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Gli inneschi per lo sviluppo di #Aranova: i progetti ed i capitali

Il Comitato di Zona: "I progetti delle opere pubbliche devono essere condivisi dalla popolazione"

Gli inneschi per lo sviluppo di #Aranova: i progetti ed i capitali

Il Faro on line – “Con l’approssimarsi dell’approvazione consiliare del nuovo Programma Triennale delle Opere Pubbliche entro il prossimo mese di maggio, stando a quanto affermato dall’Assessore Angelo Caroccia nell’incontro del 16 dicembre scorso, diviene essenziale verificare le condizioni alle quali possano essere ricompresi nel Programma, interventi di opere pubbliche e servizi necessari, sia in generale che in particolare per Aranova.
Nel resoconto di attività del CdZ del luglio scorso, si metteva in evidenza che il primo innesco essenziale per la realizzazione di nuove opere è rappresentato dall’esistenza dello strumento urbanistico adatto, ossia il Piano Particolareggiato, che nel nostro caso riguarda le zone B3a e B4a di Aranova centro. Detto strumento è stato prodotto dal Comune nell’ottobre scorso e per renderlo operante occorre – ora (a gennaio 2017) – che vengano fatte le controdeduzioni comunali alle circa 40-50 osservazioni presentate dagli interessati (CdZ compreso) entro i termini stabiliti (ossia la scadenza era il 23/12/2016) e che le controdeduzioni medesime siano – poi – approvate dal Consiglio Comunale. Si spera che tutto ciò possa completarsi entro il prossimo mese di marzo e che – quindi – questa prima condizione possa considerarsi completamente soddisfatta. Seguono subito dopo due altre condizioni essenziali: l’esistenza dei progetti e la possibilità di finanziare le opere” – è quanto dichiara in una nota il Comitato di Zona di Aranova.

“Riguardo ai progetti – prosegue il Comitato – anche l’esperienza di Aranova sta ampliamente dimostrando che il loro concepimento non può essere demandato ai privati ( i quali – poi – attraverso lo strumento delle “opere a scomputo” di fatto finanziano l’opera), in quanto – in generale – la loro visione privatistica dell’intervento pubblico – ancorché corretta dal punto di vista giuridico – non può cogliere pienamente tutte le esigenze della collettività. La riprova recente di quanto affermato è nel progetto della Piazza e del Centro Civico, che dovrà essere rielaborato, in quanto ” è inaccettabile che la Piazza venga realizzata in discesa”, secondo quanto affermato anche dallo stesso Assessore Ezio di Genesio Pagliuca nella riunione del CdZ del 27 ottobre scorso. Infatti, l’ipotesi di realizzare la Piazza in discesa deriva dalla considerazione di minimizzare i costi di intervento, senza (visione privata) opere di sbancamento del terreno, ossia lasciandolo così com’è a lato della Chiesa, mentre (visione collettiva) si sarebbe dovuta prevedere la Piazza in piano, dando la giusta importanza alla sua successiva agevole frequentazione anche da parte dell’utenza anziana e dei neonati in carrozzina”.

Inoltre, i progetti delle opere pubbliche devono essere condivisi dalla popolazione (ossia dalla loro utenza), tramite specifiche Assemblee informative, il che non è avvenuto per l’opera “Piazza e Centro Civico”, ancorché sia stata tempestivamente avanzata la richiesta scritta (in data 14/5/15) da tutte le Associazioni territoriali di Aranova (Cacciatori, CdZ, Crescere Insieme, Gruppo Storici, Proloco e ViviAranova). Se ci fosse stata detta Assemblea, probabilmente sarebbe già stata unanimemente condivisa la necessità che – anche per un’adeguata accessibilità al Centro Civico ed alla Piazza – si debba realizzare una Piazza al livello del sagrato della Chiesa (posizione tra l’altro panoramica) e con sottostante parcheggio al livello della Via M. Rosi. Peraltro, detto parcheggio diviene – oggi – ancor più indispensabile a seguito della scelta di spostare il mercato ambulante nell’area di 1.480 mq del parcheggio del centro commerciale ” La Tartaruga”, in quanto verranno così a perdersi circa 65 posti auto proprio nei giorni di maggior domanda di sosta in questa zona commerciale (il sabato), la quale zona – per di più – è già satura nei giorni festivi per le attività religiose. Analogo discorso di progetto (di tipo preliminare e con fattibilità economica) concepito in sede comunale e condiviso in assemblee pubbliche, si dovrà subito porre anche per la realizzazione della nuova scuola materna. Infatti, senza il ponderato indirizzo comunale molto difficilmente dal privato (proprietario dell’area) potrà ottenersi un progetto che tenga conto di evitare la congestione del traffico veicolare sulla Via M. Rosi, tramite la previsione di un’adeguata area di sosta (per la scuola elementare e la limitrofa nuova scuola materna) e di un’accessibilità veicolare individuale all’area scolastica prevalentemente concentrata sulla Via L. Russo”.

Riguardo poi ai capitali di intervento, che nelle opere anzidette vengono forniti dai privati interessati, salvo i casi in cui si possa ricorrere a finanziamenti statali, regionali, metropolitani o di altri Enti (come l’Anas l’Acea Ato2, ecc.), la situazione diviene più complessa quando debbono gravare interamente sulle molto esigue finanze comunali. In questi ultimi casi diviene più impegnativa anche l’operazione progettuale. Infatti, per il progetto di ampliamento della Via M. Rosi, dalla Chiesa alla Via I. Raulich, ai fini di un’agevole e sicura circolazione pedonale, l’attività progettuale dovrà ricadere interamente sugli uffici comunali, anche per i progetti di dettaglio (sia al livello “di massima che esecutivo “), in quanto – salvo situazioni singolari, non si potrà ricorrere ad interventi con “opere a scomputo” progettate dai privati. Per inciso, in quest’ultima attività di progettazione comunale dovrebbe prendere avvio anche la prima risposta alle esigenze dei ciclisti di Aranova , prevedendo sul lato di destra della Via M. Rosi (nel senso di marcia verso il castello di Torre in Pietra ) una pista ciclo-pedonale, invece del nuovo marciapiede (fermo restando quello da realizzare sul lato di sinistra della strada)”.

“Quelle dianzi esposte rappresentano le principali opere pubbliche specifiche per Aranova, le quali – insieme al risanamento idrogeologico di Via Siliqua – da moltissimi anni compaiono nei Programmi Triennali del Comune (ad esempio, il 2° e il 3° lotto dell’anzidetta Via Siliqua compare ormai da oltre 10 anni), senza – però – mai trovare attuazione per l’assenza di uno o più dei tre fattori essenziali per gli interventi (l’edificabilità, il progetto e il capitale ).
Certamente il fattore “capitale” è quello più difficile da risolvere in una situazione di esigue risorse pubbliche, ma allora non si comprende perché nel settore delle opere diffuse su tutto il territorio comunale e specificamente per gli interventi sull’ambiente non compaia la voce ” bonifica dei lotti incolti”, il cui costo attuativo – tramite le “delibere in danno” – risulta recuperabile dal proprietario del lotto, che non è intervenuto nemmeno dopo la relativa richiesta comunale”.

“Ad esempio, ad Aranova (in Via L. Russo, tra le serre e Via Siamaggiore) sono tre anni di seguito, in cui la Telecom deve intervenire per il ripristino delle linee telefoniche (eventi del 2/11/15, 4/3/16 e 15/1/17) interrotte dalla caduta di alberi secchi sulle linee medesime, ma il Comune non ha mai dato seguito alle richieste di bonifica del CdZ (sembra che sia stata fatta solo una multa, il che – però – non elimina il fatto essenziale, che è quello di evitare la persistente situazione di pericolo e di degrado ambientale).
Tornando comunque all’argomento principale, che è quello del continuo dilazionare delle opere vitali per lo sviluppo di Aranova, nasce la considerazione finale di quale sia la motivazione di fondo per un tale comportamento da parte dell’Amministrazione comunale, se non quella che Aranova è fisicamente molto distante dal “centro decisionale”. Oppure, il Programma di maggio smentirà quest’ultima affermazione, accogliendo le richieste esposte? Speriamolo!” – conclude il Comitato.