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Anche a #Capri in arrivo i rifugiati, dubbi e polemiche

Sindaci preallertati dal prefetto, 'ma qui hotel costano troppo'.

Anche a #Capri in arrivo i rifugiati, dubbi e polemiche

Il Faro on line – Per la prima volta anche l’isola di Capri potrebbe essere chiamata ad accogliere un gruppo di rifugiati. I sindaci dei due comuni dell’isola sono stati preallertati – al pari di altri colleghi – dal prefetto di Napoli Gerarda Maria Pantalone, e hanno a loro volta avvisato la cittadinanza: ne è nato un dibattito, istituzionale e sui social, in cui si intrecciano disponibilità e obiezioni, soprattutto legate alla possibilità di accogliere gli immigrati in strutture turistiche quasi tutte caratterizzate da costi elevati.

I rifugiati da ospitare sull’isola sarebbero al massimo 45, 23 a Capri e 22 ad Anacapri, secondo le cifre rese note dai due sindaci dopo l’incontro del prefetto Pantalone con un gruppo di primi cittadini della provincia sulla questione profughi.

La notizia ha fatto immediatamente il giro dell’isola ed è rimbalzata sul web e sui social, con prese di posizione in gran parte critiche: “Se Capri dispone di una cinquantina di posti letto per i bisognosi sarebbe giusto offrirli ai nostri connazionali del centro Italia”, si legge su un post Fb, o ancora “sai quante malattie nuove adesso arrivano”.

Più pacata la reazione del sindaco di Capri, Gianni De Martino: “Non è da escludere la possibilità di dover fronteggiare l’emergenza prospettata dal prefetto, quindi dobbiamo andare alla ricerca di possibili soluzioni che potrebbero coinvolgere anche privati e strutture ricettive”.

Ipotesi che suscita la perplessità di Sergio Gargiulo, patron della Federalberghi caprese, il quale ricorda gli elevati costi delle strutture turistiche locali: “Ciò non vuol dire che non siamo solidali con queste persone, ed auspichiamo che le autorità locali sappiano fronteggiare l’eventuale emergenza”.

Prudente anche l’assessore al turismo di Anacapri Massimo Coppola: “Come ho già fatto presente nel corso dell’incontro in prefettura, le nostre località turistiche sono di piccole dimensioni e non hanno un vasto patrimonio alberghiero, per cui sarà difficile reperire posti, anche per se poche decine di rifugiati politici”.

Obiezioni che, si sottolinea a Capri, non hanno una connotazione razzista: secondo recenti stime quasi il 6 per cento della popolazione residente sull’isola è composta da immigrati muniti di permesso di soggiorno, ben integrati a livello sia sociale sia lavorativo.