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#referendum costituzionale, vince il No, Renzi si dimette foto

Il discorso del Presidente del Consiglio uscente. Lo scenario possibile, Le reazioni dall'Italia e dall'Estero: tutto in un articolo

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Il Faro on line – “Quando uno perde, non fa finta di nulla e se ne va fischiettando, aspettando che passi la nottata. Non siamo stati convincenti. Andiamo via senza rimorsi. Com’era evidente e scontato fin dal primo giorno l’esperienza del mio governo finisce qui“, aggiunge. Volevo cancellare le troppe poltrone, non ce l’ho fatta. E allora salta la mia”. Con queste parole Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni dopo i risultati del referendum sulla riforma costituzionale, che ha visto il no trionfare.

“Riuniro’ il Consiglio dei ministri, poi saliro’ al Quirinale e consegnero’ le mie dimissioni”, ha spiegato il presidente del Consiglio. “Io ho perso. Nella politica italiana non perde mai nessuno. Io sono diverso ho perso e lo dico a voce alta, anche se con il nodo in gola- ha detto-. Non sono riuscito a portarvi alla vittoria”.

“Il no ha vinto in modo straordinariamente netto. Ai leader del fronte del no le mie congratulazioni- aveva esordito Matteo Renzi-. Volevamo vincere, non partecipare. Mi assumo tutte le responsabilita’ della sconfitta. Ho perso io, non voi. Il popolo italiano “in modo inequivocabile ha scelto in modo chiaro e netto. E’ stata una grande festa della democrazia”.

Il risultato definitivo

Il risultato definitivo, al termine dello spoglio, 61.551 sezioni su 61.551, vede il No al 59,11% dei voti (19.419.507), il Si” il 40,89% (13.432.208). I dati del Viminale contengono anche lo spoglio delle 1.618 sezioni Estero. Su 50.773.284 aventi diritto, i votanti sono stati 33.243.845. Le schede bianche sono state 83.417 (0,25%), le nulle 306.952 (0,92%) quelle contestate e non assegnate 1.761.

Lo scenario

Ora sarà dunque il presidente della Repubblica, considerato anche dall’opposizione un garante affidabile, a gestire la partita del ‘dopo’. A lui gli esponenti del centrodestra e i Cinque stelle hanno già fatto pervenire, attraverso le dichiarazioni alla stampa, l’auspicio di elezioni anticipate, magari dopo un breve periodo per fare la legge elettorale.

Ma è ancora il Pd a detenere il gruppo parlamentare più nutrito e resta dunque il Partito democratico, di cui Renzi resta al momento segretario, lo snodo decisivo. Stasera il leader Pd ha chiarito che davanti ad un risultato così netto tocca ai capi dell’opposizione “l’onere” di avanzare una proposta sulle modifiche all’Italicum. Parole che suonano come una sfida, davanti all’eterogeneità dei partiti di minoranza. Difficile comunque che qualsiasi intervento sarà fatto prima di fine gennaio o inizio febbraio, quando la Consulta si pronuncerà sull’Italicum.

Il capo dello Stato, d’altra parte, ha già fatto trapelare nelle scorse settimane la sua contrarietà a sciogliere le Camere, senza una legge elettorale omogenea per Camera e Senato. Il primo problema che si pone, però, superato lo scoglio della manovra, è quale governo possa traghettare il Paese verso le elezioni, che a questo punto potrebbero avvenire non alla scadenza della legislatura nel 2018, ma già nella primavera 2017.

Davanti all’inamovibilità di Renzi, Mattarella non potrà che aprire le consultazioni con i gruppi parlamentari ed individuare un presidente del Consiglio che abbia la maggior condivisione possibile. Presto per fare i nomi, ma le figure che vengono accreditate nei rumors sono il ministro Pier Carlo Padoan, che farebbe anche da garante per i mercati e per il nodo delle banche. Oppure una figura più politica, come Dario Franceschini, che ha un nutrito drappello di parlamentari Pd.

Padoan annulla il suo viaggio a Bruxelles. Il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha cancellato il viaggio di oggi a Bruxelles dove era atteso per partecipare all’Eurogruppo. Lo conferma un portavoce.

L’alternativa è un governo ‘del presidente’, guidato da una figura istituzionale come il presidente del Senato Pietro Grasso. Uno snodo importante per capire con quale proposta il Pd si presenterà al Quirinale è la riunione della direzione del Pd, convocata per martedì. Sarà quello il momento per capire come cambieranno gli equilibri interni al partito dopo la sconfitta referendaria.

Referendum costituzionale, la stampa straniera

Dagli americani Nyt e Wall Street Journal al francese Le Monde ai britannici Financial Times, Bbc e Tepegraph, passando per la Spagna con El Pais, tutte le prime pagine riportano la breaking news. Puntando i riflettori non solo sul dopo e le possibili strade che potrebbero aprirsi con la crisi politica innescata dal risultato del voto, ma anche su quello che molte testate leggono come un nuovo segnale di un’Europa minacciata dalla deriva populista.

“Renzi annuncia l’intenzione di dimettersi dopo aver perso il cruciale referendum sulle riforme”, scrive la Cnbc parlando di sconfitta “umiliante” che getta “il Paese e la zona euro in confusione“. Sempre dall’altra parte dell’oceano il New York Times titola “Renzi incassa la sconfitta per mano del populismo”, parlando di un’Italia, da domani, “nell’incertezza politica ed economica“, in un’Unione Europea “già squassata da sconvolgimenti politici e rabbia anti-establishment”.

Ed il Washington Post sottolinea che si tratta di dimissioni sotto una pressione populista che sta assediando “l’establishment politico europeo”, che oggi incassa un’altra sconfitta. The Australian si sofferma invece sui possibili scenari che seguiranno le dimissioni che il premier formalizzerà domani al Quirinale, mentre la Bbc parla di “netta sconfitta”. Oltralpe Le Monde sottolinea invece il “massiccio rifiuto” incassato dalla riforma costituzionale. E anche El Pais rimarca la netta sconfitta.

La Frankfurter Allgemeine Zeitung online nota come “il fallimento del tentativo del premier e le sue dimissioni possono dare spinta ai populisti antiUe”. Di “nuovo, grave shock per la statica dell’Europa” parla anche Die Welt, che teme l’ascesa dei 5 stelle e il loro desiderio di voler proporre “un referendum sull’uscita dall’euro”.
Il referendum occupa anche le prime pagine dei siti russi: “sconfitta di Renzi”, ma anche “duro colpo alle élite di burocrati Ue”,”seconda Brexit” e “nuova pagina della storia europea”.

Grillo: subito voto online per squadra e programma governo

“Dalla prossima settimana inizieremo a votare online il programma di governo e in seguito la squadra di governo. Auguriamo buon lavoro al Presidente Mattarella in questo momento cruciale. Come prima forza politica del Paese siamo disponibili a fare tutti i passi necessari per arrivare alle elezioni politiche. Una lezione per tutti: non si puo” mentire per sempre al popolo senza subire conseguenze”. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo.

Salvini: al voto il prima possibile, non ci sono 6 mesi

“Qualunque sia la legge elettorale che verra” fuori dalla Consulta, gli italiani dovranno avere il prima possibile le possibilita” di scegliere un governo legittimato dal voto popolare. Non ci sono 4, 5, 6 mesi da perdere con il quarto coniglio, dopo Monti, Letta e Renzi, che esce dal cappello delle banche e della finanza”. Lo dice Matteo Salvini a proposito delle ipotesi di formazione di un governo di transazione.

Moscovici: “L’Italia è un Paese solido con istituzioni solide”

Il commissario Ue per gli Affari economici commenta l’esito del referendum in Italia: “L’Italia è un Paese solido con istituzioni solide, che farà fronte a un periodo di incertezza per le dimissioni del premier Renzi”. E’ un Paese estremamente stabile, impegnato in Europa, “è una grande economia”, aggiunge Moscovici.

Le Pen:  l’Italia ha ripudiato Ue e Renzi

Anche la leader dell’estrema destra francese, Marine Le Pen, ha commentato il risultato del referendum in Italia.
“Gli italiani hanno ripudiato la Ue e Renzi. Bisogna ascoltare questa sete di libertà delle nazioni e di autodifesa!”, scrive Le Pen su Twitter.  “Bravo al nostro amico Salvini per questa vittoria del No”, aggiunge.

Hollande: rispetto per la scelta di Renzi

Il presidente della Repubblica francese, Hollande, “prende atto con rispetto della decisione di Matteo Renzi di presentare le sue dimissioni dopo il risultato negativo del referendum in Italia”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo.  Hollande “rende omaggio al dinamismo” di Renzi e alle “sue qualità messe al servizio di riforme coraggiose per il suo Paese”. E “auspica che l’Italia trovi in se stessa le energie per superare questa situazione”.

Alfano: abbiamo perso la partita per Italia

Il ministro dell’Interno Alfano su Facebook ammette la sconfitta al referendum. “Insieme a milioni di italiani abbiamo giocato una bella partita e l’abbiamo persa”, scrive Alfano. “E’ stato bello e giusto giocarla: per l’Italia”, sottolinea il leader di Ncd.

Il capogruppo di Ap alla Camera, Lupi, precisa che la maggioranza di governo “non c’è più”, “ha finito il suo compito”. “Adesso il Presidente Mattarella dovrà cercare una nuova maggioranza”.  Poi annuncia la riunione dei gruppi Ap per martedì.Mercoledì la direzione Ncd.