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Di Luigi Day, le parole del Maestro Massimo: “Bisogna dedicarsi ai più piccoli. Sono il nostro futuro”

L’ex campione delle Fiamme Gialle e della Nazionale Italiana di karate racconta dei suoi 40 anni di insegnamento

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Di Luigi Day, le parole del Maestro Massimo: “Bisogna dedicarsi ai più piccoli. Sono il nostro futuro”

Il Faro on line – Fece il suo ingresso nelle arti marziali, salendo sul tatami del judo, il Maestro Di Luigi. Era solo un bambino allora ed il suo papà, fondatore dell’Asd Yoshokan, lo prese per mano per condurlo, nel mondo delle discipline orientali. Crebbe poi Massimo e passò al karate. Lo racconta nelle sue parole, rilasciate ad Il Faro on line, a margine dello stage di allenamento, organizzato lo scorso 6 novembre all’Honey Sport City, per festeggiare i suoi 40 anni di insegnamento, e lo fa con speciale trasporto emotivo.

Non è mai facile raccontare un amore. Una passione così speciale, per qualcosa che ha segnato la propria vita e l’ha resa, bellissima. La ricchezza della sua esperienza da karateka prima e da allenatore poi, si rende più speciale, quando a condividere questo cammino, intervengono anche gli altri. E gli altri, per Massimo, sono stati i tantissimi allievi, da lui insegnati e fatti crescere. Come uomini, prima e come atleti, dopo.

Una carriera da campione, quella di Di Luigi. Nel 1979, conquistò l’oro agli Europei Juniores ed in seguito, al Mondiale, ottenne un bronzo a squadre a Maastricht ed un argento poi, nel 1982, al campionato iridato di Taiwan. In terra orientale, Massimo conquistò una medaglia importante. Atleta allora, delle Fiamme Gialle, fece parte di una grande squadra gialloverde, che vinse nel mondo, tanti titoli ed allori. Leggendaria. Come lui ed il suo karate. Unica, la storia del karate Fiamme Gialle, che Massimo, insieme al Maestro Claudio Culasso ed agli 80 campioni della Guardia di Finanza, ha festeggiato lo scorso mese di gennaio, al Centro Sportivo della Guardia di Finanza. 40 anni, anche in quel caso. Ed una seconda festa, per questo 2016 ha bussato nella vita di un maestro che tanto ha dato, alle arti marziali. Ma soprattutto ha consegnato, nel cuore dei suoi allievi, il modo, umile e forte, allo stesso tempo, di vivere la vita. Quella reale di tutti i giorni. E’ questa la missione dello sport. E’ questo lo scopo del karate. Fu tecnico delle Fiamme Gialle allora e della Nazionale Italiana, che nel 1988, vinse un oro continentale. Nel 2014, è stato insignito dell’8° dan ed è vicepresidente della Federazione Italiana di Arti Marziali.

Una giornata memorabile, dunque, quella dell’allenamento generale, al Centro Sportivo di Via Macchia Saponara. E tanta commozione ha fatto capolino, negli occhi dei 140 allievi partecipanti, come nei suoi, quando sotto il cielo scuro aciliano, ha espresso le sue parole, emozionate, commosse ed orgogliose, alla fine della festa, sotto il cielo scuro, di un sabato sera, plumbeo. Fuori, ma non dentro. Dentro, c’era tanto sole. Nel cuore di tutti, nel corso dello stage.

Queste sono state le parole del Maestro Di Luigi, per i lettori de Il Faro on line :

Generalmente, non sono alla ricerca dei complimenti. E’ una cosa che mi hanno insegnato i miei genitori. Mi ha fatto piacere vedere che ci sono state persone che nonostante, sia passato un sacco di tempo, hanno voluto partecipare – ha detto sorridendo, continuando – è stata una bella iniziativa. Sono attento, soprattutto ai bambini. Si dice sempre, che loro sono il nostro futuro. Un futuro che va costruito, altrimenti è una forza inutile. Bisogna, dedicarsi ai più piccoli. Ho fatto tutto questo, cercando sostanzialmente di creare degli individui, che poi potessero avere la forza e la tenacia di affrontare la vita, che sempre facile non è. Mi sono sempre misurato su questo, abituandoli anche al confronto e cercando di tirare fuori, ciò che era il meglio di loro, in termini di coraggio, tenacia, merito e positività. Il resto, ci pensa la vita a dartelo o a togliertelo. Alla fine, è lei, la maestra più importante”. Non solo insegna, Massimo Di Luigi, ma viene insegnato allo stesso tempo, da ciò che riceve in cambio: “Mentre insegno, mi formo. Lo faccio in continuazione. E’ ripercorrere ogni giorno, la mia vita. Mi trasmette questo”. Non è semplice oggi, approcciarsi, alle nuove generazioni ed un insegnante, deve essere in grado di creare un suo metodo personale, per adeguarsi al sentire dei giovani e del loro energico animo: “C’è una evoluzione del linguaggio. Parlo una lingua, ma ne esprimo tante. Le tante che parlo, sono le sfaccettature, con cui entro in comunicazione, con quelle delle tante generazioni. Ognuno ha il suo modo di parlare e di esprimersi. Il mio obiettivo fondamentale è quello di farmi capire bene”. Ma come è stato il suo primo incontro, con le arti marziali? Lui lo racconta, così: “40 anni sono una vita. E’ stata casuale, la mia scelta per il karate. Ho iniziato a fare judo con mio padre. Il prossimo anno saranno 50, gli anni di attività. Sono entrato in palestra, anche un po’ per scommessa di mio padre. Con il tempo, mi è piaciuto e sono rimasto. Sono passato al karate e da lì in avanti, ho ritrovato dei tratti, in esso del judo, che sentivo, che mi aiutavano a far uscire me stesso. Della mia personalità più profonda e della mia coscienza. Dell’autoconsapevolezza, della paura, del coraggio, della gioia e del dolore. Ma anche del controllo. Sono passaggi importanti. Sono stato molto severo con me stesso. Chi non è maestro di se stesso? La disciplina è un metodo ed io in quel metodo ci credo. Credo che la disciplina sia il modo migliore, per canalizzare le energie”.

Gli impegni in calendario, con l’Asd Yoshokan. Ed anche con la Fiam. Il 12 novembre, ecco gli Europei di Siggenthal

Sarò a Siggenthal per la Coppa Europa Wadokai. Il 3 e 4 dicembre, per i campionati a squadre ed individuali per i bambini e solo a squadre, per gli adulti, l’evento di dicembre della Yoshokan, il 22 dicembre. Abbiamo tante programmazioni da proporre per il prossimo anno”.

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