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Destra, sinistra e grillini: ‘al voto, al voto’

Mattarella frena: Renzi resta per completare l'iter parlamentare della legge di Bilancio. Poi la legge elettorale.

Il Faro on line – Al voto, al voto. La variegata compagine elettorale che si è divisa e unita nel referendum come elettroni che sbattono uno contro l’altro, sembra aver trovato un’idea bipartisan che accomuna tutti: la necessita di ridare quanto prima la parola agli italiani. Mattarella però non condivide l’ipotesi di febbraio; servono i tempi tecnici per la decisione della Consulta sull’Italicum e l’eventuale correzione della legge.

Il Presidente Mattarella ha ricevuto al Quirinale il premier Renzi, che ha tenuto nel tardo pomeriggio di ieri un Consiglio dei ministri ‘lampo’ a Palazzo Chigi nel quale avrebbe dovuto formalizzare le sue dimissioni. In una nota diffusa al termine dell’incontro durato circa mezz’ora,si precisa che Mattarella, “considerata la necessità di completare l’iter parlamentare della legge di Bilancio, ha chiesto al presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni, per presentarle al compimento di tale adempimento”. Ma destra, sinistra e grillini spingono tutti in una sola direzione: le urne.

Richetti: Pd chiederà a Colle elezioni

Il Pd chiederà a Mattarella di andare al voto quanto prima. Lo ha affermato il dem Matteo Richetti, a ‘Otto e mezzo’, su La7. “Il Pd non ha paura delle elezioni”.”Andremo dal Capo dello Stato a dare il nostro sostegno ad ogni soluzione”, ha spiegato, riferendosi alle prossime consultazioni al Colle. “Bisogna però andare al voto il prima possibile”, “non si può fare un 4° governo non eletto. Ridiamo la parola agli elettori, con una legge che dia la possibilità a chiunque vinca di avere la necessaria solidità” di governo.

Alfano: con Matteo possiamo vincere

“Meglio andare al voto” a febbraio, anche perché con “Matteo possiamo vincere”. Lo dice il leader Ndc e ministro dell’Interno Alfano al Corriere della Sera,escludendo quindi un’alleanza con Berlusconi e il centro destra. Alfano auspica una pronuncia della Corte costituzionale sulla legge elettorale “entro i tempi delle elezioni anticipate”, con “il premio alla coalizione togliendo il ballottaggio”. Sui nomi del governo tecnico non si sbilancia ma “molto conterà quello che decide il Partito democratico”

Meloni: noi siamo pronti al voto

“Noi siamo pronti: in poche settimane possiamo avere legge elettorale, candidato premier e pure vincere. Non ci faremo prendere in contropiede da Renzi. Dimettersi subito e fare le valigie era il minimo che il segretario Pd potesse fare. Il popolo italiano si è ripreso la sua sovranità non appena lui gliel’ha consentito. Altre dimissioni non sono arrivate, ovvero quelle del regista di questa fallimentare operazione: Giorgio Napolitano. Se si è dimesso il Papa… può certamente farlo anche un senatore a vita», ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un’intervista al quotidiano “Libero”.