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L’Istituto Estetico Italiano #Sabaudia Pallavolo ancora imbattuto

Un'altra vittoria per il Sabaudia pallavolo che questa volta vince contro la Libertas di Genzano.

L’Istituto Estetico Italiano #Sabaudia Pallavolo ancora imbattuto

Il Faro On line – L’Istituto Estetico Italiano Sabaudia Pallavolo, a conferma del trend positivo, inanella un’altra vittoria, questa volta a Genzano contro la Libertas, sconfitta in una al termine di una partita lunghissima con il punteggio di 2-3.

Come nella partita precedente, disputata contro l’Ottaviano, anche in questo caso sono stati cinque i set disputati, per oltre due ore e mezza di gioco ininterrotto. Il primo set si apre con un leggero vantaggio del Genzano e, nonostante i tentativi del Sabaudia di colmare il gap, a partire dal secondo time out tecnico il vantaggio della squadra romana si approfondisce e le consente di chiudere 25-19. Più combattuto il secondo set che vede le due squadre confrontarsi punto a punto.

A partire dal primo time out tecnico il Genzano, sfruttando qualche imprecisione di troppo dei pontini, passa però in vantaggio e chiude 25-23.

Nel terzo set il Genzano non sembra intenzionato a mollare la presa sugli avversari e continua a macinare punti, ma questa volta il Sabaudia è pronto e, al termine di un’epica rimonta, chiude 23-25.

Il quarto set vede il Sabaudia in grande spolvero e, nonostante i tentativi ripetuti del Genzano di recuperare lo svantaggio, chiude 22-25.

Nel tie break il Genzano dimostra di non voler demordere ma il Sabaudia si rivela ancora questa volta più forte e chiude 13-15. La vittoria di oggi (2-3) consente al Sabaudia di agguantare il secondo posto nella classifica generale del girone G con nove punti, subito dietro alla GIS Pallavolo Ottaviano, in vetta con dieci punti.

I giocatori a referto erano il martello Manuele Mandolini (32 punti), il centrale Emanuele Rico (6 punti), l’opposto Giuseppe Scialò (15 punti), il centrale Francesco Fortunato (4 punti), il martello Daniele Tailli (10 punti), il centrale Giacomo Caputo (13 punti), il libero Yuri Narducci (n.e.), il martello Marco De Angelis (n.e.), il palleggiatore Stefano Schettino, il centrale Burim Azime, l’opposto Francesco D’Addezio, il martello Davide D’Aiello e il libero Roberto Rivan.

“Sapevamo che non era una partita facile” – ha commentato a margine dell’incontro l’allenatore Nello Mosca – “perché il Genzano è una buona squadra con qualche buona individualità e che quindi bisognava lottare per portare a casa la vittoria. Siamo arrivati alla partita con qualche giocatore non al meglio della condizione fisica e nei primi due set non siamo stati bravi a sopperire a questa difficoltà giocando da squadra, ma al contrario perdendo lucidità. Dal terzo set abbiamo capito che ognuno doveva mettere a disposizione del team quel poco che gli riusciva tecnicamente e finalmente abbiamo coperto alcune difficoltà tecniche con il gioco di squadra. Ancora non è chiaro che nello sport e in particolare nella pallavolo si confrontano squadre con i loro punti deboli e forti e alla fine vince chi riesce a mascherare i propri problemi e ad approfittare delle debolezze altrui. ”

“ Condivido le parole di Nello Mosca. Stamattina l’infermeria era piena e solo con una grande volontà di tutti i giocatori siamo scesi in campo a ranghi completi”- ha dichiarato il medico della squadra dottor Salvatore Schintu che ha così concluso – “ Il Sabaudia, storicamente, ha sempre fatto tesoro delle doti di ogni giocatore ed ha mascherato i difetti dei singoli con la comunione di volontà, amicizia e spirito di squadra. Così abbiamo giocato contro squadre allenate da personaggi mitici come Velasco e con campioni del volley degli anni ottanta e novanta.

La filosofia del mister Mosca sull’importanza dello spirito di gruppo, sull’etica del lavoro in palestra, è correttissima e confermata dai risultati di questa prima parte del campionato: nessuna squadra, tranne la nostra, è stata imbattuta, tutte hanno i loro punti deboli, e noi, nonostante acciacchi di ogni genere abbiamo retto i cinque set, anzi siamo usciti alla grande nel momento in cui, teoricamente, avremmo dovuto essere più fragili.”