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#civitavecchia, il Comune dovrà restituire 550.000 euro all’Osservatorio Ambientale

Tuoro: "Ereditiamo quindi l'ennesimo debito da pagare lasciato dai nostri predecessori"

#civitavecchia, il Comune dovrà restituire 550.000 euro all’Osservatorio Ambientale

Il Faro online – L’Amministrazione comunale prende atto del ricorso per decreto ingiuntivo di circa 550 mila euro nei confronti del Comune di Civitavecchia promosso dal Consorzio di gestione per l’osservatorio ambientale (di cui si continua strumentalmente a sbagliare il nome per ingenerare confusione nel lettore).

“Si tratta di un debito relativo all’annualità 2012 – afferma l’assessore al Bilancio Florinda Tuoro – la situazione ricorda per molti aspetti quella del consorzio universitario: il Comune ha incassato negli anni 2012 e 2013 i contributi stanziati da Enel e previsti da contratti per detti enti, ma non li ha rigirati utilizzando le disponibilità di cassa per altri pagamenti. Ereditiamo quindi l’ennesimo debito da pagare lasciato dai nostri predecessori. Da buoni amministratori avevamo già previsto queste somme pertanto non avremo buchi di bilancio; ciò che preoccupa è l’effetto sulla già critica situazione di cassa”.

“Continua l’opera di risanamento del bilancio del Movimento 5 Stelle che purtroppo, in questi primi 2 anni di mandato, ha dovuto troppo spesso saldare i debiti e le storture lasciate in eredità dagli “esperti della politica”.

“È opportuno ricordare – afferma invece l’assessore all’ambiente Alessandro Manuedda – che la rete di monitoraggio di proprietà del Comune è già stata affidata all’autorità competente in materia di qualità dell’aria, ossia ad Arpa Lazio, il 2 maggio 2016. L’Agenzia Regionale ha già provveduto a pubblicare sul proprio sito internet istituzionale (http://www.arpalazio.net/main/aria/sci/qa/civitavecchia/civitavecchia.php) e quindi a disposizione di tutti, i dati della rete di monitoraggio, corredati da un modello di previsione per alcuni inquinanti.
Come abbiamo sempre sostenuto, – aggiunge l’Assessore – non è certo nostra intenzione o facoltà impedire ai Comuni rimasti nel Consorzio di continuare a mantenere in vita quella struttura, per quanto ci riguarda di dubbia legittimità e di certa inutilità. Ovviamente questo avviene sotto la loro responsabilità politico-amministrativa, in primis dal punto di vista economico”.