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Iag-Ams, l’ultimo imprevisto. Si dimette l’Accountable manager, a rischio il summit al Mise

Conti alla mano, la paura dello svuotamento dell’azienda è concreto

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Iag-Ams, l’ultimo imprevisto. Si dimette l’Accountable manager, a rischio il summit al Mise

Il Faro on line – Se prima ci si preoccupava per il ritardo di circa 6 mesi dall’acquisizione dell’asset all’ipotesi di iniziare ad operare sul mercato, adesso lo scenario si fa ancora più cupo. Le dimissioni di Oreste Murri, Accountable manager per l’Europa dell’americana Iag, acquirente della ormai ex Ams, Alitalia Maintenance Systems, provocheranno due contraccolpi micidiali. Il primo – non sicuro ma possibile viste anche le altre riunioni – è l’inutilità di una riunione, quella programmata al Mise per i prossimi giorni nella quale si doveva chiarire il futuro dell’azienda, in quanto risulterebbe senza l’attore principale, e cioè il proprietario degli asset; la seconda, è il probabile slittamento di oltre un mese di un possibile nuovo summit, tempo in cui si dovrebbe decidere da Miami il nuovo management ma anche il tempo in cui potrebbe concretizzarsi il più nefasto scenario che i sindacati – a dire il vero – paventavano anche al tempo in cui in gioco c’erano solo le offerte per comprare Ams.

Il rischio è che venga nel frattempo svuotato l’intero magazzino dell’Ams fino a farlo diventare un capannone vuoto, per poi abbandonare l’impresa e con essa i lavoratori italiani.
Ovviamente ci auguriamo che così non sia, e spetterà alla Iag rassicurare lavoratori e al Governo vigilare sul futuro di un’eccellenza italiana. Ma facendo due conti, la paura è alta: il costo dell’acquisizione è stato infatti di 3 milioni 600.000 dollari, che in euro fanno più o meno 3 milioni e mezzo. In quei magazzini c’è materiale del valore di circa 5 milioni di euro. Basta un pallottoliere per ipotizzare lo spettro di uno svuotamento che, in parte, è già iniziato proprio verso Miami.

Uno scenario che avrebbe ricadute anche su altre aziende italiane. Attualmente infatti anche per la Atitech sembrerebbe prospettarsi un ridimensionamento; la principale compagnia aerea cliente di Atitech è Alitalia Etihad. ma i due hangar di revisione/manutenzione e di verniciatura a Capodichino cominciano ad avere meno commesse. La partnership con Ams (ora Iag) avrebbe rappresentato un punto di forza. Ma è nei piani americani? Alla finestra c’è sempre la seconda arrivata, sempre americana, la texana Jetran, il cui piano industriale ai sindacati sembrava più appetibile e concreto già la scorsa estate.
La fideiussione non è stata mai ritirata. Se il Governo volesse, c’è ancora margine…

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