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Decreto 42 e vincoli idraulici, il Comune pronto al ricorso al Tar e al Tribunale delle acque

La provocazione: rischio esondazione, se passa in vincolo R4 il Prefetto dovrà sgombrare 30.000 abitanti

Il Faro on line – “Sottolineiamo da anni che questa situazione è veramente vergognosa: nel 2012 dicemmo che in quei terreni non doveva essere pagata l’Imu. Ma la cosa più grave, che nessuno considera, è il fatto che oggi ti trovi una città totalmente abusiva, senza abitabilità. Questa situazione non può perdurare e per questo va risolta senza fare proteste eclatanti. Chi si prenderà la responsabilità di far evacuare un intera città?” A parlare è Massimiliano Catini, responsabile locale de La Destra, sul tema dei vincoli a Fiumicino.

In particolare l’attenzione è puntata sul Decreto 42, quello cosiddetto «rischio alluvione», che di fatto blocca il comparto edilizio in tutto il territorio. Ma Catini va oltre: «Lasciando stare ciò che c’è da costruire, parliamo di cosa è già costruito. Decine di migliaia di persone, scuole comprese, insistono su un territorio che è considerato a rischio morte. Non si può mettere un vincolo e fare finta di nulla. Delle due l’una: o si risolve il problema della sicurezza, e vale per tutti, oppure si deve sgomberare l’intera città, e va fatto prima che qualcuno muoia. Non c’è una terza via». Un concetto ribadito a gran voce da Mauro Gonnelli e William De Vecchis in sede di Consiglio comunale.

Bisogna «ringraziare» la sindaca di Roma, Virgina Raggi, se il famigerato Decreto 42 dell’Autorità di Bacino è diventato immediatamente esecutivo. Arriva la conferma d’atti: con numero di Protocollo 81993 del Gabinetto del Sindaco di Roma, Il Campidoglio ha scritto al segretario generale dell’Autorità di Bacino del Fiume Tevere il 13 dicembre scorso, un giorno prima della seduta del Comitato tecnico convocata all’indomani mattina in via Monzambano, per chiedere espressamente “che si proceda all’elaborazione finale della proposta di mappatura del rischio idraulico, così come proposta dalla Segreteria tecnica di codesta Autorità”.

Di questo si è parlato oggi  – come accennato -nel Consiglio comunale aperto ai cittadini, convocato d’urgenza dopo la decisione dell’Autorità di Bacino del Tevere di apporre nuovi vincoli sul territorio. La consigliera Fabiola Velli (M5s) ha allargato il discorso sul dissesto idrogeologico nell’intera regione, e sottolineato la necessità di un cambio di strategia sul rischio idraulico, difendendo di fatto il Decreto dell’Autorità di Bacino. In quanto comunque modificabile, nel momento in cui cambiassero le condizioni, magari dopo intervento umano a tutela della collettività».

E’ riemerso anche il problema della rivisitazione degli estimi catastali, con particolare riferimento alle tasse pagate fino ad oggi e per il futuro.

Infine il sindaco, che ha chiarito come Fiumicino non stia facendo “alcuna nuova richiesta al di fuori delle previsioni di carattere urbanistico approvate da anni e nel pieno della legalità“. Dunque niente dietrologie su chissà quali speculazioni cementifere in arrivo, ma una lotta per l’esistente. Particolare non trascurabile: “Su quella piantina del decreto in arrivo, ci sono anche parti di piste aeroportuali”. Altro che sviluppo del Da Vinci, secondo quelle piantine le piste andrebbero fermate…

L’ordine del giorno è stato approvato quasi all’unanimità, con l’astensione del solo M5s.

In chiusura la notizia “bomba”: il Comune è pronto a fare ricorso al Tar e al tribunale delle acque contro la procedura adottata dall’Autorità di Bacino. E’ stata già fatta una lettera cautelativa per stoppare l’approvazione di quella delibera; ma se non sortirà l’effetto sperato si passerà alle carte bollate. “Peraltro subiamo un danno di carattere erariale – ha concluso il Sindaco – per aver chiesto tasse su terreni non edificabili. Dovremo intervenire sulla delibera del 2009, nel merito dei parametri di pagamento rispetto alle aree edificabili previste dal Prg. E questo creerà un danno al Comune per forzature fatte da altri”.