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#Montalto, “Gesù è tornato sulla Terra”. foto

Il 17 dicembre abbiamo riso tutti al titolo del musical portato in scena dalle classi prime della scuola media di Montalto

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#Montalto, “Gesù è tornato sulla Terra”.

Il Faro on line – Il 17 dicembre abbiamo riso tutti al titolo del musical portato in scena dalle classi prime della scuola media di Montalto di Castro. Un sorriso “pensieroso” è per la provocazione che tante volte viene rivolta a noi adulti: «Va bene, celebri il Natale ogni anno ma se Gesù tornasse veramente, saresti in grado di riconoscerlo?…»

Un altro sorriso è per lo scopo di questo spettacolo: raccolta di un piccolo fondo da inviare ai comuni di Ussita e Visso, come segnale di solidarietà degli studenti di questa scuola verso gli studenti e la popolazione dei luoghi colpiti dal sisma.

Di questa iniziativa si è reso promotore e regista un professore dell’Istituto, Daniele Costantini, che insieme alle professoresse Sarti e Prosperini e con la collaborazione dei genitori ha messo in scena un musical efficace, coinvolgente, dal vago sapore delle recite natalizie per bambini, epperò interpretato da preadolescenti in forma, soprattutto per l’ironia con cui sono stati recitati i ruoli.

Ecco. L’ironia è stato il filo conduttore per eccellenza di questo spettacolo, che ha offerto un’occasione per pensare e divertirsi al contempo. E ce l’hanno offerta i ragazzi, pensa un po’!

Questo il canovaccio. In Paradiso le notizie viaggiano rapidissimamente di nuvola in nuvola (fibre ottiche aeree…?), e c’è agitazione per il circolare di notizie false e tendenziose intorno a Dio, che sarebbe in qualche modo il responsabile di tutto ciò che non va sulla Terra. Quattro attori dialogano animatamente: sono la Madonna, Gesù, Dio stesso e San Pietro, che fa una disamina impietosa degli ultimi 2000 anni di storia. Le cose vanno malissimo, ma Dio non ci sta ad accollarsi tutta la responsabilità (si sa, gli uomini sono stati lasciati liberi di scegliere e agire).

A San Pietro viene un’idea a dir poco geniale. Rimandare Gesù sulla Terra, che però non ne vuole sapere, vista l’ultima esperienza. <> dice Dio <>. Lo spunto è degno, per un credente, di riflessioni ben più serie.

Gesù prepara la valigia, intorno al 24 dicembre, e parte. E quaggiù non lo riconoscono. Per forza, aspettano tutti un bambinello nel proprio presepe, o in quello della cattedrale. Vagli a spiegare che l’umanità in cui Cristo prende vita è invece l’identità del povero, dell’ultimo nella scala sociale, dell’emigrante, del disperato.

Ma l’umanità non è messa così male, e lascio immaginare l’epilogo positivo della storia, in uno scontro epocale sul palco in cui la Terra è contesa tra l’esercito di angeli-piumati vestiti di bianco e i demoni con corna rosso-fosforescente, guidati da uno “strepitoso” Lucifero (è sempre così; anche nelle nostre riminiscenze scolastiche dantesche l’inferno rimane più impresso del paradiso…).

È stata un’ora a teatro veramente gustosa.

Usciamo tutti dal Padovani di Montalto con il motivetto musicale ascoltato all’inizio dello spettacolo, che ancora gironzola in testa. La musica è quella di “Oh Happy Day” ma le parole cantate dai ragazzi sono altre: «SCUSA GESÙ, TI DO DEL TU, GIOCA CON NOI…»

E ti scordi per un attimo di essere adulto. 

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