Seguici su

Cerca nel sito

#Ostia, proteste all’Anco Marzio, si compattano tutti i lavoratori

Parla Mirella Arcamone, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza del liceo

Più informazioni su

#Ostia, proteste all’Anco Marzio, si compattano tutti i lavoratori

Il Faro on line – Nel denunciare la situazione non idonea al regolare svolgimento delle operazioni scolastiche gli studenti e le studentesse del Liceo Anco Marzio (che protestano da più giorni in sit-in) non sono più soli. “Esprimo tutta la mia solidarietà ai lavoratori dell’Istituto tra i quali, secondo la normativa vigente, sono da considerarsi gli alunni” afferma chiaramente Mirella Arcamone, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza del Liceo Anco Marzio di Ostia.

Ricordiamo che in questi giorni, come Il Faro on line ha scritto in più articoli, si è venuta infatti a determinare una situazione di crescente disagio, fatta precipitare dall’emergenza freddo di questi giorni e dalle carenze strutturali del plesso liceale. In particolare, i problemi legati al riscaldamento (durata e temperatura dei termosifoni) delle aule e degli spazi comuni (la palestra) delle due sedi dell’Istituto, rendono incompatibile con la normativa vigente la temperatura nella quale si è costretti a lavorare.

“Il cattivo funzionamento dei termosifoni, che pure ci risulta da tempo segnalato dal Dirigente Scolastico agli Uffici della Provincia – continua Arcamone – in presenza del freddo eccezionale di questi giorni rende l’ambiente insalubre”. Dichiarazione indubitabile se si pensa che i termosifoni, funzionanti in percentuale molto bassa, rimangono accesi fino alle 13:00 circa, mentre il lavoro di tutte le componenti scolastiche si protrae per almeno quattro giorni alla settimana fino alle 18:30, quando non alle 20:00, come in questi giorni di scrutini.

“Per questo motivo ho chiesto – dice la rappresentante dei lavoratori – a nome di tutti (si tratta di circa 1500 persone) alla Dirigente di esercitare ogni sua prerogativa per ottenere con immediatezza la riparazione e l’accensione dei termosifoni a massimo regime, fino almeno alle 20:00, quando non per 24 ore al giorno, come già ottenuto nel liceo Pascal di Pomezia”.

Per questo motivo e poiché il prioritario diritto allo studio non può essere però esercitato in condizioni a rischio Mirella Arcamone esprime vicinanza alla protesta degli studenti, nella misura in cui – come a tutt’oggi – essa sia espressa in forme e con obiettivi democratici e legali. Si riserva inoltre, come parte della RSU, di promuovere col personale eventuali azioni di protesta, parallele o in collaborazione con quelle studentesche. “Chiedo, pertanto – conclude Arcamone – agli organismi preposti e alle istituzioni (Dirigenza, Prefetto Vulpiani, sindaca Raggi, Provincia), ognuna per la sua parte, di intervenire a ristabilire una situazione compatibile con quanto previsto dalla legge 6262.

Più informazioni su