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Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge n.151 sulla Filiera Corta

Legambiente: "La legge regionale sulla filiera corta è un passo fondamentale per un'agricoltura sana e sostenibile"

Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge n.151 sulla Filiera Corta

Il Faro on line – Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato all’unanimità la proposta di legge 151 sulla Filiera Corta, volta a valorizzare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli e alimentari di qualità provenienti dai territori della Regione. Con questa legge nel Lazio troveranno sostegno, finalmente, produzioni locali e peculiarità territoriali. Per filiera corta si intendono tutti quei prodotti rientranti in un circuito economico dove c’è rapporto diretto tra produttore e consumatore, in forma singola o associata.

“L’approvazione della proposta di legge sulla filiera corta è un passo davvero importante per l’agricoltura della nostra regione – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e da oggi ci sarà più sostegno per tutti quei piccoli prodotti, custodi delle tradizioni territoriali e delle peculiarità agroalimentari del Lazio. Ora va concretizzato questo nuovo strumento legislativo costruendo un modello di agricoltura sostenibile e di qualità, e che sia volano per la green economy, per salvaguardare la biodiversità soprattutto nelle aree protette, nel rafforzare le vocazioni agricole territoriali, nel ridurre emissioni inquinanti da trasporto o da concimi chimici. Il bel risultato arriva a due anni dalla presentazione della proposta di legge, fortemente sostenuto dalla nostra associazione, ma reso possibile soprattutto grazie al gran lavoro della Consigliera Cristiana Avenali, prima firmataria, con la quale ci congratuliamo per l’ottimo risultato ottenuto”.

Tra le altre cose la legge prevede: la promozione dei prodotti agricoli da filiera corta, l’assegnazione di logo apposito alle aziende che ne fanno uso per almeno la metà della propria filiera, vieta di somministrare di prodotti contenenti Ogm, obbliga i Comuni a riservare nei nuovi mercati almeno il 20% ai produtti provenienti da filiera corta, istituisce il Bando delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario, valorizza i prodotti provenienti dalla pesca “a miglio zero”.