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La posizione del Comitato spontaneo #Isola Sacra: “Revisionare gli estimi”

Il Comitato: "Imu sulle seconde case, capannoni e negozi. Ingiusto far pagare con il vincolo R4. Ecco perchè"

La posizione del Comitato spontaneo #Isola Sacra: “Revisionare gli estimi”

Il Faro on line – “Sono ormai alcune settimane che si rincorrono voci e notizie. Nessun oggi è in grado di dare informazioni ufficiali, ma solo sprazzi di atti, documenti, lettere che rilanciano nuovamente il territorio di Isola Sacra nella più totale incertezza circa l’eliminazione dei vincoli e la messa in sicurezza del territorio. O meglio, alcune certezze ci sono: non si può edificare nulla, e si devono pagare le tasse”. Inizia così un lungo comunicato del Comitato Spontaneo Isola Sacra, che interviene sul tema del rischio alluvione e più in generale sui vincoli che insistono sul territorio di Fiumicino.

“L’ultimo tassello dei numerosi vincoli che assediano il territorio, agosto 2015, l- è scritto nel comunicato – lo ha posto l’Autorità di bacino del fiume Tevere, dopo aver valutato con più gravità appena due mesi prima il rischio da esondazione, emanando il famoso decreto 42.
Tutta la zona di isola sacra è a rischio, addirittura rischio morte e incolumità per le persone e cose derivante dal rischio alluvione. Il terreno e canali primari e secondari della bonifica non sono in grado di garantire la sicurezza del territorio in caso di pioggia ed eventi climatici straordinari.
Da subito il decreto solleva un vespaio di polemiche e perplessità: non solo i proprietari terrieri, cittadini e istituzioni capiscono che qualcosa non torna.
Di fatto il decreto è stato emanato senza alcuna indagine effettiva sul territorio, almeno il territorio di Fiumicino e di Isola Sacra in particolare: un modello matematico basato su studi e rilevazioni nel territorio del x municipio di Roma Capitale è stato applicato su tutto il territorio del comune di fiumicino senza alcuna indagine o rilievo sul territorio stesso. Peraltro il vincolo viene imposto con decreto del segretario generale dell’autorità di bacino, scavalcando con un cavillo giuridico di dubbia legittimità tutto l’intero iter procedimentale previsto per la perimetrazione di nuovi vincoli o rischi.
Tutto questo ha portato a migliaia di osservazioni al decreto che dall’agosto 2015 avrebbe dovuto essere definitivamente approvato (o ritirato) entro i successivi 90 giorni.

E invece… il decreto vive in un limbo tra la sua applicazione di fatto e la sua efficacia giuridica definitiva, sottoposta ad una successiva approvazione mai arrivata. Ma di fatto il decreto ha sortito lo stesso i suoi effetti: la Regione lazio, con note del giugno 2016, espressamente scrive al Comune di fiumicino che non procederà ad esprimere più pareri geovegetazionali sui comparti di isola sacra. Finché la questione del decreto 42 non verrà risolta, non si potrà considerare risolto il problema sicurezza. Nessuna edificazione è possibile.
Il decreto 42 infatti dichiara il territorio afflitto dal rischio più elevato. R4, rischio morte. Il che vuol dire che nelle zone vincolate (di fatto il 90% del territorio di isola sacra) non si può edificare, ma solo demolire, senza ricostruire.

Nelle ultime settimane sembrava che tutte le perplessità e criticità dovessero trovare una prima risposta. A fine novembre infatti si rincorrono notizie e voci che il decreto sarebbe stato revocato, in attesa di procedere alle indagini effettive, richieste da più parti e da più enti, comune di Fiumicino in testa (il quale peraltro risulta aver commissionato studi a proprie spese che sembrano smentire in larga parte il fondamento dello stesso decreto 42) per continuare con la Regione Lazio, la quale a sua volta sembrava aver promesso all’autorità di bacino alcune soluzioni alternative, da proporre entro i primi giorni di gennaio.
Poi la doccia fredda: nella riunione del 14 dicembre, l’autorità non solo non ha revocato il decreto, ma lo ha approvato definitivamente (sembra, assegnandone la nuova numerazione di decreto n. 57).

Gli effetti sono tombali: sulla quasi totalità del territorio del comune di Fiumicino, in particolare su Isola Sacra è impedito qualsiasi tipo di intervento edificatorio. La zona è tutta in R4, rischio morte, che impedisce interventi edilizi e consente esclusivamente la c.d demolizione senza ricostruzione. Un vincolo R4 che si unisce e sovrappone ad un altro vincolo R4, quello del c.d. rischio da esondazione, proprio nel momento in cui quest’ultimo vincolo sembrava trovare una soluzione con la realizzazione dell’argine dopo quasi 20 anni.
Dal punto di vista tecnico una cosa è certa. Se il territorio è a rischio il territorio deve essere messo in sicurezza; se il territorio è a rischio morte, deve essere messo in sicurezza senza alcun ritardo, con urgenza e con l’adozione di ogni strumento utile a mitigare il rischio nel breve periodo ed eliminarlo nel lungo periodo. Nel territorio di Fiumicino vivono oltre 30 mila residenti, senza contare che nel periodo estivo la popolazione triplica.
D’altronde il piano di bacino, sui cui i vari decreti all’autorità di bacino vanno ad incidere e modificare, è e rimane uno strumento programmatico che deve delineare le priorità di intervento e la conseguente allocazione delle risorse per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza.
Ma le risposte alle sollecitazioni risultano, nel caso di Fiumicino, da una parte troppo lente, dall’altra troppo politicizzate.

Tanto per comprendere i tempi: il rischio idrogeologico da esondazione era ben conosciuto fin dagli anni ’90, tanto che lo stesso rischio è stato contemplato nel piano regolatore del comune di Fiumicino (del 1999, approvato definitivamente nel 2006 dalla Regione Lazio). Ma gli interventi strutturali per l’eliminazione del rischio (e, conseguentemente, del relativo vincolo) sono stati realizzati in parte solo negli ultimi 5 anni (realizzazione della banchina del canale destro nel 2012, la conseguente deperimetrazione del rischio è arrivata dopo quasi altri 5 anni, proprio questo dicembre); realizzazione dell’argine per la definitiva messa in sicurezza dell’abitato avviata solo dopo l’estate 2016 (termine, collaudo e successiva deperimetrazione dal vincolo a quando?). Nel frattempo sono passati più di 30 anni. Cosa accadrà con il vincolo da alluvione? Quali i tempi?

La politica. Questo è il vero nodo dolente. La vicenda del rischio alluvione ha connotati del tutto particolari e ogni ente preposto ha, a suo modo, un ruolo determinante.
Tanto per cominciare, l’autorità di bacino: come è possibile affermare che un intero territorio è a rischio di morte, senza aver effettuato un solo e uno solo esame o rilevamento su quel territorio?. Eppure, tra i tanti, il Comune di Fiumicino ha commissionato a proprie spese una indagine sul territorio (che avrebbe dovuto effettuare la stessa Autorità di bacino del fiume tevere, se non prima di apporre il vincolo, quanto meno per avere conferma di quanto determinato con il decreto 42).
Studi che in gran parte smentiscono l’autorità di bacini stessa, e nella specie i presupposti del decreto 42. Se di zone a rischio sicuramente si può parlare, altrettanto sicuramente è da escludere un rischio morte e quindi la classificazione R4. Dall’altra la Regione che sembrava in grado di proporre soluzioni tecnicamente alternative entro i primi giorni del 2017, ma sembra presa a sua volta in contropiede dal repentino cambio di marcia dell’autorità di bacino.
D’altronde è stessa Regione, nella persona dell’assessore Refrigeri, nella assemblea pubblica del 8 giugno presso il Consiglio Comunale di Fiumicino rappresentava trionfante che il rischio da esondazione sarebbe stato definitivamente risolto con la realizzazione dell’argine, mentre il rischio da alluvione (decreto 42) non avrebbe avuto una lunga vita; a distanza di una settimana appena, il 18 giugno, quella stessa Regione rigettava i pareri sui comparti di Isola Sacra per l’insistenza proprio del rischio da alluvione individuato con il Decreto 42.
Ancora l’Autorità di Bacino che, se da una parte rimane “impermeabile” alle soluzioni tecniche alternative, dall’altra sembrerebbe essere estremamente sensibile alle sollecitazioni e inviti provenienti da Roma Capitale: il decreto, infatti, coinvolge territori estremamente ampi e non è possibile un frazionamento. Da cui, sembra che il Sindaco di Roma, con nota prot. N. 81993 del 13 dicembre, abbia sollecitato l’autorità di bacino all’adozione definitiva del decreto 42 (adottando la numerazione 57). Sollecitazione che è stata quindi accolta proprio nella riunione del 14 dicembre.

Per finire, ma con un ruolo assolutamente determinante, il Consorzio di Bonifica del Tevere e Agro Romano ( CBTAR). Il ruolo del CBTAR è infatti fondamentale per comprendere la questione del vincolo da alluvione. Quest’ultimo è strettamente connesso con la capacità del reticolo dei canali di bonifica primari e secondari, nonché con la capacità delle pompe idrovore, di assorbire e smaltire le acque piovane.
Ora, dell’attività del consorzio di bonifica pressappoco non si conosce nulla.
Il consorzio dovrebbe mantenere canali e idrovore attuando un cronoprogramma di interventi che non è dato conoscere (a nulla, fini a questo momento, soni valsi anche i ricorsi al tar, in attesa di essere definiti, promossi dal Comitato Spontaneo Isola Sacra), e per i quali avrebbe dovuto rendere conto alla regione (che a sua volta dichiara nelle aule giudiziarie di non avere competenza al riguardo) e agli enti locali. Sta di fatto che dal sito del Consorzio di Bonifica è scomparsa la calendarizzazione dei lavori.
Sta di fatto che se da una parte il cbtar dovrebbe attuare la manutenzione di canali e idrovore, dall’altra informa la Regione lazio che la situazione dei canali e del reticolo di bonifica è tale da non essere in grado di garantire la sicurezza di persone e cose nel territorio di isola sacra. Paradosso ancora più accentuato laddove lo stesso Consorzio di Bonifica rivendica la propria competenza ad esprimere i pareri sulle concessioni edilizie che il Comune di Fiumicino rilascia o dovrà rilasciare sul proprio territorio. Appare quindi di tutta evidenza come gran parte dell’origine dei vincoli e della questione di sicurezza, ma anche lo sblocco delle concessioni passa nel crocevia fondamentale del Consorzio di Bonifica.

A ben vedere, quindi, il quadro generale lascia intravedere alcuni elementi certi.
Probabilmente e con molta ragionevolezza si può ritenere che il territorio di Isola Sacra sia effettivamente a rischio da alluvione e da esondazione (d’altronde, vista l’origine di bonifica del territorio, diversamente non potrebbe essere), ma tale rischio altrettanto ragionevolmente non può essere classificato come rischio massimo o rischio di morte.
Il vero problema allora non può che considerarsi la politica: il territorio, infatti, non solo soffre delle più classiche negligenze dell’apparato amministrativo, ma soprattutto è vittima di contrasti politici ed effetti collaterali di altre vicende e altre partite che si giocano lontano dal territorio di fiumicino, e molto più verso la Capitale. Sta di fatto che tutta Isola Sacra sta pagando un dazio salatissimo sia in termini di sicurezza che in termini economici.
Il Comitato Spontaneo Isola Sacra, già da anni cerca di tutelare, in base al principio di sussidiarieta ex art. 118 della costituzione, gli interessi diffusi dei residenti con iniziative varie, convegni, ma anche iniziative legali.
Le anomalie della vicenda, purtroppo, richiedono l’avvio di iniziative diversificate.
L’autorità di bacino, ad esempio, non sembra aver seguito criteri obiettivi e tecnici per valutare gli effettivi rischi del territorio. Lo stesso Consorzio di Bonifica la cui attività dovrebbe essere determinante per la mitigazione ed eliminazione del rischio da alluvione, non rende conto delle ingenti somme stanziate per manutenzione di canali e idrovore.

D’altronde la questione sicurezza non può essere messa in secondo piano.
Il Comitato Spontaneo Isola Sacra ha già avviato ed è pronto ad avviare ogni iniziativa opportuna, tra cui ricorsi al tribunale amministrativo del lazio per chiedere la realizzazione di tutte le opere necessarie per la messa in sicurezza del territorio, nonché presentare esposti alla Procura della Repubblica per chiedere di fare luce e chiarezza su tali dinamiche, che considera del tutto anomale
Vicenda risaputa, poi, che l’imposizione fiscale che grava sui terreni resi edificabili dal piano regolatore di Fiumicino, si sia trasformata in una vera e propria emergenza sociale a causa del depauperamento di interi patrimoni.
Alla impossibilità di sfruttare economicamente i terreni si accompagna una tassazione calcolata su criteri assolutamente discutibili di determinazione del valore di mercato dei terreni stessi che peraltro contrasta palesemente anche con alcune valutazioni effettuate d’ufficio dal tribunale di Civitavecchia, seppur nell’ambito di diversi procedimenti civili.
A più riprese il Comitato Spontaneo Isola Sacra ha chiesto all’Amministrazione comunale di rivedere i criteri di determinazione del valore di mercato dei terreni, e lo stesso Sindaco Montino, a più riprese ha prima preso atto della richieste e quindi ha convenuto la possibilità di rivedere l’impianto della delibera di giunta n. 7/2009. Impianto ora più che mai, appare essere lontano dalla reale situazione del territorio.
Così come dopo quasi venti anni di imposizione fiscale risulta lecito per i proprietari liquidare al minimo, pagando la tassazione IMU secondo il criterio agricolo, rimandando all’accertamento con adesione ovvero al ravvedimento eventuali conguagli e compensazioni ulteriori.
Non solo, ma oggi la voce del Comitato Spontaneo Isola Sacra diventa la voce di tutti i cittadini proprietari di un immobile in Fiumicino: il valore di mercato di tali beni, alla luce dei rischi calati dall’Autorità di Bacino e dei conseguenti vincoli, è ben lontano da quello determinato ai fini della imposizione fiscale appare quanto meno necessario rivedere tutti gli estimi catastali.

Appare determinante pertanto un corretto momento di confronto con il Comune stesso, a cui il Comitato Spontaneo Isola Sacra rende plauso per aver già avviato varie iniziative non solo per la messa in sicurezza del territorio, ma soprattutto per aver portato all’attenzione dell’Autorità di Bacino uno studio tecnico sulla reale portata del c.d. rischio da alluvione, disatteso inspiegabilmente dalla stessa Autorità. Il Comitato Spontaneo Isola Sacra plaude, pertanto, l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Fiumicino dell’ordine del giorno del 21 dicembre con il quale è stato demandato al Sindaco Montino di avviare ogni azione utile e necessaria per riportare nella giusta dimensione la questione del rischio da alluvione.
Nel contempo il Comitato Spontaneo Isola Sacra si attende dall’Amministrazione comunale la più volte promessa apertura di un confronto per la revisione della delibera di giunta n. 7/2009 e per rivedere anche la pregressa imposizione fiscale su posizioni aperte e pendenti dei cittadini.