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Figliomeni: “Sollecitiamo l’intervento della Raggi per la riapertura del nido Farmacap all’#Infernetto”

Il Consigliere di FdI: "Dal Comune c'è il silenzio assoluto anche sulle sei educatrici che sarebbero a rischio licenziamento"

Figliomeni: “Sollecitiamo l’intervento della Raggi per la riapertura del nido Farmacap all’#Infernetto”

Il Faro on line – “Quello che è successo oggi durante la commissione Scuola, appositamente convocata su nostra richiesta, ha del paradossale visto che l’Amministrazione Comunale, dopo i disagi ed i danni creati ai bambini, alle famiglie ed alle lavoratrici di Farmacap con il regalo di Natale della D.D. 2899 del 22/12/2016, non ha adottato alcun concreto provvedimento volto alla riapertura del nido gestito da una propria azienda partecipata al 100%, la Farmacap”. E’ quanto dichiara Francesco Figliomeni, consigliere capitolino di Fratelli d’Italia e membro della commissione Scuola.

“Visto l’iniziale silenzio dell’assessore Baldassarre e l’arrogante atteggiamento del Dirigente dell’ufficio comunale,  l’amministrazione Raggi preferisce far cambiare struttura in pieno anno scolastico a bambini al di sotto dei tre anni, con tutte le immaginabili conseguenze negative sia didattiche, pedagogiche e psicologiche per i piccoli alunni, sia di carattere economico per le famiglie le quali sarebbero anche costrette a ripetere a distanza di pochi mesi il difficile periodo di inserimento. Ma non è tutto. Dal Comune c’è il silenzio assoluto anche sulle sei educatrici che sarebbero a rischio licenziamento, nonostante la Farmacap abbia più volte ribadito, anche questa mattina tramite il direttore generale Laing che ha denunciato la totale assenza di interlocutori e risposte, la volontà di voler proseguire nell’attività educativa trattandosi peraltro di servizio che potrebbe essere prestato in modo diretto da personale qualificato. Chiediamo alla sindaca Raggi di intervenire immediatamente al fine di far riaprire il nido e concludere l’anno educativo evitando ulteriori gravissimi danni ai bambini, alle famiglie ed alle lavoratrici” – conclude Figliomeni.