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#Cerveteri, i consiglieri De Angelis e Orsomando replicano: “Caro Sindaco, la Democrazia è un’altra cosa e le cose stanno così“

I Consiglieri: "Sindaco, ce lo consenta, la sua piccata replica, è stata veramente una pesante caduta di stile"

#Cerveteri, i consiglieri De Angelis e Orsomando replicano: “Caro Sindaco, la Democrazia è un’altra cosa e le cose stanno così“

Il Faro on line – “L’enorme confusione che il primo cittadino di Cerveteri fa, scambiando i valori propri della “Democrazia” con quelli di “Regime” e attribuendoci l’assurda paternità di quest’ultimi, lascia a dir poco perplessi ma poi, leggendo attentamente quanto scritto, ci si accorge quanto livore, antichi rancori e rabbia vengono sprigionati dalle sue stesse parole che si basano nella necessità di dire qualcosa che non si è mai stati in grado di esprimere (o almeno non con l’intensità con cui si sarebbe voluto) e accade che, proprio durante la lettura dei concetti del sindaco Pascucci, ci torna in mente un libro con lo slogan del temutissimo uomo di potere e comandante birmano, il generale Than Shwe, che recitava «Una democrazia fiorente nella disciplina»  concetto che, forse, è non molto lontano da quello che alberga nella mente e nei gesti quotidiani dell’irrispettoso Sindaco di Cerveteri.

Detto ciò e, andando nello specifico, permetteteci di affermare che scambiare un nostro attestato di solidarietà e vicinanza verso un gruppo di cittadini privati di un loro diritto (Comitati del No o del Si che siano), con un attacco personale a questa amministrazione, per poi andare a finire su una questione di lana caprina come le non avvenute riprese di streaming tv dei consigli comunali è volutamente fuorviante e veramente banale ma, malgrado ciò, è doveroso però sottolineare un paio di passaggi di merito su quanto scritto e ora vi spieghiamo in due parole come stanno veramente le cose.

Il sindaco Pascucci, nel suo scritto, cita l’articolo 16 del Regolamento Comunale di gestione delle sale evitando però, secondo noi furbescamente ,di far notare a chi legge che i vari commi di detto articolo legano l’utilizzo delle sale comunali esclusivamente ad un concetto ben definito relativo a quello delle “attività istituzionali del Comune e dei gruppi consiliari” ciò significa che detto Regolamento è nato per fare attività istituzionale in sede e non per consentire al Sindaco un utilizzo a discrezione per uso personale proprio perché la propaganda politica è una cosa e l’attività istituzionale è un’altra, quindi, se si nega l’utilizzo di una sala ad un soggetto giustificandosi e motivando che non sono consentiti dibattiti e convegni politici, ed essendo la legge e le regole uguali per tutti, stessa identica cosa dovrebbe avvenire con altro soggetto politico similare indipendentemente che sia un Comitato Referendario per il Si o per il No o associazione politica o singola entità politica.

Il Sindaco omette di dire ai lettori e ai cittadini che proprio nel rispetto della Democrazia e della Trasparenza dovrebbe dire perché, prima della sua stizzita replica al nostro articolo, ha consentito, all’interno della sala consiliare del Granarone (quella vietata per eventi politici), un incontro politico-culturale di due giorni come ‘E’ la Democrazia bellezza’ che ha visto la presenza di alcuni politici deputati e dibattiti sul prossimo Referendum del 04 dicembre p.v., un evento figlio di una particolare associazione delle buone pratiche come Italia in Comune di cui non si conoscono compagine sociale, posizione fiscale, sede sociale e di cui lo stesso Sindaco si definisce portavoce ma, come se non bastasse, sul sito di detta associazione, anch’esso registrato a nome di un conoscente di questa amministrazione, compaiono nella sezione contatti, due numeri di cellulare anche essi noti che, guarda caso, sono riferibili ad un componente di staff del sindaco sig. Orlando, nulla da dire, ma non vorremmo che ciò non fosse consentito e vi preghiamo di verificare essendo lo stesso referente, come staff del Sindaco, dipendente pubblico.

Proprio in virtù della trasparenza e della legalità delle cose, il Sindaco portavoce, onde fugare ogni dubbio di non aver adottato il metodo dei due pesi e due misure,  che si auto incensa come persona con esperienze amministrative lodevoli denigrando le conoscenze degli scriventi dovrebbe,invece, informare i lettori di quale atto amministrativo e iter procedurale si è avvalso, specialmente come associazione “Italia in Comune”, in riferimento al convegno dibattito-politico già citato, per l’utilizzo della sala consiliare, a carico di chi sono stati i costi gestionali della corrente e della pulizia della sala e come sia stato possibile concedere l’utilizzo della sala dove si riunisce il consiglio comunale per una manifestazione assolutamente non collegata all’attività istituzionale dell’organo che é apparsa come una becera apertura di campagna elettorale non è che, per caso, la maggioranza ci propone un uso personale delle istituzioni ?.

Terminiamo per chiarire ai cittadini  la vicenda delle nostre rimostranze per la contestata quanto anomala situazione dello streaming tv. Noi non abbiamo mai detto, lo abbiamo ribadito anche nell’ultima conferenza dei capigruppo,  che non vogliamo lo streaming tv del Consiglio Comunale e, quindi, le sue insinuazioni le tenga per se, ma abbiamo contestato il metodo utilizzato per la scelta di chi dovrebbe effettuare le videoriprese richiedendo, alla sua amministrazione, di affidarsi a soggetti Consip proprio nel rispetto della trasparenza e a garanzia di un servizio completo, professionale ed economicamente vantaggioso. Purtroppo, Lei Sindaco, non la racconta proprio tutta la verità difatti, quando in uno degli ultimi consigli Lei ha ritirato la deliberazione per la variazione di bilancio dove era compreso il capitolo per lo streaming, capitolo che andava cambiato per la trasformazione della spesa da contributi a servizi ha, praticamente, bloccato la possibilità di spesa e di gara sul Mep e,come lei ben sa,se non ha i soldi non può fare la determina a contrarre e la relativa spesa. Lei,da quel momento,ha perso almeno due mesi dall’ultimo consiglio per ridursi a portare,nel prossimo consiglio del 16 novembre, un regolamento per le riprese video che, forse, andrà in vigore a cavallo tra gennaio-febbraio 2017, a quanto sembra è il suo organo esecutivo che non è stato così solerte e attento e non i consiglieri che vogliono soltanto trasparenza e far rispettare le regole in merito.

Sindaco, ce lo consenta, la sua piccata replica, è stata veramente una pesante caduta di stile, che mina non solo l’autorevolezza e l’indipendenza dell’istituzione consiliare, cui l’aula in questione é destinata”, ma anche il rispetto della verità e verso le istituzioni comunali.  Simili episodi sono la riprova del clima antidemocratico proprio del suo metodo e modo di amministrare, che Lei lo ammetta o no, è un regime, culturale, politico e di governo, che non ammette parità di condizioni.

Ponendo infine la massima fiducia nelle istituzioni, concludiamo col dire che se tali irregolarità non risultassero causa di danno o altro, resteranno pur sempre delle irregolarità che poco si sposano con le memorie di Calamandrei e la buona e trasparente politica” – comunicato dei consiglieri Comunali  Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando.