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#Formia, il mistero dei lavori di via Olivello foto

Camion e ruspe in azione su un'arteria comunale, ma senza nessun cartello di autorizzazione. E nessuno ne sa nulla...

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Il Faro on line – Siamo a Formia, località S. Croce. Praticamente estrema periferia. Circa tre settimane fa, una ditta si presenta nei pressi di Via Olivello e, senza mostrare autorizzazione alcuna o dare qualche delucidazione agli abitanti, comincia a scavare sulla strada comunale.

Quando Nunzia, una casalinga sulla cinquantina, dopo qualche giorno, stufa di non poter raggiungere la propria abitazione in macchina o stanca di dover fare lo slalom per raggiungerla, chiede di poter vedere l’autorizzazione dell’Enel i dipendenti restano sul vago. Così, i giorni passano ma dell’autorizzazione nessuna traccia.

Nunzia e gli abitanti del quartiere, non senza qualche sbuffo o rimbrotto, proseguono alla meno peggio con gli slalom per raggiungere casa propria. Fino a quando una pioggia fitta e incessante scende su Formia e impedisce, quindi, agli abitanti di proseguire con la loro ormai consueta routine di svicolamenti dei mezzi pesanti (ruspe, camion ecc..) dell’ignota ditta.

L’Odissea telefonica

Presa da un moto di rabbia Nunzia decide di far presente alle autorità locali il problema. Comincia, quindi, col chiamare il Comune di residenza. Qui le si viene detto che l’autorità competente in materia (pur essendo la strada comunale) non è il Comune, bensì il 113 di zona. Parte quindi la seconda chiamata alle autorità, che, anche stavolta, finisce con un buco nell’acqua: la “patata bollente” viene passata all’Enel.

Arriva quindi la terza chiamata, stavolta all’Enel, che, a detta dei dipendenti della ditta, è colei che ha indetto i suddetti lavori. Ma chi chiama si sente rispondere per l’ennesima volta che ha sbagliato a chiamare l’Enel, poiché l’autorità competente sono i Vigili Urbani. Chiamati i Vigili, finalmente, riceve una risposta, pur sempre vaga, ma positiva. “Se una pattuglia è disponibile la manderemo in ricognizione”.

Intanto, la strada interrotta rimane. E il mistero di chi abbia autorizzato i lavori, anche.

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