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#Fiumicino parla romeno. Immigrazione, prevale la componente europea

La media è più alta rispetto al dato nazionale ma in linea con tutta la provincia di Roma

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#Fiumicino parla romeno. Immigrazione, prevale la componente europea

Il Faro on line – Stranieri. Sembrano tanti, certe volte troppi. In alcuni casi – i più estremi – si alzano barricate e si lancia l’allarme contro l’invasione, in altri, a compensare il piatto della bilancia, si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà e accoglienza. Ma quanti sono realmente? In una comunità dove le derive xenofobe si alternano ai progetti di integrazione, la presenza degli immigrati sul territorio raramente viene valutata in base alla realtà dei fatti, cifre alla mano. Spesso quello che conta di più è l’impatto emotivo che il fenomeno genera sul tessuto sociale: incalzati dalla crisi economica i cittadini rischiano di vedere nei migranti l’ennesima minaccia ad una situazione già tanto precaria, trasformandoli in un vero e proprio capro espiatorio. Nessuno – di certo – si ferma a contarli, per capire davvero quanto la loro presenza incida sul territorio. Eppure basterebbero un paio di click: i numeri sono alla portata di tutti e a fornirli è l’Istituto Nazionale di Statistica.

Dall’ultimo censimento ufficiale, nel nostro Comune i residenti stranieri sono 9.535 e rappresentano lo 0,2% circa del totale nazionale degli immigrati presenti nel nostro Paese, una cifra che a gennaio 2016 si assestava intorno ai cinque milioni di unità. A livello regionale, invece, gli stranieri di Fiumicino rappresentano l’1,5% dei 645.159 immigrati presenti nel Lazio, regione che ospita il 13% degli stranieri residenti sul territorio nazionale.

Una presenza in aumento se si confrontano i dati attuali con quelli relativi a gennaio 2015, quando gli immigrati censiti erano 8.994, 541 in meno rispetto a quelli di gennaio 2016. Un incremento di presenze che si mantiene costante senza subire flessioni almeno dal 2012, con una crescita che è stata ben superiore alla media nazionale che si è assestata per l’anno in corso intorno allo +0,2%.

L’impatto del fenomeno sulla popolazione complessiva comunale è del 12,2% una percentuale importante se la si paragona alla media regionale che è dell’11%, ma ancora più rilevante a fronte della media nazionale dell’8,3%. A Fiumicino, è evidente, c’è una presenza di stranieri superiore alla media: un dato che può mettere in allarme, ma che ritrova subito un senso se lo si confronta con i dati provinciali. Oltre l’82% degli stranieri residenti in regione, infatti, è registrato nella provincia di Roma, dove l’incidenza degli immigrati è del 12,2%. E Fiumicino non rappresenta quindi un’eccezione a livello provinciale. Un analogo discorso si può fare riguardo alla crescita delle presenze: il nostro comune infatti, con il suo + 0,5% non è un caso isolato in una provincia dove l’aumento medio è stato del +1%.
Per quanto riguarda l’età degli stranieri abitualmente residenti nelle nostre località, anche in questo caso il nostro Comune si allinea con la situazione regionale: gli immigrati, infatti, costituiscono una quota di popolazione giovane e oltre il 75% di essi ha un’età inferiore ai 44 anni; i minori (in aumento rispetto agli anni passati) sono 1.908, il 20% del totale, mentre gli ultra 60enni sono appena 414 e con il loro 4,3% rimangono una quota di gran lunga minoritaria. Non si può parlare di una prevalenza tra i due sessi: anche se le donne sono la maggioranza, con il loro 51%, superano la popolazione maschile di appena 195 unità, con un peso che cresce nelle fasce d’età medio alte, tra i 40 e i 50 anni.

Risulta ormai consolidata la suddivisione dei residenti per aree di provenienza: in ordine decrescente Europa, Asia e Africa rappresentano i primi tre continenti di origine. Per il 68,1% quindi i residenti stranieri provengono da paesi europei, il 60,1% è cittadino comunitario.
Quasi la metà degli immigrati proviene dalla Romania, che con i suoi 4.720 stranieri residenti rappresenta il 49,5% del totale ed è la comunità più numerosa presente sul nostro territorio. Seguono la Repubblica Popolare Cinese con il 5,9%, poi l’India con il 5,7%, il Bangladesh (4,5%), a testimoniare come il continente asiatico con il suo 19,1% sia il secondo continente con più presenze in questo Comune. Infine sono Paesi che superano le 300 unità: la Polonia (4,1%), l’Ucraina (3,4%), l’Egitto (3,3%) e la Bulgaria (3,2%). Una controtendenza rispetto alle medie regionali rappresenta la comunità filippina che con il suo 1,5% è molto lontana dal 7% della quota laziale.
Ecco, questi sono i fatti. Se gli immigrati siano una risorsa o una minaccia per il nostro territorio le cifre non possono dircelo. I numeri possono dire il “quanto”, il “come” ce lo potranno rivelare solo i rapporti saremo in grado di creare in questa società che ogni giorno sta diventano – questo è certo- sempre più multietnica.

 

 

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