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Grasso: “Dopo 5 mesi di fughe e silenzi Cozzolino voleva liquidare la mozione sul forno crematorio nottetempo, senza dibattito”

Il capogruppo della Svolta: "Il comportamento della Presidente Riccetti è stato corretto e c'era anche stavolta l'accordo con il capogruppo M5S che ora farebbe bene a dimettersi"

Grasso: “Dopo 5 mesi di fughe e silenzi Cozzolino voleva liquidare la mozione sul forno crematorio senza dibattito”

Il Faro on line – “La Presidente del Consiglio Comunale non ha bisogno di essere difesa, ma leggendo alcune dichiarazioni su quanto avvenuto mercoledì notte in Consiglio credo sia necessaria qualche puntualizzazione. Intanto mi pare che la confusione regni sovrana nel M5S, che mercoledì improvvisamente avrebbe a tutti i costi voluto affrontare l’argomento, dopo 5 mesi in cui è stato fatto di tutto per non discutere la mozione sul forno crematorio, depositata ad inizio maggio. Prima era arrivato un discutibilissimo parere della Segretaria Generale sull’ammissibilità della mozione stessa. Caso strano, dopo 5 mesi di silenzio, la sera prima del Consiglio che aveva fatto seguito alla seduta aperta richiesta su iniziativa della minoranza” – è quanto dichiara in una nota Massimiliano Grasso, Capogruppo La Svolta.

“Poi, mercoledì, – prosegue la nota – prima è stato di fatto sfiduciato dal Sindaco e dai suoi colleghi consiglieri il capogruppo Emanuele La Rosa, che aveva concordato telefonicamente, con il sottoscritto e per tramite della Presidente, l’inversione dell’ordine del giorno. Poi, alla fine della seduta, La Rosa è tornato di nuovo tra i banchi della minoranza, dove ormai ero rimasto solo, per dirmi, testualmente, “ora mica vorrai discutere la mozione?”. Essendo rimasto afono, in un’aula ormai deserta, all’una del mattino, gli ho fatto presente che anche volendo non sarei stato in grado di discutere più nulla. Intanto, la Presidente, come peraltro è sua prerogativa (e come avvenuto in altre circostanze, dopo l’inversione dell’ordine del giorno, in cui poi l’allegato A non è stato più trattato a fine seduta), ha chiuso il Consiglio, suscitando l’ira del Sindaco e di alcuni consiglieri grillini che avrebbero voluto liquidare la spinosa questione nottetempo, senza pubblico e senza dibattito. Un alto esempio di disponibilità al confronto democratico ed alla partecipazione”.

Quanto accaduto in realtà è stato del tutto normale: il sottoscritto aveva già lasciato i banchi, ritenendo di essere pienamente giustificato a farlo viste le condizioni di salute, e quindi in ogni caso non c’era più nulla da poter discutere.
Stiano tranquilli Cozzolino, Pucci e gli altri pentastellati, che nel prossimo consiglio comunale avranno modo finalmente di far conoscere alla città la loro posizione sul forno crematorio, dopo averne consentito l’avvio della realizzazione con le loro delibere di giunta: potranno approvare, o bocciare, la mozione che sarà discussa e, probabilmente, emendata, vista la mutata situazione rispetto a maggio scorso”.

Resta il fatto che non ho alcuna intenzione di ritirarla: una mozione, come proposta di discussione politica su un fatto di interesse cittadino, ed in quanto atto di sindacato ispettivo, resta un ‘non atto’ dal punto di vista amministrativo e quindi ritengo non debba trovare ostacoli tecnici o “contabili” alla sua discussione, essendo peraltro stata ispirata da diverse finalità la ratio dell’articolo 8 del regolamento richiamato dal Segretario Generale, in un contesto in cui attraverso le mozioni si cercavano di far passare veri e propri emendamenti al bilancio comunale”. In questo caso si chiede al Sindaco di prendere una posizione netta, senza più nascondersi dietro alibi inesistenti, su una questione tanto sentita in città come quella del forno crematorio” – conclude Grasso.