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Documento della Iaaf, alla Russia. Linee guida agli atleti che vorranno gareggiare

L’atleta russo dovrà dimostrare di essere completamente sconosciuto, a qualsiasi coinvolgimento. Intanto, sono stati sospesi 4 atleti di Sochi

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Documento della Iaaf, alla Russia. Linee guida agli atleti che vorranno gareggiare

Il Faro on line – Dopo la clamorosa ammissione da parte della Russia, di aver dopato i propri atleti, durante le Olimpiadi ed altre competizioni internazionali, la Iaaf ha inviato alla Federazione di atletica leggera russa, una serie di direttive, da rispettare.

Niente colori russi. Gli atleti potranno gareggiare solo con vessilli neutrali, come a Rio 2016

L’organizzazione mondiale dell’atletica, guidata da Sebastian Coe, era stata la prima a scendere in pista, contro il sistema russo, in quanto, erano stati i praticanti del suo sport, i primi ad essere coinvolti nello scandalo del doping di Stato. In seguito gli sviluppi della vicenda, post rapporto Mclaren, la Iaaf ha diramato un comunicato, sul proprio sito ufficiale il 3 gennaio, con cui si chiarisce che si permetterà certamente agli atleti russi di gareggiare, nelle proprie competizioni del 2017, tra cui Europei indoor e i Mondiali, ma solamente se, seguiranno alcune indicazioni fondamentali. Ci saranno dei criteri sensibili da rispettare e dovranno essere tutti soddisfatti, da chi vorrà gareggiare. Tuttavia, non sventolerà la bandiera della Russia, sotto l’egida della Iaaf e gli atleti dovranno partecipare, solo in stato neutrale, come accaduto già ai Giochi. Infatti, fino a quando la Russia stessa non avrà adempiuto alle linee guida di verifica, indicate dalla Federazione Internazionale nel 2015, immediatamente dopo lo scoppio dello scandalo, nessun atleta russo potrà correre, saltare e lanciare, con i colori del vessillo russo.

Cruciale il ruolo della Wada. Coloro che hanno fatto parte dei programmi, possono essere ritenuti puliti

Uno dei criteri indicati con severità dalla Iaaf, è quello indicante, che l’atleta possa dimostrare di non essere implicato in alcun modo, nel fallimento della sua Federazione, di porre in essere adeguati sistemi, per proteggere e promuovere gli atleti puliti. Inoltre, questi ultimi, dovranno indicare che nessuno del proprio staff tecnico di riferimento, non sia mai stato coinvolto in nessun episodio di indagine di antidoping. Si pone poi l’accento, sui campioni di urina e sul numero dei controlli, a cui l’atleta stesso è stato sottoposto. In questo caso, si indica con chiarezza che non è necessario essere stato testato oltre confine russo, ma è importante che ogni atleta sia stato parte, in modo sufficiente e pieno, del Codice Wada circa i programmi, dei test antidoping, per appurare una sostanziale assicurazione di integrità. L’inserimento del nome di quell’atleta all’interno del documento della Wada, darà garanzia alla Iaaf, che l’atleta stesso sia sotto il controllo della Wada stessa e quindi, risulti pulito.

200 nomi dal rapporto Mclaren

Il canadese rapporto Mclaren, che sta indagando sullo scandalo del doping di Stato in Russia, ha già provveduto ad indicare alla Iaaf, un elenco lungo di nomi. Sono 200, gli atleti nominati nel rapporto.

Sospesi 4 atleti, medaglie a Sochi 2014. Salteranno le competizioni invernali

Intanto, si mietono le prime vittime. La portavoce della Federazione Russa di Bob, Anna Makarova, ha reso noti alcuni nomi di atleti che sono stati provvisoriamente sospesi dalla competizioni. Sono tre e tutti vincitori di medaglie a Sochi. Con dolore, il mondo dello sport apprende questa notizia, ma consapevole che, ogni campione deve essere pulito, in nome dei suoi valori. Il campione olimpico di skeleton, Alexander Tretyakov, la vincitrice del bronzo, Yelena Nikitina, insieme ad Olga Potylitsyna e Maria Orlova. La decisione è nata, dalle accuse che il Cio aveva mosso, a 28 atleti, di aver violato le regole antidoping, a Sochi. Gli atleti indicati salteranno le prossime tappe della Coppa del Mondo di bob e skeleton.

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