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#Tarquinia, il sindaco Mazzola scrive a Quinta Colonna

Il primo cittadino: "Accoglienza migranti e assegnazione case popolari sono due situazioni totalmente diverse"

#Tarquinia, il sindaco Mazzola scrive a Quinta Colonna

Il Faro on line – “Tarquinia è una città accogliente che ha sempre tutelato i suoi cittadini”. Lo afferma il sindaco Mauro Mazzola, che ha inviato una lettera alla trasmissione Quinta Colonna di Rete 4, che manderà in onda stasera un servizio sul tema dell’immigrazione congiunto a quello dell’assegnazione delle case popolari. “Le due questioni, – scrive il primo cittadino – devono essere trattate in modo distinto, perché riguardano situazioni totalmente diverse. Il Comune ha sempre assegnato le case popolari sulla base di bandi pubblici, nel rispetto della vigente normativa nazionale e regionale. Voglio sottolineare che abbiamo già provveduto a fare richiesta per nuovi finanziamenti al Governo e alla Regione Lazio per avere nuove case popolari”.

“Per di più al fine di accelerare i tempi di assegnazione, abbiamo chiesto di avvalerci di case già costruite e rimaste invendute. Non può ritenersi che l’assegnazione delle case popolari sia condizionata dall’arrivo dei migranti. Lo Sprar non prevede l’utilizzo di fondi comunali per l’accoglienza: gli alloggi non sono né nazionali né popolari ma di privati che li vogliono mettere a disposizione, come previsto dalla legislazione italiana. Il Comune comunque non eroga soldi per le case popolari né per lo Sprar. L’adesione allo Sprar, in base alla normativa vigente, esclude automaticamente il Comune dall’insediamento di campi profughi e tendopoli sul territorio. Siamo un’Amministrazione democratica e non possiamo esimerci dal seguire una linea di condotta predisposta ad accogliere i migranti, tendendo bene presente che siamo disponibili a un’accoglienza distribuita sul territorio italiano e provinciale, con numeri molto contenuti”.

Sono dispiaciuto di questa polemica nata sulla scia di una campagna elettorale che vuole fare politica sulla pelle dei migranti. La sala consiliare non è stata concessa per un’assemblea pubblica sul tema, perché esiste una deliberazione di giunta del 2008 che disciplina l’uso della sala consiliare e mette a disposizione altri luoghi adeguati per svolgere incontri, convegni e riunioni non organizzati o patrocinati dal Comune, come l’ex sala capitolare degli Agostiniani di San Marco e la biblioteca “Vincenzo Cardarelli”. E questo non significa certo chiudere le porte al confronto su un argomento così importante per la collettività” – conclude Mazzola.