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L’esercito iracheno avanza su Mosul, l’Onu denuncia i crimini dell’Isis

Ong, raid aerei nel nord-ovest della Siria, 10 minori uccisi

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Il Faro on line – Una prigione sotterranea dell’Isis, raid aerei con vittime civili tra cui diversi bambini, decine di famiglie trasferite con la forza e scudi umani uccisi. La giornata di oggi sul fronte della guerra contro l’Isis in Iraq e Siria snocciola il consueto campionario di orrori.

mosul

La morsa dell’esercito iracheno e dei curdi attorno a Mosul prosegue: le forze di Baghdad affermano di essere arrivate in prossimità dell’aeroporto di Mosul, a sud della città, dopo aver preso ieri Hammam al Alil, cittadina dove era stata ritrovata una fossa comune con un centinaio di cadaveri decapitati.

Dalla cittadina di Shura giunge oggi la notizia del ritrovamento di una prigione sotterranea da cui sono stati liberati un centinaio di detenuti dell’Isis. Sempre dall’area attorno a Mosul arrivano notizie, riportate dall’Ufficio dell’alto commissariato Onu per i diritti umani, del rapimento di circa 300 ex membri delle forze di sicurezza irachene verso la cittadina di Tallafar, a est di Mosul, e del trasferimento forzato di circa 1.500 famiglie da Hammam al Alil, vicino Shura, verso l’aeroporto della città.

Nello stesso distretto di Shura, secondo un membro del consiglio provinciale della regione, “venti civili, tra cui diversi bambini”, sono stati uccisi in un raid aereo della Coalizione “mentre venivano tenuti come scudi umani in un edificio da miliziani dell’Isis”.

La notizia non può essere verificata in maniera indipendente. Anche sulla sorte di Bashiqa, località chiave a est di Mosul ci sono notizie contrastanti: i Peshmerga avevano affermato di averla conquistata, mentre fonti dal terreno affermano che ci sono in città decine di jihadisti rimasti nei covi e pronti a resistere. Il premier iracheno Haidar Abadi ribadisce che tutte le unità militari che partecipano all’offensiva “torneranno nelle loro posizioni iniziali dopo la liberazione della regione”.

In Siria, dall’altra parte della guerra che infiamma il Medio Oriente, giungono notizie dell’uccisione di almeno 20 civili, tra cui 10 minori, in due diversi raid aerei russi o governativi siriani su località nella regione nordoccidentale di Idlib, fuori dal controllo delle forze lealiste.

L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) riferisce di due bilanci simili: 10 morti, di cui sette minori a Khan Shaykun, e 10 uccisi di cui tre bambini a Baarbo. La notizia non può essere verificata in maniera indipendente.

Sempre in Siria, nella regione orientale di Dayr az Zor al confine con la Siria, si apprende – tramite l’Ondus – che “decine di famiglie” provenienti da Mosul sono giunte nel distretto frontaliero di Albukamal. Si tratta di iracheni che fuggono dall’offensiva anti Isis dell’esercito di Baghdad dalla Coalizione anti-Isis guidata dagli Stati Uniti. (fonte: ansa)

 

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