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Chiuse le porte del Giubileo, un anno di Misericordia foto

Nella capitale della cristianità un numero imponente di fedeli, calcolato dalla Santa Sede in circa 21 milioni.

Chiuse le porte del Giubileo, un anno di Misericordia

Il Faro on line – Grandi eventi giubilari come le aperture delle Porte Sante di San Pietro e delle basiliche romane. Pellegrinaggi in grande stile come quelli dei malati e disabili, degli operatori del volontariato, dei sacerdoti e seminaristi, dei catechisti e dei diaconi, dei ragazzi e delle ragazze, delle Divine Misericordie e della spiritualità mariana. Veri festival della fede, come l’ostensione dei santi Padre Pio e Leopoldo Mandic e la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta. Undici udienze giubilari il sabato, che a cadenza mensile raddoppiavano quella del mercoledì. Momenti di forte significato solidale, e pressoché senza precedenti, come il Giubileo dei carcerati e quello dei senza fissa dimora.

Un fiume di fedeli

Anche questo è stato a Roma, tra tanti altri appuntamenti, il Giubileo straordinario della Misericordia voluto da papa Francesco, che col flusso continuo di pellegrini verso la Porta Santa vaticana ha condotto nella capitale della cristianità un numero imponente di fedeli, calcolato dalla Santa Sede in circa 21 milioni. Nonostante che per volontà del Pontefice si trattasse di un inedito Anno Santo ‘decentrato’, ‘diffuso’, con Porte Sante aperte in tutte le cattedrali e i santuari del mondo, e senza la necessita’ di venire a Roma per “lucrare” l’indulgenza, i grandi eventi romani nel segno della Misericordia hanno attratto masse di fedeli da ogni continente, che non hanno voluto mancare all’appuntamento col loro pellegrinaggio giubilare.

Gli eventi particolari

Significative presenze si sono registrate anche ad eventi particolari come le “24 ore per il Signore” (4 marzo) o la veglia di preghiera per “Asciugare le lacrime” (5 maggio), mentre autentica sorpresa, in occasione del Giubileo dei ragazzi e delle ragazze (23 aprile), ha destato vedere il Papa in persona scendere in Piazza San Pietro e mettersi a confessare gli adolescenti, seduto su una sedia vicino al colonnato, in un “confessionale” all’aperto come il più semplice dei parroci.

Padre Pio

Il top delle partecipazione, come era prevedibile, con mezzo milione di persone in una settimana, si è avuto in febbraio con l’ostensione nelle chiese romane di San Lorenzo e San Salvatore in Lauro e poi in San Pietro dei corpi di Padre Pio e San Leopoldo Mandic, indicati dal Papa come esempi di grandi confessori. Quindi domenica 4 settembre, all’altro evento ‘clou’ della canonizzazione di Madre Teresa, la santa dei poveri, i fedeli a San Pietro per la cerimonia sono stati 120 mila.

Il messaggio

Ma al di là dei grandi numeri, il messaggio di misericordia del Papa, che per quest’anno giubilare ha dato ai sacerdoti di tutto il mondo la facoltà di confessare anche i peccati piu’ gravi, come l’aborto, è passato anche attraverso l’esempio personale del Pontefice. Nei Venerdì della Misericordia, uno al mese, Francesco a gennaio ha visitato una casa di riposo per anziani e una per malati in stato vegetativo a Torre Spaccata; a febbraio, una comunità per tossicodipendenti a Castelgandolfo; a marzo (Giovedì Santo) il Centro di accoglienza per profughi, il Cara, di Castelnuovo di Porto; ad aprile i profughi e migranti nell’Isola di Lesbo; a maggio la comunità del “Chicco” per persone con grave disabilita’ mentale a Ciampino; a giugno due comunità romane per sacerdoti anziani e sofferenti.

Gli ultimi

A luglio, durante il viaggio in Polonia, il Papa ha compiuto il Venerdì della Misericordia con la preghiera silenziosa ad Auschwitz-Birkenau, la visita ai bambini malati all’ospedale pediatrico di Cracovia e la Via Crucis con i partecipanti alla Gmg, presenti i giovani iracheni, siriani e provenienti da altre zone di guerra e disagio. Ad agosto Francesco si è recato in una struttura romana della Comunità Papa Giovanni XXIII che accoglie donne liberate dalla schiavitù del racket della prostituzione, mentre a settembre ha visitato un Reparto di neonatologia e un Hospice per malati terminali a Roma.

Infine, ad ottobre, si e’ recato al Villaggio Sos, una casa famiglia di Roma che accoglie bambini in condizioni di disagio personale, familiare e sociale, e a novembre, venerdì scorso, in un appartamento a Ponte di Nona dove ha incontrato sette giovani ex sacerdoti che hanno lasciato la tonaca per sposarsi e mettere su famiglia, ascoltando le loro storie e intrattenendosi anche con le mogli e i bambini. (fonte: ansa)