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#tarquinia, SS675: comitati e associazioni si appellano al “No” della Regione Lazio

Le Associazioni ambientaliste e il Comitato per i diritto alla mobilità inviano una lettera alla Regione perché non esprima parere favorevole sulla traversale

#tarquinia, SS675: comitati e associazioni si appellano al “No” della Regione Lazio
Il Faro on line – “Il 28 aprile c’è stata la prima convocazione della Conferenza dei Servizi sul completamento della Orte-Civitavecchia, per l’ultimo tratto che riguarda Monte Romano–Tarquinia, dove la trasversale si riallaccia all’Autostrada Tirrenica, a giorni sarà convocata di nuovo, probabilmente per esprimersi in via definitiva.
Quel giorno la Conferenza dei Servizi è stata sospesa, vista la presenza di alcuni pareri negativi, la mancanza di altri e la complessità del progetto. Tra i pareri mancanti quello della Regione Lazio che non ha espresso una delibera unica, pur avendo già raccolto i pareri favorevoli alcune Direzioni Generali interessate” – lo dichiara in una nota il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia.

Il parere della Regione avrà un peso specifico rilevante, ragione per cui le associazioni ambientaliste nazionali, Italia Nostra e Forum ambientalista, e il Comitato per il diritto alla mobilità di Tarquinia, hanno deciso di dar seguito alle osservazioni presentate nell’ambito del procedimento Via e trasmetterle alla Regione, chiedendo che questa ne tenga conto e invitandola a non esprimere parere favorevole.
Ricordiamo che le criticità sollevate attengono a questioni che la società proponente, Anas, non ha affatto chiarito, di fatto non esaudendo le richieste della Commissione Via (ben 66!), un fatto questo che dovrebbe suggerire una maggior cautela nell’espressione di pareri che potrebbero, noi ne siamo certi, rivelarsi nefasti per il nostro territorio. L’Anas infatti non ha fugato nessuno dei dubbi sollevati puntualmente dalla Commissione che il 17 giugno aveva richiesto di fornire chiarimenti e una corposa documentazione integrativa al SIA (Studio d’Impatto Ambientale) su questioni di fondamentale importanza per la tutela ambientale, quali ad esempio gli impatti potenziali, il monitoraggio ambientale, lo Studio d’incidenza, quest’ultimo uno strumento di valutazione finalizzato a garantire la conservazione dei siti di rete Natura 2000 (ZPS e SIC) direttamente interessati dal progetto preliminare che localizza il tracciato nella Valle del Mignone”.

Anas, nel rispondere alla Commissione, non fa che rimandare alla successiva fase di progettazione (progetto definitivo ed esecutivo), nella quale si provvederà ad aggiustare il tiro, ignorando o volendo ignorare il fatto si possa ancora decidere per il non intervento, un’ipotesi che invece dovrebbe essere considerata almeno possibile, essendo il progetto in una fase valutativa, e venendo meno allo spirito delle valutazioni d’impatto ambientali e alla natura preventiva degli stessi, finalizzati appunto ad escludere danni futuri e a volte irreparabili.
Un’altra questione che Anas, a nostro avviso, non ha chiarito è quella che riguarda l’Analisi Multicriteri, strumento utilizzato per la scelta del tracciato, e della quale avevamo già evidenziato le carenze metodologiche, lontane dall’assicurare la bontà e la giustezza della scelta, questioni poi confermate nelle richieste stesse della Commissione, non ultima quella di ripetere l’Analisi bilanciando meglio i pesi attribuiti ai fattori che concorrono alla scelta.
Ci auguriamo quindi che, per principio di precauzione, la Regione Lazio voglia accogliere le nostre richieste ed esprimersi sfavorevolmente, o sarà di nuovo, come lo è stata per l’Autostrada Tirrenica, responsabile di una scelta che non garantisce il territorio da Lei amministrato”.

In caso contrario non rimarrà che attendere il decreto Via e sperare che questo sia sfavorevole, o in ultimo rivolgersi a tutti gli organi di controllo amministrativi nazionali e comunitari e chiedere che il nostro territorio, e le sue ricchezze ambientali e paesaggistiche, venga tutelato.
Il tutto avviene con la colpevole disattenzione della politica che governa il territorio di Tarquinia e la provincia di Viterbo, impegnata unicamente in una rincorsa alle prossime poltrone delle amministrative con gli unici sforzi rivolti a riempire i giornali ed i media di comunicati del tutto autoreferenziali sugli equilibri delle varie formazioni che si allontanano, si lasciano, si riavvicinano e si corteggiano in un osceno gioco di protagonismo e di ricerca di visibilità elettorale, assolutamente vuota di contenuti.
Invitiamo ancora una volta le coscienze di questi politici “ad orologeria” di ricordarsi non solo delle scadenze elettorali ma di combattere realmente per gli obiettivi concreti della difesa del proprio territorio.
Sollecitiamo anche le forze locali che si dicono di opposizione e quelle che dovrebbero avere nella propria “ragione sociale” la difesa dell’ambiente e del territorio dalle inutili grandi opere a sostenere la protesta dei cittadini ed a prendere decise posizioni contro lo scempio di questa grande opera che rischia di cambiare per sempre, in peggio, il volto della nostra terra” – conclude il Comitato.