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Di Luigi Day, le parole degli ex allievi e i loro ricordi più belli, nel mondo del karate Yoshokan

Tanti gli allievi del 1980 e ’90, accorsi all’Honey Sport City per festeggiare il quarantennale da insegnante di karate, di Massimo Di Luigi e tante le emozioni vissute

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Di Luigi Day, le parole degli ex allievi e i loro ricordi più belli, nel mondo del karate Yoshokan

Il Faro on line – Quello che caratterizza un anniversario spesso, sono le persone ed il modo con cui loro, ne parlano. Ed hanno sempre, una luce diversa negli occhi. Una commozione piena di ricordi, che si condiscono nelle parole poi, con cui raccontano la loro esperienza. Anche per i 40 anni di insegnamento del Maestro Massimo Di Luigi, è accaduto e nelle dichiarazioni dei suoi ex allievi, giunti anche dall’estero, dove oggi vivono, stanno immagini di episodi passati, che hanno particolarmente segnato la vita di chi, un giorno salì sul tatami e scelse Massimo come maestro. Perché in questo modo, accadde. Fu scelto come guida nella pratica del karate e poi, come esempio, nella vita di tutti i giorni.

Queste, sono state le loro parole, per i lettori de Il Faro on line:

Piero Veneziani, ex allievo Asd Yoshokan

“Ho iniziato quasi 40 anni fa. Ho smesso verso il 1999. Massimo era cintura nera e ho cominciato. Lui era appena diventato maestro. Mi ha trasmesso l’amore per questo sport. Mi ha insegnato ad essere coerente con me stesso e a non mollare mai. Sono diventato una persona che si piace”.

Fabio Gregoletti, ex allievo Asd Yoshokan

“Sono stato uno dei primi allievi. Ho cominciato nel 1980. Sono stato in palestra, ininterrottamente fino al 1994. Credo di essere il più anziano, tra i suoi allievi. Sono cresciuto con Massimo in un percorso tecnico, ma anche come persona. E’ stato sempre un punto di riferimento importante. Ho scelto il karate ed ho scelto Massimo. Siccome nel 1979, aveva vinto gli Europei, ho voluto lui, come insegnante. Mi ha accolto. Mi disse, che se avessi avuto la costanza di imparare di nuovo, tutto ciò che in modo frammentario, avevo imparato fino a quel momento, sarei riuscito ad ottenere dei risultati. Dopo sei mesi, sono andato con lui in Giappone. Mi ha portato con le sue cinture marroni e lì, ho preso quella nera. Ho fatto la Coppa del Mondo Wadoryu. Sono arrivato secondo a squadre e terzo individuale, nei +75kg. Nel 1989. Il karate mi ha insegnato la determinazione. Puntare all’eccellenza, in tutto ciò che faccio. Me lo sono ritrovato anche in ambito universitario, lavorativo e familiare. Fa parte del mio dna”.

Massimo Paolucci, ex allievo Asd Yoshokan

“Sono entrato nel 1982, a 17 anni. Ci sono stato per circa 10 anni, fino al conseguimento della cintura nera. Sono rimasto poi, per altri due anni. E poi ho studiato per la laurea. Massimo è stata una delle figure importanti, che nella fase di crescita, ha cambiato la mia visione del mondo. Ha fatto da tramite, tra il giovane Paolucci ed il resto del mondo, nel tempo. Credo che abbia costruito molto, di quella personalità, che adesso ho. Sono cresciuto come persona. Adesso, è arrivato il momento di ricominciare, con il karate”.

Lanfranco Caiola, ex allievo ed istruttore Asd Yoshokan

“Avevo 11 anni, quando ho iniziato a fare karate. Sono 23 anni, che seguo Massimo. Non sono atleta da 10 anni e non sono istruttore da 8, per motivi di lavoro. Massimo mi ha trasmesso costanza ed impegno. Se vuoi, riesci ad arrivare. Un giorno, entrai e vidi Massimo insegnare. L’ho visto e ho detto : è lui il mio maestro. Mi ha colpito. Lo ha fatto, la sua serenità con cui insegnava ed anche il rispetto, che riusciva ad avere, senza imporsi. Mi ha trasmesso molto. Prendere ciò che succede, così com’è e a reagire di conseguenza. Se qualcosa succede, comunque sei in grado di affrontarla. Questo, è uno degli insegnamenti che Massimo mi ha donato”.

Elena Benincasa, ex allieva Asd Yoshokan

“In realtà sono entrata alla Yoshokan, che venivo da altre palestre. Ero già cintura nera. Nel 1994, già gareggiavo. L’ho fatto per 20 anni, con il kumite. Fino ai 40 anni, ho combattuto. Ho svolto gare in questa categoria di età e poi ho smesso. Il karate è sempre nel mio cuore. Ho scelto Massimo come mio maestro. L’ho voluto io. Il primo e l’ultimo. Mi ha trasmesso, costanza e dedizione. Amore per quest’arte. Perché non è solo sport. Me lo ha donato tutti i giorni, con l’esempio e l’allenamento. Ti segue sempre. Ti incita e ti incoraggia tanto. Questo fa parte, dei tuoi risultati. Sono 35 anni che pratico il karate. Mi ha dato tanta sicurezza e autostima. Penso di essere molto cambiata. Mi ha fatto molto bene questo ambiente. Mi ha aiutato anche, negli altri risultati della vita. Mi sono laureata in medicina e mi sono specializzata, in oncologia. Ricordo che ho preso la specializzazione, dopo il mio esame da 2° dan, quindi è stato un momento di evoluzione. La sera in palestra, Massimo mi fece i complimenti, davanti a tutti, per aver fatto queste due cose, insieme”.

Giordana Esposito, ex allieva Asd Yoshokan

“Sono arrivata alla Yoshokan, nel 1997. Avevo 10 anni. Sono 20 anni, che frequento la palestra. Vidi i bambini che praticavano il kata e lì ho avuto il colpo di fulmine. C’è un mondo dietro al karate, è uno sport completo, ha tante sfaccettature. Come se fossero due sport in uno. Kata e kumite. Quel giorno ho cominciato e non l’ho più lasciato. Nel periodo nell’agonismo, ho fatto sia kata che kumite. Il maestro giustamente dice, che per fare bene kata, devi fare bene, anche il kumite. Per un percorso di vita, anche. Massimo mi ha trasmesso la forza di andare incontro all’ostacolo. Di scavalcarlo. Ad un certo punto, la mia vita è cambiata. Ho aspettato un bambino, che ora svolge karate anche lui. Adesso, aiuto i maestri. Non sono istruttrice. Come persona, mi ha dato la capacità di controllarmi in tutte le situazioni. Penso che grazie al karate, ho acquisito un autocontrollo ed una capacità di stare nelle situazioni e di viverle dentro di me, esternando quello che è giusto esprimere”.

Danilo Reggini, ex allievo Asd Yoshokan

“Ho iniziato nel 1994. In realtà, ho terminato a 15 anni. Massimo mi ha trasmesso la disciplina, mi ha sempre ripetuto questo. La perseveranza, la volontà, la determinazione. Tutto questo, me lo sono portato nella vita. Il karate mi ha salvato, in un mondo in cui, ci sono sempre meno valori. Quello che mi ha trasmesso Massimo e tutti gli altri maestri intorno, sono state le cose fondamentali della vita. La cosa più bella del karate è la lealtà, ciò che negli altri sport probabilmente non si vede. Base dei samurai”.

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