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#Fiumicino Rugby, dentro la sentenza. I giudici: “Hanno agito con la convinzione di svolgere una funzione educativa”

Il Tribunale federale: nessun "pestaggio" né "spedizione punitiva". Per i giudici "un eccesso, non scusabile e sanzionabile, di potere"

#Fiumicino Rugby, dentro la sentenza. I giudici: “Hanno agito con la convinzione di svolgere una funzione educativa”

Il Faro on line – Sono state pubblicate dal Tribunale federale del Rugby le motivazioni con le quali sono stati comminati tre mesi di squalifica a 4 tra allenatori e dirigenti del Fiumicino Rugby per un caso di maltrattamenti denunciato durante un a trasferta.
E’ una sentenza a due facce: se da una parte si ribadisce che qualcosa non è andato per il verso giusto, dall’altro si spazza via l’accusa più grave (ed è per questo che non sono scattati i 5 anni chiesti dalla Procura del Coni ma “solo” tre mesi), ossia l’aggravante di aver organizzato una vera e propria spedizione punitiva con l’intento di picchiare i ragazzi.

Secondo il tribunale federale si è trattato di “un eccesso non scusabile, dimostrato e sanzionabile per aver agito abusando del potere connesso al ruolo”, ma precisa anche che “gli incolpati hanno agito con la convinzione di svolgere una funzione educativa”.
“Ritiene il Tribunale – è scritto in sentenza – che le richieste formulate dalla Procura (il massimo come detto, ndr) siano sproporzionate rispetto all’entità della violazione e, probabilmente, frutto anche di suggestioni che hanno condotto ad una interpretazione dei fatti e delle intenzioni degli agenti non corrispondente – secondo il Tribunale – a ciò che realmente è avvenuto e come è avvenuto”.
Il Tribunale non ritiene possibile definire ciò che è accaduto come una spedizione punitiva, con conseguente pestaggio, cosa invece proposta dalla Procura del Coni.

Nel dettaglio, secondo la ricostruzione della Fir (Federazione italiana rugby) gli allenatori avrebbero pescato nel normale giro di controllo serale i ragazzi non ancora a letto e ancora sporchi, senza aver fatto la doccia. Ad un secondo giro di ‘ronda’, dalla stanza provenivano ancora voci, e quindi – visto che gli atleti avevano contravvenuto alle disposizioni date alla squadra – sono entrati per dare una lezione ai giovani sottoposti alla loro vigilanza. Ma gli atteggiamenti sentiti come autorevoli e d’esempio – a detta del Tribunale – tali non erano, soprattutto perché “non hanno tenuto conto della doverosa ponderazione circa la sensibilità, il carattere e la specifica personalità dei singoli ragazzi”.

Poi c’è la storia della “pezza sulla spalla”, cioè un colpo dato a uno dei ragazzi per “costringerlo” a fare la doccia e ad andare a dormire. Secondo il Tribunale, pur censurando l’episodio, non assume i connotati di un pestaggio, tant’è che l’indomani i ragazzi erano normalmente in campo a giocare.
Insomma, una ricostruzione che ha fatto scendere drasticamente la pena, passando dai 5 anni richiesti ai 3 mesi comminati.

Fonti vicine agli accusati specificano che “il Tribunale federale ha accertato i fatti senza conoscere la versione delle parti incolpate le quali, per ovvi motivi, non hanno potuto produrre adeguata attività difensiva in vista del procedimento di giustizia ordinaria”.
Ieri l’udienza penale davanti al Giudice di Pace di San Donà del Piave. La prossima udienza è stata calendarizzata a ottobre 2017.