenti in Vaticano terminassero, come anche ha atteso che finissero gli appuntamenti del Coni stesso a Losanna, per chiarire la questione. E lo ha detto, in apertura di press conference, al Salone d’Onore: “Oggi, è il giorno della chiarezza”.

I CONSENSI DEL CIO E LA SESSIONE DEL CIO A MILANO, NEL 2019. PRELUDIO AI GIOCHI 2028?
Vibrava una forte speranza nell’aria, tra i presenti. Quella di sentir scandire parole diverse. Quella che avrebbe dato ancora fiato, al sogno olimpico. Così, non è stato. Ed insieme tutto lo sport, lo aveva voluto: “Per la prima volta nella storia – ha proseguito Malagò – c’era stato un appoggio da tutti. All’unanimità, per questa candidatura”. Il massimo esponente dello sport tricolore ha spiegato che, in previsione dell’assegnazione, sarebbero arrivati consensi inattesi: “Frutto di una serie di rapporti e di incroci con persone, anche insospettabili, che, con ragionevole certezza, ci avrebbero dato fiducia”. Questo sarebbe stato il destino di Roma 2024. L’assegnazione dei Giochi, tra 8 anni. Ci sarebbe stata la gioia di vedere Thomas Bach, sfoderare una cartella tra le sue mani, con il nome della città di Roma. Così non sarà. E con amarezza. Come sottolineato più volte, in conferenza. E allora, dagli appuntamenti avuti con lo stesso Bach, la scorsa settimana, è nato un nuovo progetto, appoggiato dal Cio, come confermato da Malagò: “Candideremo Milano, alla sessione del Cio del 2019”. Con entusiasmo degli esponenti politici lombardi. Tutto un altro scenario, rispetto a quello romano: “Questo sarà il nostro primo passo, per riavvicinare l’Italia, dopo questa inaccettabile interruzione. Da 50 anni manca, questo evento dall’Italia”. Un preludio affascinante, alla gara della città lombarda, per il 2028? Secondo lui, per fare discorsi su future candidature italiane, bisogna prima rimarginare la profonda ferita di Roma 2024, senza tuttavia, chiudere la porta a questo nuovo sogno: “Sarà un primo step, verso una possibile candidatura”.

ALLA RICERCA DI UNA SOLUZIONE, MAI TROVATA
Ha cercato con tutte le sue forze, il Comitato Olimpico Italiano, di trovare una via di fuga, a questo incubo. Ma niente, ha potuto fare. Sono stati giorni di intensi incontri e consigli, quelli che Malagò ha vissuto e ricevuto, analizzando anche progetti alternativi, insieme agli stakeholders dell’ambiente, come lui stesso, li ha chiamati. Alla fine, non ha potuto che alzare, bandiera bianca: “Posso dire che, questo era un progetto difficile da battere”. Ma uno sportivo non si arrende mai. E neanche lo sport italiano lo farà, nel futuro: “In Italia, c’è ancora qualcuno che ama questo movimento. Per ricominciare a sognare le Olimpiadi, dobbiamo prima rimarginare queste ferite”.

DANNEGGIATA LA CREDIBILITA’ DELLO SPORT ITALIANO
Non vuole la polemica il Presidente del Coni, lo ha sempre ripetuto. Ha nel cuore, solamente, tanta amarezza. E questa assurda vicenda, come lui stesso, la chiama, ha danneggiato l’immagine dell’Italia sportiva nel mondo: “Non ci votano più. Non abbiamo più credibilità. Il Cio non ha piacere di venire in una città, dove non si sente gradito”. Questo è il messaggio al mondo, scaturito dal no della prima cittadina.

L’ANALOGO PRECEDENTE DI VANCOUVER. SOLO 30 ANNI DOPO, OTTENNE I GIOCHI
E’ presumibile, in futuro che sia coinvolto l’intero Paese, per una Olimpiade. Ma è un futuro remoto, non riscontrabile ancora, con quanto di esistente nel presente. Per ora, ci sarà sempre e sola una città, in lizza. Non ci sarà però Roma, da qui al 13 settembre del 2017, quando il Cio deciderà a chi assegnare i Giochi del 2024: “C’è un precedente analogo, molto triste – sottolinea Malagò, parlando del ritiro di Roma – per mostrare quale danno è stato perpetrato nei confronti dello sport. Vancouver si ritirò dalla corsa dei Giochi del 1980, sei mesi prima, dell’assegnazione. Il Comitato canadese definì ignobile quella scelta, frutto di pensieri erronei. Solamente, 30 anni dopo, nel 2010, è riuscita ad ottenere i Giochi”.