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Decreto 42, l’assessore Di Genesio Pagliuca: “Il M5S informato male. Il Decreto è tombale perché nega qualunque aumento del carico urbanistico. Faremo ricorso”

LK'Assessotre: "Se l’Autorità di Bacino non desisterà, pronti i ricorsi di Comune e cittadini"

Decreto 42, l’assessore Di Genesio Pagliuca: “Il M5S informato male. Il Decreto è tombale perché nega qualunque aumento del carico urbanistico. Faremo ricorso”

Il Faro on line – “E’ falso che non cambi nulla e che il territorio non subirà conseguenze. Ad esempio, i cambi di destinazione d’uso posti in qualunque situazione (a due metri, col piano piloty, ecc.) non saranno possibili all’Isola Sacra, se non per le zone escluse dal vincolo, che sono una parte infinitesimale del quartiere”. A parlare è l’assessore all’Urbanistica, Ezio Di Genesio Pagliuca, rispondendo alle critiche del consigliere del Movimento 5 Stelle Fabiola Velli, “che ho ha studiato male le carte – dice – o ha avuto un suggerimento altrettanto sbagliato.

La formulazione delle norme sul rischio alluvione dice che non ci deve essere aumento del carico urbanistico, e dunque qualunque modifica da non residenziale a residenziale fa sì che ci sia un aumento del carico urbanistico, e dunque ricade sotto divieto. Dunque non si può più fare nulla.
Considerando che questa è la base della prescrizione, figuriamoci tutto il resto. E’ evidente che resta tutto bloccato e non si potrà fare praticamente più niente. Neanche quello che è previsto dal nostro Piano regolatore, datato 2006 dunque recentissimo, approvato non solo dal Comune di Fiumicino ma dalla Regione Lazio, con tutti i pareri degli enti interessati, ivi compresa l’Autorità di Bacino.

Il tema vero è che la situazione tra Fiumicino e Ostia è completamente diversa, perché sul territorio del X ci sono stati studi accurati e certificati, a Fiumicino non è stato fatto nulla di simile. Gli studi li abbiamo fatti noi, accurati; addirittura avevamo chiesto, con nota ufficiale, che li facesse direttamente l’Autorità di Bacino e il Comune li avrebbe pagati, ma la proposta è stata declinata, non sappiamo per quale motivo; a quel punto noi abbiamo mandato le osservazioni nei tempi giusti, e in più – dopo un anno, circa un mese e mezzo fa – gli abbiamo inviato ufficialmente i nostri studi.

L’Autorità di Bacino ci ha risposto che gli studi non dovevano arrivare dal Comune ma dalla Regione, in quanto ente proponente; fino ad oggi che, rimangiandosi quanto detto in precedenza, ci dicono che non è la Regione che può proporre di stralciare la zona di Fiumicino.
Noi avevamo detto; visto che su Ostia esiste uno studio fatto dall’Università di Roma Tre su Fiumicino no, non riteniamo corretto applicare al nostro territorio prescrizioni basate su approfondimento fatti altrove, che nulla ha a che vedere con noi se non una vicinanza geografica. Per questo chiedevano la non emanazione del decreto, ma l’Autorità di Bacino avrebbe comunque potuto emanarlo stralciando la posizione di un territorio ancora non cartografato.
Addirittura, proprio per questo motivo, la Regione Lazio aveva chiesto il ritiro del decreto assicurando la fornitura dei nuovi studi entro l’11 di gennaio, quando è prevista una nuova riunione del Comitato tecnico; la nuova proposta avrebbe omogeneizzato i diversi studi fatti su Ostia e Fiumicino dando così una visione d’insieme.

A fronte però delle dichiarazioni del Movimento 5 Stelle e della lettera della Raggi il Comitato tecnico ha deciso di dare il via libera alla firma del Decreto 42 così come era stato presentato, con uno studio su Ostia fatto valere anche per Fiumicino.
Adesso stiamo aspettando di vedere come si comportano, di capire cioè se effettivamente il Decreto sarà emanato e dunque operativo.
Proveremo comunque a riportare all’attenzione dell’Autorità di Bacino, per il tramite della Regione, le osservazioni già evidenziate. Noi, e i cittadini per la loro parte, se dovesse essere approvato il Decreto così come proposto, metteremo in campo tutti gli strumenti legali possibili per fermare una decisione che non solo lede un diritto sacrosanto dei cittadini ma provoca danni pesantissimi all’erario.
«Abbiamo già dimostrato di essere contro la cementificazione selvaggia e di voler imporre regole ferree per coloro che in qualunque modo vogliano costruire sul territorio, dunque il problema non è questo. Sono i diritti lesi dei cittadini su un Prg vigente”.