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#fiumicino, piste ciclabili: dopo i confetti si scoprono i difetti…

Prima di realizzare la pista ciclabile sul lungomare, a Passoscuro molti vorrebbero vedere l’effetto che fa la pista ciclabile di Maccarese

#fiumicino, piste ciclabili: dopo i confetti si scoprono i difetti…

Il Faro  on line – Quando era ancora di moda che la sposa giungesse all’altare vergine, un novello sposo appropinguandosi per la prima volta al talamo nuziale, restò sbalordito nel vedere la novia togliersi la gamba di legno, l’occhio di vetro, la dentiera e i cuscinetti che le sostenevano il seno e le chiappe cadenti. Tentò di fuggire a gambe levate, ma ormai aveva firmato. Giusto il proverbio: Dopo i confetti si scoprono i difetti.

La pista ciclabile sul lungomare di Fregene, inaugurata in pompa magna e tanto decantata dal Sindaco Montino, dopo un primo effetto positivo, presenta molte criticità:
Il ciclista che la percorre si imbatte spesso in automobili che escono dai parcheggi privati degli stabilimenti, dimenticando che stanno attraversando la pista ciclabile e il ciclista rischia di essere investito. Caso Magliana docet;
Il ciclista distratto dal tentativo di guadare il mare pedalando, ci mette di suo;
I pedoni con le cuffiette invadono la pista e, di sera, gli ubriachi vi si sdraiano di traverso.
Non ultimo la presenza massiccia di tubi per l’irrigazione ecc.

Poiché gli attraversamenti sono centinaia, quella passeggiata in bicicletta si trasforma in un percorso ad ostacoli molto pericoloso.
Anche a Maccarese Lido si osservano le stesse criticità, aggravate dal fatto che su 2.500 mt., tra la pista ciclabile più il marciapiedi, in tutto 6 metri, sono stati eliminati un migliaio di parcheggi auto a pettine, non reperibili da nessun altra parte . Con grave danno per l’economia balneare.
Difatti, mille posti auto in meno, a fine stagione fanno mancare qualche centinaio di migliaia di bagnanti, con una perdita di diversi milioni di ero. Soldi che non potranno arrivare mai dai pochi ciclisti, che si fermerebbero negli stabilimenti balneari.

Se almeno la pista ciclabile fosse stata realizzata sotto o perfino fuori della rete, su quella fascia di macchia mediterranea che per legge deve restare pulita dalla vegetazione, per scongiurare incendi, il ciclista avrebbe potuto pedalare in tutta tranquillità e nessuno le avrebbe vietato di fermarsi e dare un’occhiata al mare o recarsi in uno stabilimento per passarvi qualche ora o un’intera giornata, attraverso appositi varchi. Così si sarebbero potuti prendere due piccioni con una fava.

Alla luce di queste considerazione a Passoscuro, prima di accettare l’idea di realizzare la pista ciclabile sul lungomare (ancora da realizzare), molti vorrebbero vedere l’effetto che fa la pista ciclabile di Maccarese Lido durante la prossima estate, per valutare se non fosse il caso di rinunciare momentaneamente a quel percorso. Intanto si potrebbe realizzare il tratto che da Passoscuro via Dolianova, angolo di via Stintino, porta all’ospedale Bambino Gesù e a Marina di San Nicola, passando sull’ area regionale, fuori della zona uno della Riserva Statale, già in programma venti anni fa.