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#Latina, Associazione dei Contribuenti Italiani: “Perplessità sulle concessioni cimiteriali”

Bottoni: "L’Amministrazione comunale di Latina eviti di assumere decisioni che rischierebbero di recare danni di immagine all’Amministrazione stessa oltre che danni economici ai cittadini"

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#Latina, Associazione dei Contribuenti Italiani: “Perplessità sulle concessioni cimiteriali”

Il Faro on line – “Questa Associazione non può che manifestare forte perplessità a seguito della lettura delle dichiarazioni apparse sugli organi di informazione locale ed attribuite all’Assessore del Comune di Latina, Gianfranco Buttarelli in merito alla durata delle concessioni cimiteriali ed, in particolare, all’intenzione di riacquisire il possesso delle sepolture per le quali siano trascorsi oltre 50 anni o, secondo le intenzioni di qualcun altro, appena 30 anni dal decesso.
Se quanto riportato dagli organi di informazione dovesse rispondere a quanto dichiarato dall’Assessore, infatti, ci si potrebbe trovare dinanzi non soltanto ad una grave lesione dei diritti di concessionari i cui cari sono stati sepolti nel cimitero quando le concessioni erano di durata novanta novantanovennale, se non perpetua, ma anche dinanzi ad una lesione della normativa nazionale, peraltro ribadita con la massima chiarezza nella Sentenza n. 5505 dell’11 novembre 2002, della V Sezione del Consiglio di Stato” – lo dichiara in una nota L’Associazione dei Contribuenti Italiani.

“Tale Sentenza stabilisce che “la facoltà di revoca da parte del Comune quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell’ultima salma e si verifichi una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno e non sia possibile provvedere tempestivamente all’ampliamento o alla costruzione di nuovo cimitero. Consente poi al Comune, con l’atto di concessione, di imporre al concessionario determinati obblighi tra cui quello di costruire la sepoltura entro un tempo determinato, pena la decadenza della concessione.
Con la conseguenza che nella normativa statale, per le concessioni di durata superiore ai 99 anni rilasciate anteriormente al D.P.R. n.803/1975, l’esercizio del potere discrezionale di revoca nell’interesse pubblico viene ancorato a due precisi presupposti (superamento di 50 anni dall’ultima tumulazione e grave insufficienza del cimitero), che debbono concorrere entrambi per la legittimità del provvedimento di revoca, mentre la decadenza viene consentita rispetto all’inosservanza di determinati obblighi a carico del concessionario da precisare con l’atto di concessione (o con la convenzione che sovente l’accompagna).”

“Ciò significa che ove non coesistano entrambe le condizioni poste, cioè “una grave situazione di insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno” e “non sia possibile provvedere tempestivamente all’ampliamento o alla costruzione di nuovo cimitero” (e, nel caso del cimitero di Latina, di tali condizioni non sembra sussisterne neppure una, visto che è in corso un apposito progetto di finanza per il suo ampliamento), non è consentito effettuare l’operazione che sembrerebbe essere stata ipotizzata dall’Assessore Buttarelli.
Appare, peraltro, evidente, che ciò potrebbe costituire presupposto per ulteriori contenziosi giudiziali dinanzi all’Autorità Giudiziaria Amministrativa, con la più che probabile soccombenza del Comune di Latina, le cui negative conseguenze economiche ricadrebbero sull’incolpevole cittadinanza.
Ciò stante, questa Associazione invita l’Amministrazione comunale di Latina ad evitare di assumere decisioni che rischierebbero di recare danni di immagine all’Amministrazione stessa oltre che danni economici ai cittadini, con possibile interessamento della Corte dei Conti” – conclude la nota.

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