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Lungomare, lago e turismo a #Sabaudia: lo specchio di un fallimento

Cambia Sabaudia è nata per cambiare tutto questo, per archiviare l’incuria e il malgoverno degli ultimi 15 anni

Lungomare, lago e turismo a #Sabaudia: lo specchio di un fallimento

Il Faro on line – “Le notizie giornalistiche degli ultimi giorni, come tutte quelle degli ultimi tempi, relative ad uno dei cardini del contesto ambientale, culturale ed economico di Sabaudia, cioè il suo lungomare e l’area costiera e lacustre, non fanno altro che fornire nuovi desolanti esempi di scandalosa incuria ed inadeguatezza delle Amministrazioni Comunali degli ultimi 15 anni. Da quanto si è appreso attraverso la stampa, sia la sacrosanta presa di posizione del sindacato Balneari che chiede chiarimenti ed azioni amministrative adeguate e condivise in merito al nuovo piano degli arenili al Commissario Prefettizio pro tempore (che dirige il Comune, come accaduto per la terza volta negli ultimi 15 anni, al posto di rappresentanti politici della cittadinanza democraticamente eletti; situazione assolutamente fuori dalla norma!) in relazione al fatto che da anni non viene aggiornato, come anche la richiesta di sospensione, avanzata dalla famiglia Scalfati alla Regione Lazio, del progetto di Darsena sul Lago di Paola, in attesa dell’ approvazione del Piano del Parco” – è quanto dichiara il Movimento Cambia Sabaudia.

“Tutti elementi che indicano come anche la prossima stagione balneare sarà soggetta a criticità non risolvibili, allo stato dei fatti attuali a causa di una burocrazia lenta ed esasperante che rimanda a tempi lunghissimi la soluzione dei problemi. Sul primo punto, risulta infatti che Sabaudia sia stata inserita dalla Regione Lazio nella fascia di Comuni ad “alta valenza turistica”, sulla base di indicazioni che la Regione ha raccolto attraverso la precedente Amministrazione Comunale, dove gli operatori turistici sono stati costretti a costituirsi presso il Tar di Latina per vedersi riconosciuti i propri diritti”.

“Ovviamente, la passata Amministrazione – prosegue la nota – , nonostante gli sforzi sostenuti dal Sib per farsi riconoscere le proprie ragioni, non ha ritenuto che la questione fosse da discutere preliminarmente con alcuno, come da consuetudine negli ultimi 15 anni! Il risvolto di tale situazione produce come conseguenza canoni di concessione per gli operatori aumentati a dismisura rispetto al passato, con esborso supplementare di migliaia e migliaia di euro, che metteranno in crisi molte attività turistiche e produrranno la chiusura di molte altre”.

“Come sia stato possibile tale valutazione per Sabaudia è un mistero, dato che i parametri di “alta valenza turistica” identificano città situate nelle immediate vicinanze di grandi arterie stradali, servite da collegamenti ferroviari, con presenze alberghiere di oltre 9 mila unità all’anno e servizi complementari di livello; tutte cose inesistenti a Sabaudia. Realtà come Ostia, Sperlonga e Gaeta non sono inserite in questa fascia, perché evidentemente hanno Amministrazioni Comunali ben diverse per efficienza e vicinanza alla cittadinanza e agli operatori”.

“Nella Città delle Dune – continua Rail comunicato –  invece esistono una moltitudine di gravi problemi insoluti come: una forte erosione della costa, che riduce la fruibilità e la produttività dell’arenile con conseguente perdita di valore, sversamenti del depuratore nelle acque marine, scarichi abusivi nel lago e di conseguenza nel mare, degrado del tratto di strada chiusa fino al Rio Martino (omaggio per qualcuno tanto legato all’ ”ecologismo della zanzara”), accessi al mare illegalmente chiusi, mare sostanzialmente vietato ai disabili (che non possono accedervi) e ai possessori di piccole imbarcazioni (che non sanno dove allocarle), Pua vecchio di decenni, assoluta mancanza di servizi per alcuni operatori turistici (parcheggi, elettricità, acqua, fognature), lavori per la costruzione di un approdo sul Rio Martino solo sulla sponda di Latina (sulla sponda di Sabaudia è ovviamente previsto l’incremento delle sole zanzare!), ponte Giovanni XXIII in condizioni precarie”.

“Il tutto senza nessun confronto con le forze sociali ed economiche e le rappresentanze cittadine, sia per quanto riguardano le sopracitate criticità, si per quanto riguarda il Pua ed anche per quanto riguarda il tema della tragicomica “alta valenza turistica” ed il fantomatico “Piano del Parco”.

“Cambia Sabaudia è nata, sta operando ed opererà in futuro, come dice il nostro nome, per cambiare tutto questo, per archiviare l’incuria e il malgoverno degli ultimi 15 anni, riportare l’Amministrazione Comunale sulla retta via della rappresentanza dei bisogni, dei diritti, dei legittimi interessi della città e della cittadinanza, il primo dei quali è il lavoro, sancito dall’art. 1 della Costituzione italiana, drammaticamente minato dalla crisi economica, cui qualche pericoloso incapace pensa di dare risposte aumentando a dismisura le spese delle attività produttive oppure burocratizzando, con processi lunghi anni, la ripresa di un territorio economicamente depresso” – conclude la nota.