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337 crioconservati nel mondo, costo fino a 200mila dollari

Al momento, precisano i siti delle compagnie, le tecniche non permettono di riportare in vita i corpi crioconservati.

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Il Faro on line – Attualmente sono 337 le persone che si sono fatte crioconservare nel mondo, così come successo per la quattordicenne inglese la cui vicenda è emersa oggi, e tra queste ci sono anche alcuni italiani. Il conteggio è riportato dai siti delle tre società, una russa e due statunitensi, che nel mondo offrono questo servizio.

TRE CENTRI NEL MONDO, IBERNATI ANCHE ANIMALI

Attualmente i corpi sono conservati dalla Alcon e dalla Cryonics, due compagnie Usa, e dalla KrioRus, che invece è russa, ma in tutto il mondo ci sono agenzie che offrono il servizio di trasporto a cui ci si può rivolgere. Le ultime due offrono il servizio anche per gli animali. Ai ‘pazienti’, così vengono chiamati, già congelati si aggiungono oltre duemila persone che hanno stipulato il contratto per essere crioconservati dopo la morte, fra cui si contano almeno 8 italiani riportati dal sito della Cryonics. La persona più giovane che ha avuto accesso alla tecnica è Matheryn Naovaratpong, malata di tumore al cervello, che i genitori hanno fatto ibernare a due anni.

GLI ITALIANI

Tra gli italiani che hanno avuto accesso alla tecnica di cui si conosce la storia ci sono Aldo Fusciardi, probabilmente il primo nel nostro paese, morto nel 2012. L’ultima persona crioconservata in Russia è Cecilia Iubei, un donna di Viterbo morta ai primi di febbraio del 2016.

LA PROCEDURA

E’ possibile criopreservare sia il corpo intero che solo il cervello. La procedura idealmente inizia appena il cuore smette di battere e prima che sia dichiarata la morte cerebrale. Prima di portare il corpo a -196 gradi, la temperatura dell’azoto liquido, il sangue viene sostituito da una sostanza che protegge dalla principale controindicazione della tecnica, il congelamento dell’acqua nelle cellule.

Il corpo viene conservato a testa in giù nei tewar, delle cisterne che contengono appunto azoto liquido, in attesa di essere ‘scongelato’. Al momento, precisano i siti delle compagnie, le tecniche non permettono di riportare in vita i corpi crioconservati. Nelle previsioni più ottimistiche questo sarà possibile in 50 anni, secondo altri non prima di 2-300 anni. Nel contratto le aziende si impegnano comunque a conservare i corpi finchè non sarà possibile.

I COSTI

Il servizio più caro è quello della Alcon, che chiede 200mila dollari per l’intero corpo e 80mila per il solo cervello. Cryonics ha tariffe variabili, ma tutte sotto i 100mila dollari, mentre KrioRus ‘si accontenta’ di 36mila dollari per il corpo intero e 18mila per il cervello. (fonte: ansa)

 

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