Seguici su

Cerca nel sito

Referendum, cosa cambia con la riforma costituzionale

Referendum, cosa cambia con la riforma costituzionale? Gli elementi essenziali della riforma:costituzionale sono quattro.

Il Faro on line – Cosa cambia con la riforma costituzionale? Gli elementi essenziali della riforma:costituzionale sono quattro:

  • Superamento del bicameralismo perfettamente paritario
  • Riduzione del numero dei senatori e taglio delle spese
  • Revisione della suddivisione delle competenze tra Stato e Regioni
  • Eliminazione delle province dalla costituzione e soppressione del CNEL

La Camera viene eletta a suffragio universale e diretto e si rinnova completamente alla scadenza del mandato. I senatori, invece, sono eletti dai consigli regionali e delle province autonome tenendo conto delle scelte dei cittadini.

Il Senato è composto al massimo da 100 membri: 95 sono eletti con metodo proporzionale dai consigli e scelti tra i consiglieri regionali e i membri sindaci; 5 senatori sono nominati dal Presidente della Repubblica per un mandato di massimo 7 anni non rinnovabile. Per quanto riguarda lo status dei senatori, la durata del mandato deve coincidere con quella dei consigli regionali dai quali sono eletti e ai senatori non spetta alcuna indennità per l’esercizio del mandato e le loro attività parlamentari.

Fine del bicameralismo perfetto significa che Senato e Camera dei deputati esercitano la funzione legislativa paritaria solo in alcune materie:

  • leggi di revisione costituzionale e altre leggi costituzionali
  • tutela delle minoranze linguistiche
  • referendum
  • ordinamento, funzioni e legislazione elettorale di comuni e città metropolitane
  • autonomie regionali

Per le leggi non bicamerali l’approvazione dei ddl avviene questo: l’esame dei ddl è avviato dalla Camera che, dopo l’approvazione, trasmette il testo al Senato. Se il Senato decide di esaminarlo può apportare modifiche al testo e la Camera può decidere se accoglierle o respingerle.

Le proposte di modifica riferite a progetti di legge in cui è prevista la “clausola di supremazia”, adottate dal Senato a maggioranza assoluta, sono superabili dalla Camera solo a maggioranza assoluta.
Facendo un piccolo passo indietro, la clausola di supremazia consente alla legge dello Stato, su proposta del Governo, di intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richiede la tutela dell’unità giuridica ed economica del Paese.

I tempi del procedimento legislativo vengono ridotti nel caso di ddl in materia di bilancio e di quelli in cui è prevista la clausola di supremazia. Inoltre il Governo, per garantire una corsia preferenziale ai ddl essenziali per l’attuazione del suo programma, può chiedere la votazione entro e non oltre 70 giorni, fatta esclusione per alcuni tipi di leggi come quelle elettorali e quelle di ratifica dei trattati.

Oltre alla fine del bicameralismo perfetto la riforma costituzionale 2016 promuove anche la fine del cosiddetto “federalismo” in Italia, poiché si danno maggiori poteri allo Stato a scapito delle Regioni (a differenza di quanto accaduto con la riforma del 2001).

A differenza del precedente Senato, i senatori non saranno eletti direttamente da noi. La Riforma ci dà poche indicazioni.  I senatori saranno eletti “in conformità alle scelte espresse dagli elettori”, e che saranno ripartiti tra le Regioni in base al loro peso demografico. A parte questo, l’elezione dei nuovi senatori non è ancora normata da una legge specifica.  Nel testo della Riforma, si legge che le modalità di elezione verranno decise da Camera e Senato in un secondo momento.