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Cantieri nautici a #Fiumicino, debiti record

Oltre un milione di euro per concessioni non pagate al dicembre 2015. Pochi cantieri in regola. L’analisi documentale della Regione sullo stato delle attività a Isola Sacra è preoccupante.

Il Faro on line – La notizia è (sarebbe) che il mercato italiano della nautica “è cresciuto più del previsto . Nel 2015 il comparto ha segnato un +17,1% quanto a fatturato globale, rispetto all’anno precedente (la fonte è il Sole 24 Ore). I dati arrivano da Ucina, la Confindustria nautica, che, spiega Marina Stella, direttore generale dell’associazione, registra «un dato nettamente migliorativo rispetto alle prudenti ipotesi previsionali del nostro ufficio studi, che la scorsa primavera aveva stimato una crescita intorno al 12%».

Insomma, la nautica crescerebbe più di quanto preventivato e il trend non si sarebbe fermato. A questo dato di partenza se ne contrappone però un altro, diametralmente opposto, che fa i conti (nel vero senso del termine) con la vita reale. Se le statistiche del 2015 danno la Nautica in crescita, o non sono vere, o Fiumicino è un’isola “infelice” da questo punto di vista.

Cantieri nautici Fiumicino, i dati regionali

Lo si ricava dal riepilogo sui concessionari di Cantieri Nautici all’Isola Sacra fatto dagli uffici della Regione Lazio. La morosità complessiva di canoni non pagati arriva a oltre un milione di euro (per la precisione 1.018.098,99 euro. Su 28 cantieri segnati, solo 7 sono con i pagamenti in regola (o quasi in regola, con scostamenti di poche migliaia di euro). Il resto è un bagno di sangue, con 16 concessioni scadute, 2 contenziosi per usucapione, 2 concessioni revocate. E poi spazi occupati abusivamente, senza titolo o con titoli non più attivi.

Un comparto in difficoltà

Una fotografia, tutta documentale e dunque incontrovertibile, che la dice lunga sullo stato dell’economia del mare, se consideriamo che la nautica in questo campo ha sempre fato da traino. E’ evidente che una città come Fiumicino, che ha fatto per anni dei cantieri nautici un’eccellenza da esportare, non può permettersi di assistere a questa lenta agonia senza intervenire.

I problemi esistenti

A tale proposito vale la pena ricordare la necessità assoluta di dragare il porto canale, operazione indispensabile (e ormai attesa da troppo) sia a vantaggio dei movimenti di pescherecci, ma anche per permettere ai cantieri di poter operare in sicurezza.

L’ultima analisi della Regione, datata luglio 2015 recitava così: «Considerando le intense attività di navigazione nel tratto di canale investigato, con particolare riferimento alla sicurezza alla navigazione delle unità delle Forze dell’Ordine in servizio di pronto intervento per le emergenze aeroportuali della Scalo Intercontinentale «Leonardo Da Vinci», si suggerisce un’azione di monitoraggio a cadenza quadrimestrale, al fine di identificare le aree interessate da rapido insabbiamento e per meglio definire le strategie d’intervento di dragaggio per una corretta valutazione dell’analisi costi‐benefici».

Ad oggi tutto è ancora solo sulla carta. La scarsa attenzione al comparto, nelle sue declinazioni, sta provocando la morte di un settore che è stato, e potrebbe ancora essere, fondamentale per creare economia sul territorio. E incidere così anche su molti problemi sociali, in particolare riguardanti l’occupazione.